Iscrizioni in prima classe: boom nelle scuole CNI

Nel 2018 a Pola, Gallesano e Sissano erano 37 i neoalunni nelle istituzioni della minoranza: a settembre saranno invece 55

Il 14 giugno termina l’anno scolastico, ma già fervono i preparativi per il prossimo autunno. Nelle scuole elementari di Pola e del suo anello periferico si stanno compilando le liste degli iscritti alle prime classi, dei ragazzini che in questo momento si preparano a lasciare l’asilo per andare a occupare i banchi di scuola da settembre in avanti. L’iter interessa naturalmente anche le scuole elementari con lingua d’insegnamento italiana, che sono suscettibili agli sbalzi demografici esattamente come le scuole della maggioranza, se non di più. Non sorprende dunque che ogni anno si aspetti con impazienza l’esito delle iscrizioni, perché i numeri in questo caso sono anche sinonimo di continuità dell’insegnamento in lingua italiana a tutti i livelli della piramide scolastica.
Stando a quanto ci dice Susanna Cerlon, preside dell’elementare italiana “Giuseppina Martinuzzi” di Pola, gli iscritti alle prime classi della sede centrale, per l’imminente anno scolastico 2019/2020, sono 45. L’anno scorso, erano stati 37, per cui ci sono buone ragioni per festeggiare. Ciò nonostante la preside ritiene che a Pola la continuità della frequentazione non sia compromessa nemmeno negli anni di minore affluenza di scolari. “Cinque studenti in più o in meno a seconda degli anni, in ogni caso, alla lunga, il numero è pressoché costante – ci spiega la preside – per cui si continua con la prassi di dividere gli iscritti in due classi distinte, la prima A e la prima B. A occuparsene saranno le insegnati che in questo momento stanno lasciando le due quarte, Ester Contossi e Laura Lonzar”. Quanto alle due sedi dislocate, in quella di Gallesano si contato 7 iscritti nella classe con lingua d’insegnamento italiana, e 15 nella classe maggioritaria, croata. A Sissano, invece, gli iscritti alla prima classe sono 3. Da notare l’esplosione degli iscritti rispetto all’anno passato, quando né a Gallesano né a Sissano c’era stato un solo bambino a frequentare la prima classe della scuola italiana. “Si tratta di oscillazioni a cui siamo abituati nel caso delle sedi scolastiche di periferia” – questo il commento di Susanna Cerlon, al termine dell’iter delle iscrizioni –. “In una maniera o nell’altra, gli sbalzi demografici influiscono soprattutto sulle istituzioni scolastiche delle piccole località periferiche, meno, invece, sulle scuole di città, come Pola, dove l’affluenza presenta caratteri di spiccata continuità. Così è possibile che un anno a Gallesano i bambini siano sette, otto, e l’anno successivo nemmeno uno, mentre nella sede centrale a Pola ci sarà sempre una media costante su cui poter fare affidamento”.

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