L’UI a Draghi: «Valorizzare e promuovere la ricchezza della CNI»

La lettera dell’Unione Italiana al neopremier italiano e al ministro degli Esteri Luigi Di Maio

Palazzo Modello, sede della CI di Fiume e dell'Unione Italiana. Foto Zeljko Jerneić

Il presidente incaricato del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana, Mario Draghi, terrà domani, mercoledì 17 febbraio, il suo discorso programmatico nell’Aula del Senato. Il suo intervento – che giovedì 18 sarà proposto pure nell’Emiciclo della Camera dei deputati – vergerà su tre cardini: l’Europa, l’atlantismo e l’ambiente. Nella sua agenda sono tre le riforme considerate cruciali: quella del fisco, quella della giustizia civile e quella legata ai settori interessati dal Recovery plan. Quello di Draghi sarà anche un sollecito alla coesione delle forze politiche, in linea all’appello fatto in precedenza dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Alla vigilia del voto di fiducia che lo attende nel Parlamento italiano, l’Unione Italiana si è congratulata con Draghi per la sua nomina alla Presidenza del Consiglio dei ministri formulandogli, al contempo, gli auguri di buon lavoro. Nella nota trasmessa a firma del presidente dell’UI, Maurizio Tremul e del presidente della Giunta esecutiva, Marin Corva si esprime l’auspicio che il governo, formato da un’ampia compagine politica e da tecnici di primo piano, possa riuscire pienamente nel compito di costruire solide prospettive di crescita del Paese e della sua ulteriore affermazione a livello internazionale, in un momento particolarmente difficile per l’Italia, per l’Europa e per il mondo intero a causa dell’emergenza epidemiologica da COVID 19 (SARS-CoV-2) che tanti lutti e dolore ha causato e che sta avendo pesanti ripercussioni sulla situazione economica, sanitaria e sociale.

Maurizio Tremul. Foto: Željko Jerneić

“La Comunità Nazionale Italiana autoctona in Croazia e Slovenia – si rileva nella nota dell’UI – guarda con fiducia all’azione del governo Draghi, convinta che sarà possibile valorizzare e promuovere al meglio la ricchezza rappresentata dalla Comunità storicamente presente in Istria, Quarnero, Fiume e Dalmazia”.

Leggi 73/01 e 72/01

I presidenti dell’UI, nella loro lettera al Presidente Draghi, hanno sottolineato la necessità di provvedere quanto prima e comunque entro la fine del corrente anno, al rifinanziamento della Legge 73/01 in favore della Comunità Nazionale Italiana in Croazia e Slovenia e della Legge 72/01 in favore delle Associazione degli Esuli Istriani, Giuliani e Dalmati per il triennio 2022-2024. Necessità che è stata rappresentata anche nella lettera inviata al ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Lugi Di Maio.
“Si tratta di finanziamenti vitali – hanno ribadito Tremul e Corva nel loro messaggio –, che consentono alle Comunità degli Italiani, alle Scuole e alle Istituzioni, di assolvere pienamente al loro compito istituzionale: mantenere viva e coltivare la lingua, la cultura e l’identità italiana in Istria, nel Quarnero, a Fiume, in Dalmazia, a Zagabria, nella Slavonia e nella Moslavina, attraverso determinanti investimenti in favore del mondo scolastico, nell’aggiornamento e nella formazione dei docenti e dei discenti, nella fornitura di mezzi e attrezzature didattici, dei libri di testo, a beneficio degli studi universitari in lingua italiana, nella concessione di borse di studio, nelle attività istituzionali dei nostri Enti, Organizzazioni e delle Comunità degli Italiani, nei settori dell’editoria e dell’informazione, della ricerca storica, universitaria e scientifica, del teatro, della cultura, della lingua, delle attività socioeconomiche, del mantenimento delle tradizioni, in favore degli anziani e delle giovani generazioni”.
I vertici dell’Unione Italiana, nell’intento di dare continuità e consolidare l’attività della Comunità Nazionale Italiana, chiedono che la dotazione finanziaria della Legge 73/01 per il prossimo triennio 2022-2024 possa essere incrementata a quattro milioni di euro annui al fine di proseguire nella realizzazione delle finalità e delle molteplici e qualificate attività, con rinnovato slancio e innovazione, per affermare la presenza italiana, coltivando i rapporti di buon vicinato tra regioni e Stati contermini e continuando a investire sui valori irrinunciabili della convivenza e del dialogo interculturale.

Marin Corva. Foto: Željko Jerneić

Nella lettera di congratulazioni e di buon lavoro indirizzata al ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Lugi Di Maio, ricordando il lungo e costruttivo colloquio tenutosi a Zagabria il 29 novembre 2020, è stata espressa la convinzione che nella prosecuzione del suo mandato si potrà implementare ulteriormente l’azione politica dell’Italia nei rapporti con la Slovenia e la Croazia, anche nell’ambito della compiuta attuazione del Trattato italo-croato sulle minoranze del 1996 e nel pieno rispetto e applicazione dei diritti riconosciuti alla Comunità Nazionale Italiana dalla Croazia e dalla Slovenia.

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