Legami tra Rijeka, Fiumana e Olympia: querelle infinita

È quanto emerso dalla tavola rotonda di Abbazia incentrata sulle origini del club. «Nello statuto del Kvarner non si fa alcun riferimento alle realtà che l'hanno preceduto», dice Ferruccio Burburan

La questione legata alle radici del Rijeka continua a dividere e ad alimentare polemiche

Il dibattito si è infiammato a ridosso dello scorso Natale quando a Rujevica era stata presentata la monografia “Rijeka bijelih snova”. Nel volume si fa chiaro riferimento al 25 novembre 1906 come data nella quale affonderebbero le radici del Rijeka. Ricordiamo infatti che la prima e più significativa società sportiva a Fiume agli albori del Novecento era il Circolo sportivo Olympia Fiume, fondato nel 1904, all’interno del quale operavano diverse sezioni in rappresentanza degli sport più popolari dell’epoca: nuoto, ciclismo, atletica leggera e pugilato. Ci sono voluti due anni prima di istituire anche una sezione calcio. Ciò avvenne, appunto, il 25 novembre 1906. In seguito alla presentazione del libro l’editore Dragan Ogurlić e il presidente Damir Mišković vennero accusati di manipolare la storia.

 

La questione tornò nuovamente d’attualità lo scorso 22 agosto in occasione del match di campionato con lo Šibenik disputato a Rujevica quando la squadra scese in campo con una divisa celebrativa ispirata alla storia del club e di quelli che che l’hanno preceduto nel corso degli anni. Sull’inedita casacca trovarono spazio simboli tradizionali della città come l’aquila bicipite, il tricolore fiumano e il Moretto, ma anche colori e stemmi di Olympia, Gloria, Fiumana e Kvarner/Quarnero, considerati gli antesignani del club odierno. Infine sul colletto, sulla parte posteriore, campeggiava la scritta “1906”. Un elemento che fece infuriare l’Armada che rispose alla “provocazione” con un duro comunicato nel quale ribadiva il 1946, ossia la nascita del Kvarner/Quarnero, come l’unico vero anno di fondazione. E la posizione del club? È molto chiara tant’è che sul sito ufficiale, alla sezione “Storia”, viene riportato come “il 25 novembre 1906 può considerarsi la data d’inizio della storia del club”.

La questione è dunque alquanto controversa, spinosa e complessa. Nel tentativo di dare una risposta, Zlatko Moranjak e Ferruccio Burburan, autori del libro “Rijeka nogometa 1847.-1948.”, il giurista Vlado Serdar, nonché il giornalista e pubblicista Neven Šantić, si sono dati appuntamento nel Centro Gervais di Abbazia organizzando una tavola rotonda per discutere sul tema.

Zlatko Moranjak, Vlado Serdar, Ferruccio Burburan e Neven Šantić

Passato rinnegato

”È molto difficile ricostruire la storia e trovare un nesso tra i vari club e i rispettivi momenti di fondazione – puntualizza Moranjak –. Questo perché a Fiume si sono succeduti diversi Stati e regimi, tra cui anche quello fascista e comunista, due sistemi politici che tendevano a rinnegare il passato della città. Non sono stati solamente i governi a cambiare, bensì pure gli abitanti e quindi la mentalità della gente, il che di conseguenza ha reso ancora più intricato stabilire il momento esatto in cui affonderebbero le radici del club”.

Secondo un’altra corrente di pensiero le origini risalirebbero al 1926. “Nella prima metà degli anni ‘20 – racconta Burburan – l’Olympia e il Gloria erano i due principali club in città. Due grandi rivali che si fusero nel 1926 dando vita all’Unione Sportiva Fiumana, che militò nel campionato italiano dato che all’epoca Fiume apparteneva al Regno d’Italia. In seguito alla capitolazione dell’Italia nella Seconda guerra mondiale, il campionato venne sospeso. Al termine del conflitto, con l’arrivo al potere del regime comunista, la Fiumana venne sciolta e per proseguire l’attività calcistica era necessaria l’istituzione di una nuova società. Siccome però fino ai trattati di Parigi del 1947 non si conosceva ancora il destino finale di Fiume, il nuovo regime permise a un’altra squadra della città, il Magazzini Generali, non solo di mantenere il proprio nome, ma pure di continuare la militanza nel campionato italiano, seppur per un periodo molto breve”.

La tavola rotonda si è svolta al Centro Gervais

Equivalenza e contiguità

Senza soluzione di continuità: è questo il concetto chiave per determinare un eventuale legame tra il Kvarner e la Fiumana, ma anche per tornare indietro fino al fatidico 1906. Un concetto che potrebbe celarsi, in questo caso specifico, nello Statuto del Kvarner, come spiegato da Serdar. “Qualora nello Statuto venissero determinati gli elementi di equivalenza, contiguità e continuità con il soggetto sportivo precedente, allora si potesse parlare di un legame diretto tra le due realtà”.

”Nello Statuto non si fa alcun riferimento a Fiumana, Gloria e Olympia – interviene Burburan –. Ed è una cosa anomala considerando che all’atto costitutivo erano presenti diverse figure legate alla Fiumana. D’altro canto però bisogna tenere presente che all’epoca a Fiume era stato imposto un nuovo regime secondo il quale la storia iniziava a partire dal ‘45…”.

Šantić ha invece pochi dubbi sulla questione. “Quello che mi piacerebbe sapere è che cosa pensarono i fondatori all’assemblea costitutiva del Kvarner. Dal momento che non si fa riferimento alla Fiumana, mi pare evidente che stiamo parlando di una realtà completamente nuova e pertanto a mio modo di vedere il tutto parte dal 1946. Non capisco perché la gente si ostini ad ‘allungare’ la storia, come se l’importanza di un club si misurasse in base alla sua ‘età’. Il Rijeka resta una grande società di calcio, indipendentemente se ha 75 o 115 anni”.

Soluzione salomonica

”Un conto è ciò che pensavano veramente, un altro ciò che era loro permesso di pensare – ribatte Burburan –. Ripeto, i fondatori erano in larga misura tifosi e simpatizzanti della Fiumana, ma è ovvio che non potevano fare riferimento alla Fiumana, che invece era legata a un regime inviso a quello appena instaurato”.

All’incontro non era presente alcun esponente del Rijeka, ma la posizione della società a riguardo è chiarissima. “Il Rijeka è liberissimo di indicare il 1906 come l’anno delle sue origini, ma se non esiste alcun documento ufficiale che attesti gli elementi di equivalenza, contiguità e continuità, allora questa tesi non ha validità giuridica”, aggiunge Serdar.

Infine una soluzione, molto salomonica, la propone Moranjak. “Si potrebbe incidere sullo stemma del club tutti e tre gli anni in questione, ossia il 1906, il 1926 e il 1946. Magari non metterebbe d’accordo proprio tutti, ma tanti sì…”.

Una cosa però è certa, e cioè la querelle continuerà a dividere e ad alimentare polemiche. Dopotutto il 25 novembre è ormai dietro l’angolo…

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