Croazia. Prestiti: moratoria di almeno tre mesi

Il governatore Boris Vujčić. Foto Sandra Simunovic/PIXSELL

Buone notizie in arrivo per i fruitori di prestiti e leasing. Gli istituti di credito sono propensi a concedere ai rispettivi clienti una moratoria di tre mesi sul risarcimento dei loro oneri finanziari. Lo ha detto ieri il direttore dell’Associazione croata delle banche (HUB), Zdenko Adrović. La misura sarà rivolta ai fruitori di prestiti che a causa delle misure varate al fine di contenere la pandemia di Covid-19 sono momentaneamente privi di redditto e a quelli che per le medesime ragioni è stato ridotto lo stipendio. “La decisione è stata presa. Alcune banche hanno già iniziata informare i clienti”, ha spiegato Adrović. Ha aggiunto che la misura riguarda le annualità, ossia alle rate di risarcimento dei finanziamenti dei prossimi tre mesi (aprile, maggio e giugno). È stato chiarito che in caso di necessità gli istituti di credito valuteranno la possibilità di prorogare la misura per ulteriori tre mesi.
Per poter avvalersi della moratoria i clienti dovranno fornire alle banche un’autocertificazione. “In questa circostanza concederemo il beneficio del dubbio a tutti”, ha dichiarato il direttore dell’HUB, puntualizzando che la documentazione sarà sottoposta in un secondo momento ai dovuti controlli e verifiche. Non ha rivelato quali saranno le sanzioni in contro alle quali andranno incontro le persone che avranno dichiarato il falso. Adrović ha sollecitato i clienti che intendono ricorrere alla misura – che prevede la riprogrammazione della scaletta di risarcimento del finanziamento – di sbrigare le pratiche per via elettronica o telefonicamente, evitando di recarsi di persona agli sportelli delle banche. D’altronde in questo periodo, in sintonia alle raccomandazioni della Protezione civile, il numero delle filiali aperte è stato ridotto, come pure il loro orario d’apertura al pubblico.
La riduzione o la sospensione del versamento degli stipendi comporterà, inevitabilmente, una riduzione del fido e di conseguenza dello sconfinamento riconosciuto ai singoli risparmiatori sulla base dei loro rispettivi redditi. Il direttore dell’HUB ha invitato i clienti delle banche che non hanno subito penalizzazioni retributive a saldare regolarmente e tempestivamente i loro oneri nei confronti delle banche.
Per quanto riguarda, invece, le imprese, Adrović ha spiegato che al vaglio ci sono alcuni possibili approcci. Ha rilevato, tuttavia, che molto dipenderà dallo schema di garanzie che saranno concordate con il Ministero delle Finanze. “Si tratta di un modello che esiste nella maggior parte dei Paesi UE e che la stessa Commissione europea sollecita quando gli aiuti devono essere finanziati attingendo al bilancio nazionale, specie se si tratta di Paesi con caratteristiche analoghe alla Croazia”, ha notato il banchiere. In parole povere, le banche sono disposte a finanziare le aziende in affanno a causa della crisi, ma a patto di poter suddividere il rischio con lo Stato.
Inoltre, Adrović ha fatto una puntualizzazione molto importante. Ha rilevato che bisognerà vigilare affinché le misure che saranno varate al fine di ridurre il rischio creditizio non portino all’apprezzamento della kuna nei confronti dell’euro. Uno scenario, quest’ultimo, che susciterebbe ripercussioni analoghe a quelle causate a suo tempo dall’apprezzamento del cambio del franco svizzero.
Il compito di vigilare sulla stabilità del cambio e del sistema bancario in generale, compete alla Banca nazionale croata (HNB). In seguito allo scoppio della crisi, la Banca centrale di Zagabria ha varato una serie di misure tese a mantenere stabile il corso della valuta nazionale e la liquidità degli istituti di credito. Al momento, gli sforzi profusi dal team capitanato dal governatore Boris Vujčić stanno dando i risultati sperati.
Inoltre, per la prima volta nella storia, l’HNB ha provveduto ad acquistare titoli di Stato emessi dalla Repubblica di Croazia per un valore complessivo di 4,3 miliardi di kune. La Banca centrale si è lanciata in quest’ultima impresa, subentrando agli istituti di credito e allo scopo di evitare la paralisi del mercato finanziario o più correttamente quello obbligazionario. Uno scenario, quest’ultimo, che penalizzerebbe pesantemente l’economia croata. La campagna intrapresa dall’HNB a tutela della kuna e della liquidità finanziaria è proseguita anche questa settimana. Ieri, la Banca centrale ha offerto agli istituti di credito 350 milioni di kune di finanziamenti al tasso d’interesse dello 0,05 p.c., il medesimo dell’asta organizzata il 23 marzo scorso, quando l’HNB piazzò sul mercato 750 milioni di kune. Al termine dell’asta di ieri l’HNB ha accolto tutte le richieste avanzata dalle banche. Gli istituti di credito vedranno addebitarsi gli importi richiesti nel corso della giornata di domani (quando scadrà il prestito erogato loro dall’HNB il 23 marzo, nda) e dovranno rendere il prestito l’8 aprile.
Il governatore Vujčić, in un’ampia intervista rilasciata nei giorni scorsi al quotidiano Večernji list, ha sottolineato che alla metà di questo mese l’HNB è intervenuta sul mercato valutario in quattro occasioni, impiegando 1,6 miliardi di euro. Vujčić ha segnalato anche che per il tramite delle aste conti pronto termine regolari e strutturali l’HNB ha erogato agli istituti di credito circa 4,5 miliardi di kune.

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