Rožman: «Bello vincere in casa…» (foto)

L’allenatore del Rijeka ha finalmente ammirato i fuochi d’artificio. Prelec: «Questa è la realtà dell’Istra 1961»

I giocatori del Rijeka salutano il pubblico

Un po’ distratto in alcune situazioni, il Rijeka è uscito illeso dalle incursioni dell’Istra 1961. I giocatori di casa soltanto in alcune situazioni sono sembrati deconcentrati, ma mai privi di motivazione. La squadra ha definitivamente trovato lo spirito di gruppo e la capacità di motivarsi anche a Rujevica dove, paradossalmente, ha delle buone ragioni per non sentirsi a proprio agio. Non sono bastate le due vittorie esterne, quella con l’Inter (4-1) e quindi con l’Hajduk (4-0), per far tornare sugli spalti l’atmosfera di un tempo quando Armada e tifosi semplici erano tutt’uno. Ieri l’Armada, cioè quello che ne è rimasto, ha avuto difficoltà a motivare sé stessa, poco numerosa e poco rumorosa. Raccolti in uno spicchio della curva Nord gli ultrà hanno rispettato i propri protocolli, ma i loro tentativi di coinvolgere gli altri settori sono stati poco convinti, sistematicamente ignorati.
Alla fine della gara il tecnico Simon Rožman, alla sua prima vittoria casalinga da quando gli è stata assegnata la panchina del Rijeka, ha detto in sala stampa di essersi sentito molto bene nell’atmosfera di Rujevica. È evidente che non sa ancora che tipo di atmosfera aveva accompagnato le stagioni quando alla guida della squadra c’era il suo connazionale Matjaž Kek. Prima o poi, si spera, assaporerà anche lui il tifo vero, autentico, quello che mette le ali agli uni e in soggezione gli altri, gli avversari, ovviamente.
Rožman è soddisfatto e i giocatori che ci hanno fatto il callo, pure. Si accontentano del modesto, ma costante sostegno dalla curva e delle ondate di tifo spontaneo che nascono nel corso della partita, sufficienti a rassicurare i protagonisti in campo che sulle gradinate la gente vuol loro bene. Il ritorno alla normalità a Rujevica slitta di un’altra settimana quando il Rijeka ospiterà il Varaždin.
Dopo aver apprezzato per la prima volta i fuochi d’artificio offerti dal presidente Damir Mišković al termine di ogni partita vinta in casa, Rožman si è prestato alle domande dei giornalisti, poche a dire il vero. “Complimenti ai giocatori e grazie ai tifosi di tutte le tribune. Oggi è stato davvero bello essere qui. Abbiamo vinto, credo meritatamente, segnando due gol e creando altre occasioni propizie. Con l’infortunio di Gorgon – spiega Rožman –, siamo stati costretti a fare delle rotazioni e cambiare qualcosa nelle strategie. È successo quello che abbiamo voluto. Si notano i frutti del nostro lavoro, ma anche delle cose su cui dovremo lavorare ancora. A parte il gioco, ritengo che la cosa più importante sia aver centrato la vittoria in casa dopo tanto tempo”.
Dalla parte opposta l’allenatore dell’Istra 1961, Ivan Prelec, riconosce al Rijeka la superiorità e ammette che la vittoria è stata meritata: “Sapevamo quanto fosse importante resistere il più a lungo possibile, ma abbiamo preso un gol nelle fasi iniziali e il secondo poco dopo. Nonostante ciò, non ci siamo sfasciati. In queste situazioni si rischia di incassare 3, 4, 5 reti. La squadra, nonostante tutti i problemi che ci sono, dimostrano di esserci, al di là della partita di oggi. Abbiamo anche creato le nostre occasioni, ma non abbiamo saputo concretizzarle. Questa è la nostra realtà”.

Foto Ivor Hreljanovic; Goran Kovacic/PIXSELL

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