Arbitrato. «Corte Ue non competente sui confini»

L’avvocato generale Priit Pikamae propone alla Corte di Giustizia dell’Unione europea di non esprimersi sulla denuncia slovena nei confronti della Croazia

Il Golfo di Pirano. Foto Dusko Marusic/PIXSELL

Non competente. L’avvocato generale, l’estone Priit Pikamae, porta acqua al mulino delle tesi di Zagabria e invita la Corte di Giustizia dell’Unione europea a non prendere posizione sulla denuncia sporta dalla Slovenia per la mancata attuazione del verdetto del Tribunale d’arbitrato sul contenzioso frontaliero croato-sloveno. “Le violazioni del diritto dell’Unione europea addebitate dalla Slovenia alla Croazia presentano un carattere accessorio rispetto alla questione della determinazione della frontiera tra Slovenia e Croazia, che rientra nell’ambito del diritto internazionale pubblico”, ha evidenziato nelle sue conclusioni l’avvocato generale Priit Pikamae che ha pertanto proposto alla Corte di Giustizia dell’Ue a dichiararsi non competente a esaminare la denuncia sporta da Lubiana. Siamo in presenza di un contenzioso confinario di carattere internazionale che non rientra nell’ambito del diritto dell’Unione, ha sostenuto l’avvocato generale, secondo il quale la delimitazione del territorio di un Paese membro non rientra nella competenza dell’Unione, e quindi, della Corte di Giustizia.
Zagabria gongola
Il mondo politico croato ha accolto con soddisfazione la posizione dell’avvocato indipendente secondo la quale la Corte di giustizia dell’Unione europea non è competente a giudicare in merito alla mancata attuazione della sentenza del Tribunale arbitrale sul contenzioso confinario tra Slovenia e Croazia. Il Presidente della Repubblica, Kolinda Grabar-Kitarović ha sottolineato che l’avvocato indipendente ha confermato la posizione di Zagabria, stando alla quale la Corte europea non è competente a deliberare su un contenzioso confinario che non ha nulla a che vedere con il diritto comunitario. Come ho già avuto modo di rilevare, l’arbitrato è morto, ha aggiunto il Capo dello Stato croato, sostenendo che la Slovenia stessa ha ammesso di aver compiuto attività scandalose che hanno portato al naufragio del procedimento arbitrale. Secondo Kolinda Grabar-Kitarović, l’unico modo per giungere a una soluzione permanente della diatriba è rappresentato dal dialogo, ovvero dai negoziati bilaterali.
Il premier Andrej Plenković ha definito il parere dell’avvocato un “passo verso l’accordo con la Slovenia”.
Burrasca a Lubiana
Burrascose le reazioni a Lubiana dopo la sostanziale bocciatura della denuncia slovena da parte dell’avvocato generale. Da un lato le massime cariche dello Stato hanno ribadito che la Slovenia non intende modificare la sua posizione sull’arbitrato, dall’altro l’opposizione non si è lasciata sfuggire la ghiotta occasione per lanciare duri attacchi contro il governo.

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