Rijeka, l’obiettivo è uno solo: vincere

I fiumani attesi domenica dalla trasferta in casa dell'Inter di Zaprešić

Simon Rožman e Stjepan Lončar. Foto Marko Prpic/PIXSELL

L’obiettivo non può essere che quello: vincere a Zaprešić. Domenica 24 novembre, alle 17.30 il Rijeka, provato da una serie di risultati negativi, da un’atmosfera talvolta ostile, dall’allontanamento di alcuni giocatori e da altri fattori, va ad affrontare l’Inter, penultimo in classifica. Tra i fiumani e gli avversari ci sono 11 punti di differenza, meno comunque dei 13 che separano la squadra allenata da Simon Rožman dalla capolista Dinamo.
A Rujevica è tornato a parlare il tecnico sloveno, per la prima volta dopo le dichiarazioni a caldo seguite al disastroso 5-0 subito in casa ad opera della Dinamo. Aveva annunciato dei provvedimenti e questi non si sono fatti attendere. Il motivo dell’incontro con i media era comunque legato alla partita di domani, ma sono state inevitabili le domande relative agli eventi durante la sosta. Ne ha parlato anche lo stopper Dario Župarić, uno dei “senatori”. “Siamo tutti consapevoli dell’importanza di questa partita. In questi dieci giorni credo che siamo riusciti a darci una mossa, sul terreno di gioco e nelle nostre teste. Ce l’abbiamo messa tutta per farci trovare pronti all’appuntamento per interrompere la serie negativa”.
Disponibili tutti, o quasi
Župarić ha aggiunto, ed è scontato in situazioni come questa, che l’Inter non merita la posizione che occupa in classifica, tradizionalmente insidiosa per il Rijeka. L’argomento Inter si esaurisce qui. I punti in palio sono importanti, per continuare a nutrire le speranze di arrivare a fine stagione con un piazzamento in Europa, ma soprattutto per il morale. Nel contesto dell’allontanamento dei giocatori, di Punčec, Mamić e Šimić, si era parlato anche di Zoran Kvržić. Domani non giocherà in quanto tornato infortunato dagli impegni con la nazionale della Bosnia ed Erzegovina. Tutti gli altri sono, chi più e chi meno, a disposizione del tecnico. Durante la sosta, come ha spiegato Rožman, si è lavorato molto sulla difesa, cercando di puntare su una maggiore collaborazione e comunicazione tra i giocatori. In casa l’Inter segna parecchio. Ha rifilato tre gol all’Osijek e allo Slaven. Lo ha sottolineato l’allenatore che sa di doversela vedere con un avversario “rognoso”.
Rožman: «Il club è al primo posto»
Per uno spogliatoio può essere traumatico il cambio dell’allenatore, ma anche quando dei compagni vengono sospesi, depennati dalla rosa. “I giocatori, come noi allenatori, vengono e vanno. Resta la società, chi ci mette dei soldi e quindi i tifosi. I giocatori si rendono conto di far parte di un club in cui ci si aspetta da loro un certo comportamento. Lo rispetta – ha precisato Rožman –, la stragrande maggioranza. Sono convinto che quelli rimasti, questi gladiatori, ce la metteranno tutta per farci uscire da un periodo difficile”. L’allontanamento è stato deciso dal tecnico o dalla società? “Non parlerei di cose che riguardano lo spogliatoio. Dobbiamo rispettare i colori che indossiamo. Tutte le decisioni hanno come scopo migliorare le cose”, ha risposto l’allenatore, senza dire granché.
Dall’arrivo sulla panchina fiumana Rožman le cose buone le ha viste fare alla propria squadra soltanto nelle gare esterne, con due vittorie in campionato e due in Coppa. Più delle analisi tecniche dell’allenatore, ieri sono state piuttosto chiare e veementi le considerazioni del difensore centrale Dario Župarić che ha già in tasca il biglietto aereo per gli USA, sua prossima destinazione. Lo stopper è partito a valanga: “All’origine di tutto c’è l’energia negativa che si è creata nel club e soprattutto intorno al club. Posso dire che oggi per noi sia più facile giocare in trasferta che in casa. Ci sono tanti giocatori giovani che meriterebbero il sostegno che il Rijeka ha avuto due-tre anni fa. Se lo meritano anche gli allenatori. La stagione non è quella che ci aspettavamo, ma non si può negare il sostegno. Noi stessi vorremmo poter lottare per il primo posto, vincere nuovamente la Coppa. Ora siamo dove siamo, ma c’è ancora tempo per rimediare. Vorrei che si parlasse soltanto di calcio e che il tifo arrivi da tutti i settori dello stadio. Io preferisco giocare in trasferta. Lì non avverto tensioni. A chi il Rijeka sta a cuore dovrebbe sostenerlo, sostenere soprattutto i tanti giovani il cui inserimento veniva invocato da tanto tempo. Non si può inveire contro Smolčić quando sbaglia, chiamato a ricoprire un ruolo che non è il suo. Il ragazzo ce la mette tutta e non lo merita. Già che ci sono tanti ragazzi giunti dalle giovanili occorre dare loro una mano e avere pazienza. Ciò richiede dei tempi in cui i risultati non potranno essere sempre quelli che tutti vorremmo”.
Quelle voci di corridoio…
Dopo la conferenza stampa Župarić ha accennato a un aspetto che in precedenza aveva soltanto sfiorato, cioè il ruolo dei media. Ha fatto un esempio: “Si è parlato e scritto che alla fine del primo tempo di Rijeka-Dinamo Kvržić avrebbe litigato con l’allenatore Rožman. Non c’è nulla di vero! Voci come questa cominciano a circolare e i media le pubblicano”.

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