ORLANDERIE Il Rijeka di Rožman fa gol e punti

Il Rijeka, come vuole la tradizione, nelle partite con l’Istra 1961 liquida il conto in mezz’ora (2-0). I polesi, infatti, non hanno mai vinto a Rujevica (prima a Cantrida) quando erano in palio i punti in campionato. Due vittorie a Pola, due a Rujevica, con una differenza reti impressionante: 14-0! Dopo Kek e Bišćan, è la prima volta che Rožman si gode il vino istriano. Affermazione storica, in quanto si tratta della prima vittoria di Rožman davanti al pubblico amico. Dopo aver fatto cilecca con Lokomotiva (1-1), Gorica (1-2) e soprattutto Dinamo (0-5).
Il Rijeka si è imposto con autorità grazie ai due gol segnati in apertura con Gorgon (deviazione di Galilea) e Murić su punizione… galeotta. I polesi di Ivan Prelec hanno lasciato una buona impressione, un osso molto più duro di Hajduk e Inter, avversari coperti da una valanga di gol (quattro a testa). Sempre in partita, i polesi si sarebbero meritati almeno un gol. L’Istra è sicuramente la squadra più sfortunata del campionato croato. Non vince dal 3 agosto, ma in parecchi incontri avrebbe meritato molto di più. Con Gorica, Inter e soprattutto a Osijek, dove la sconfitta è arrivata su rigore al quinto minuto di recupero. A Rujevica ha fatto la sua onesta partita, macinando gioco e creando occasioni da gol. Un Istra superiore a Inter e Varaždin, avversari diretti nella lotta per la salvezza.
Il Rijeka, incasellati i punti con i polesi, e a -1 dall’Hajduk (Dinamo 41, Hajduk 32, Rijeka 31…), ritornando definitivamente in pista nella corsa per il secondo posto, che quest’anno vale il visto per la fase preliminare di Champions League. Dinamo e Rijeka si affronteranno nel recupero il 18 dicembre. I dalmati erano a più 6 prima dello scontro diretto al Poljud. Vincere con l’Hajduk fa sempre bene alla salute, ma questa volta anche alla classifica.
In nove partite Rožman ha collezionato 16 punti, uno in più del bottino di Bišćan in otto incontri. Il nuovo allenatore fiumano, una volta sfuggito al… patibolo (tre sconfitte), ha iniziato a macinare gioco, gol e punti. Tre vittorie (Inter 4-1, Hajduk, 4-0, Istra 1961 2-0). Allenatore e squadra sono in sintonia. Difficile ancora parlare di stile, di una “calligrafia” del nuovo allenatore. L’importante è che la squadra segua le sue idee, quanto “disegnato” nella preparazione della sfida si vede sul terreno di gioco.
Dieci gol in tre partite con ben sette marcatori (Gorgon 3, Čolak 2, Andrijašević, Acosty, Raspopović, Halilović e Murić), a dimostrazione del fatto che la fase d’attacco è imprevedibile. Pronta a colpire da tutte la parti.
Rožman ha trovato l’equilibrio tattico con Capan davanti alla difesa, che fa tandem con il cervello della squadra, Halilović. La difesa è più solida, anche se gli istriani l’hanno messa parecchie volte a dura prova. Il vero Rijeka, comunque, Rožman lo dovrebbe presentare in primavera. L’anno nuovo inizierà con il recupero dei quarti di Coppa, all’inizio di febbraio, con la Dinamo a Rujevica.

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