«Il tempo della Serenissima» ossia la tradizione orologiaia nell’istroveneto

In programma la seconda fase del progetto di recupero del patrimonio creato dai Solari

Il meccanismo Solari del campanile di San Servolo a Buie

Proseguirà con la seconda fase il progetto “Il tempo della Serenissima – Valorizzazione storico-culturale e turistica della tradizione orologiaia nell’istro-veneto”. Il progetto, finanziato in larga parte dalla Regione Veneto, è incentrato sulla ricerca e lo sviluppo degli orologi da torre creati nella Valle Pesarina e nasce dalla collaborazione avviata dalla Comunità degli Italiani di Parenzo nel 2016 con Alceo, Rosa Maria e Maria Pia Solari, eredi dell’omonima famiglia che nel 1725 avviò un primo stabilimento produttivo a Pesariis. Nel biennio 2019-20, a seguito di ricognizioni archivistiche e sopralluoghi, è emersa la consistenza e l’interesse storico-culturale di questo patrimonio, ampiamente diffuso nei territori della Serenissima, costituito dagli orologi da torre che – sovente abbinati al leone marciano – caratterizzano campanili, chiese e torri civiche dell’area, ma che comprende pure orologi da salotto e da parete.

Il campanile di Umago con il suo orologio

Gli interventi online

La rete partenariale del progetto, presentato in un incontro pubblico al Municipio di Castelfranco Veneto il 29 ottobre 2019, ha fatto emergere risultanze significative nell’incontro tematico tenutosi il 6 febbraio dell’anno scorso alla Comunità degli Italiani “Fulvio Tomizza” di Umago e soprattutto al convegno organizzato alla Comunità degli Italiani di Parenzo il 18 ottobre 2020, i cui interventi sono leggibili in sintesi sul sito web www.parenzo-porec.com. È emersa, particolarmente al convegno di Parenzo, l’estrema frammentazione delle fonti, le carenze e la dispersione dei documenti sul tema, ma anche il valore economico di quest’industria pesarina e l’importanza sociale della collocazione degli orologi, talvolta rientrante in progetti urbanistici d’ampia portata. Sono stati consultati gli archivi di Parenzo, Pirano, Pisino, Zara, Cattaro e Trieste, i musei di Albona e di Parenzo con risultati importanti, che hanno reso evidenti le fonti a disposizione, ma non esaustivi rispetto al grande numero di manufatti che la famiglia Solari, con i suoi due rami di Pesariis e di Pisino, ha collocato nel territorio. La ricerca va proseguita, consultando per quanto possibile alcuni archivi privati delle case produttrici di orologeria, quali l’antica impresa artigiana Solari, cui si devono una ventina di impianti nel Veneto e non meno di 180 nelle città costiere dell’Adriatico orientale, fino alle isole greche.

Il Solari del campanile della Basilica Eufrasiana di Parenzo

Completare la ricerca

La Comunità degli Italiani di Parenzo, alla luce delle sollecitazioni di vari studiosi, ha inteso perciò dare corso a una seconda fase annuale del progetto, finalizzata a completare la ricerca e a valorizzarne le risultanze. Perciò si procederà, epidemia permettendo, all’integrazione e al completamento delle indagini archivistiche e dei sopralluoghi mirati alla conoscenza e alla valorizzazione di questo patrimonio, presente nell’area adriatica orientale, dall’Istria al Montenegro, ma anche nel Veneto, in Friuli Venezia Giulia e nelle Americhe.

Il tutto culminerà con la pubblicazione di un volume che conterrà i contributi scientifici e il materiale documentario e iconografico presentati al convegno di Parenzo, integrati con le successive indagini, intitolato “Il tempo della Serenissima – Itinerari dell’orologeria storica tra il Veneto e l’Oltre Adriatico”. L’edizione, in lingua italiana, sarà corredata da sintesi in croato e in inglese, curata da un comitato di redazione che sarà insediato dalla Comunità degli Italiani di Parenzo. Il volume costituirà una prima importante testimonianza sulla presenza di questo patrimonio nell’area istroquarnerina, in cui non è stato mai indagato.

L’orologio Solari del campanile di San Nicola di Pisino

Un manuale per conoscere

Il manuale sarà disponibile anche in forma digitale, sul sito www.parenzo-porec.com, che verrà ulteriormente arricchito con immagini e notizie d’interesse culturale e turistico (per esempio un itinerario tematico transfrontaliero degli orologi storici da torre) e con schede descrittive dei manufatti di maggiore rilievo, che saranno rese accessibili anche dai codici QR da pubblicare su tabelle stradali o altri supporti. La sua presentazione avverrà a Parenzo e a Castelfranco Veneto. Un estratto del volume sarà distribuito alle scuole italiane e agli enti turistici del territorio. A mezzo di eventi locali, si coinvolgeranno la Scuola elementare italiana “Bernardo Parentin” di Parenzo e la Comunità degli Italiani “Fulvio Tomizza” Umago. Anche altre istituzioni dell’Istria, della Dalmazia e del Montenegro saranno invitate ad attivarsi sul tema in collaborazione con le amministrazioni comunali e gli enti turistici.

Gli eventi saranno pubblicizzati negli ambienti accademici, scolastici e della piccola imprenditoria potenzialmente interessati alla riscoperta e alla salvaguardia di antichi mestieri, peculiari dell’area istroveneta, nel campo dell’orologeria, e/o alle nuove professionalità richieste per l’ammodernamento e l’automazione degli antichi manufatti, nonché alle opportunità in campo turistico legate al nuovo percorso tematico transnazionale (eventi, visite guidate).

Anche ad Albona un orologio Solari

Percorsi e scambi di visite

In piano pure uno scambio di visite tra la Comunità degli Italiani di Parenzo e il Comune di Castelfranco Veneto, con la visita ai rispettivi percorsi di orologeria antica. Ciò sulla falsariga di quanto attuato con l’Associazione “Amici dell’orologeria pesarina” e del Comune di Prato Carnico. Due anni fa una comitiva parentina aveva fatto visita a Pesariis e a Prato Carnico; ora, Covid permettendo, si attende l’escursione a Parenzo degli “Amici dell’orologeria pesarina”.

A suo tempo, la Comunità degli Italiani parentina aveva partecipato anche al progetto “La Valle del tempo – Arte e cultura. Dalle invenzioni di Leonardo ai teleindicatori”, promosso dal Comune di Prato Carnico e dalla stessa Associazione “Amici dell’orologeria pesarina”.

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