Croazia. Bene l’euro, ma l’inflazione è un’altra cosa

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Croazia. Bene l’euro, ma l’inflazione è un’altra cosa
Il governatore della Banca centrale croata, Boris Vujćić. Foto: Tomislav Miletic/PIXSELL

“L’inflazione ha rallentato a partire da ottobre. Per l’anno prossimo dovrebbe essere fra il 6 e il 7% e nel corso del 2024 dovrebbe tornare attorno al 2%”, è quanto affermato da Boris Vujčić, governatore della Banca centrale croata, che è intervenuto sul tema dell’inflazione in un discorso in occasione del Consiglio economico.

Il tema della tre giorni era “La politica economica della Croazia nel 2023”, con tutta una serie di discussioni che hanno valutato una serie di questioni molto importanti e di grande attualità, fra le quali, ovviamente, spicca il tema dell’inflazione, del quale si è discusso, da angolazioni diverse, durante ciascuna delle tre giornate.

Vujčić ha spiegato come l’imminente introduzione dell’euro sia una mossa positiva, ma come da sola non possa contribuire minimamente a far fronte all’inflazione, come dimostrato dal fatto che Paesi che usano già la moneta unica stanno soffrendo comunque questa crisi. “L’inflazione deriva prevalentemente dalla scarsità di determinati prodotti e su questi fattori la politica monetaria non può influire in alcun modo. Tutto quello che si può fare è agire sull’inflazione derivata dalla troppa domanda ed è per questo che stiamo vedendo in tutto il mondo un aumento dei tassi d’interesse, per cercare di limitare il secondo dei due motivi”, ha spiegato il governatore, che ha poi ricordato come la Croazia sia messa molto bene in termini d’inflazione fra i Paesi dell’Europa dell’est, nonostante i tassi d’interesse siano ancora fra i più bassi.

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