Croazia. Eurolandia è qui

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Croazia. Eurolandia è qui

Ormai ci siamo. Ci separano poche ore dall’ingresso della Croazia nella zona euro e nell’area Schengen. Due cambiamenti epocali per i cittadini che dal 1.mo gennaio 2023 pagheranno con la moneta unica europea, mandando in pensione dopo poco più di 28 anni la kuna croata, e viaggeranno in tutta l’Ue senza dover fermarsi ai valichi di confine.

Se a livello regionale (Istria e Quarnero) l’adesione a Schengen si aspetta con trepidazione per evidenti motivi, nel resto del Paese l’attenzione è concentrata soprattutto sull’adozione dell’euro. In questo senso il Ministero delle Finanze ha emesso una guida per districarsi meglio tra quello che ci aspetta a partire da Capodanno e per diversi mesi a venire.

Doppia circolazione

Nel periodo dal 1.mo al 14 gennaio sarà in vigore la doppia circolazione valutaria. Si potrà pagare sia in kune che in euro, tenendo conto che gli esercenti dovranno restituire soltanto la moneta unica europea. Nel caso in cui il venditore non sarà in grado di restituire gli euro, potrà farlo anche in kune. Una eccezione prevista soprattutto per i punti vendita nei centri rurali dove l’accesso agli istituti bancari è difficoltoso. Comunque, questa possibilità è stata data a tutti proprio per non creare problemi in queste prime due settimane. Ma dal 15 gennaio l’euro diventerà l’unica valuta di pagamento.
Durante la doppia circolazione si potrà pagare al massimo con 50 monete di kune e lo stesso numero di banconote, in armonia con la legge sulla lotta al riciclaggio del denaro e il finanziamento del terrorismo. Il tetto per i pagamenti in contante delle perone giuridiche è fissato a 10.000 euro: tutto al di sopra di questo importo va fatto attraverso gli istituti di credito.

Doppia esposizione

La doppia esposizione kuna-euro dei prezzi, entrata in vigore il 5 settembre scorso, rimarrà in vigore per tutto il 2023. Si tratta, ribadisce il Ministero nella sua nota, del “meccanismo principale di tutela dei consumatori nel processo di passaggio dalla kuna all’euro”. Si ricorda pure che dal 1.mo gennaio tutti i prezzi saranno espressi in euro, mentre in “piccolo” dovrà essere indicato anche il prezzo in kune, basandosi esclusivamente sul tasso fisso di riconversione 1 euro = 7,53450 kune.

Sportelli bancomat

Dal 15 dicembre scorso al 15 gennaio 2023 la rete dei bancomat funzionerà a singhiozzo a causa dell’adattamento degli sportelli automatici alle nuove banconote. Perciò, durante questo periodo il cliente di una banca potrà prelevare denaro da qualsiasi bancomat funzionante, indipendente dalla banca proprietaria dello stesso, senza pagare alcuna indennità. Inoltre, il Ministero delle Finanze sottolinea che entro il 15 gennaio tutti i 4.000 bancomat dovrebbe essere operativi: si potranno prelevare gli euro, e fino alla fine di marzo 2023 soltanto banconote da 10 e 20 euro. Quelle da 50 euro saranno disponibili a partire dal mese di aprile. Raramente gli sportelli erogheranno le banconote da 100 euro. Va ricordato che che l’associazione croata delle banche (Hub) ha pubblicato la mappa interattiva con gli sportelli automatici funzionanti. Clicca qui per consultare la mappa.

Sostituzione kune

Il Ministero ricorda che la sostituzione delle kune sarà possibile per tutto il 2023 in banca, agli sportelli dell’Agenzia finanziaria (Fina) e negli uffici postali. Dal 2024 ciò sarà possibile soltanto alla Banca centrale croata (Hnb). La sostituzione sarà effettuata gratuitamente, applicando il tasso fisso di conversione 1 euro = 7,53450 kune, ma al massimo 100 banconote e 100 monete di kune per transazione. Oltre a questa quantità, gli istituti possono addebitare un compenso. Le monete della kuna potranno essere sostituite per un periodo massimo di tre anni, mentre le banconote senza limiti di tempo.

Denaro in banca

Gli importi sui conti corrente negli istituti bancari saranno riconvertiti automaticamente in euro, senza alcun addebito, applicando il tasso ufficiale di riconversione 1 euro = 7,53450 kune. Il numero del conto resterà invariato, come pure gli obblighi e i diritti derivati dai mutui concordati in precedenza sia in kune che in euro: anche in questo caso la rata sarà riconvertita in base al tasso ufficiale. Per quanto concerne i prestiti con tasso d’interesse fisso, questo non cambierà, mentre per quelli concordati con il tasso d’interesse variabile, saranno applicati i corrispettivi parametri in euro, come stabilito dalla legge sull’adozione dell’euro. In questo senso il Ministero ricorda che il nuovo parametro non può essere superiore a quello che veniva applicato per i mutui con il tasso d’interesse variabile prima dell’ingresso nell’eurozona.
I cittadini e le aziende potranno entro 60 giorni dall’adozione dell’euro e senza dover pagare alcuna commissione, chiudere uno o più conti in banca e trasferire il denaro su un altro conto a scelta nella stessa banca.

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