Zimmer frei, un sogno che svanisce

Dino Stanin/PIXSELL

Zimmer frei e goditi la vita. Era questo il motto che potremmo definire profetico di una canzonetta della band Hladno pivo di tanti anni fa. La battuta ironica faceva trasparire alla perfezione quello che già decenni or sono si configurava come una sorta di sogno di chi aveva avuto la fortuna di nascere sulle pietraie dell’Adriatico orientale, trasformate dall’improvviso boom del turismo di massa in una sorta di miniera di diamanti.
Quel giorno in cui il turismo fiorirà e i tedeschi arriveranno a frotte, tutto il Paese soltanto grazie ai proventi dell’estate potrà vivere alla grande. Solamente chi avrà voglia di fare un po’ di movimento andrà a lavorare nei campi. La Slavonia sarà tutta un campo di golf e che si azzarderà a lavorare troppo finirà in galera, era stata la profezia del complesso dal nome… Birra fredda.
Un nome che era già tutto un programma, in quanto a suo tempo agli inizi dell’industria dell’ospitalità nostrana, in un sistema ben diverso da quello attuale, c’era chi si lamentava perché a volte… la zuppa era servita fredda e la birra calda.
Acqua passata. Il turismo nostrano da allora ha fatto passi da gigante, l’offerta si è ampliata a dismisura, la qualità è aumentata. Ma come a volte accade, la rivoluzione mangia i suoi figli. In questo caso è il troppo progresso che rischia di ingoiare quanti l’hanno sognato e fortemente voluto. In molti, forse in troppi, si sono lasciati trascinare dalla chimera dello Zimmer frei come un modo per guadagnare qualche soldo in più senza eccessiva fatica e per trascorrere un giorno una vecchiaia più serena, viste le pensioni da fame con cui si ritrovano e si ritroveranno sempre di più a fare i conti i cittadini croati.
Case per le vacanze, ville con piscina, casermoni con appartamenti da dare in affitto sono spuntati in ogni dove negli ultimi decenni lungo la costa. Il cemento ha invaso autentici angoli di paradiso. Nemmeno la grande crisi dl 2008, con il conseguente scoppio della bolla immobiliare anche dalle nostre parti, non è riuscita a fermare la frenesia edilizia. Le statistiche parlano chiaro: di anno in anno aumenta il numero dei posti letto che i privati mettono a disposizione in primo luogo dei vacanzieri dell’Europa occidentale e centrale. Ma c’è un limite a questa crescita incontrollata? Negli ultimi anni le statistiche ufficiali parlano di annate turistiche all’insegna dei primati. Quest’anno però potrebbe esserci una battuta d’arresto. Stando alle impressioni della gente e alle fonti di stampa, ancora all’inizio di luglio molti si lamentavano che due posti letto su tre presso gli affittacamere privati in Dalmazia erano desolatamente vuoti. In Istria c’era pure chi piangeva lacrime amare. Secondo gli analisti in realtà il numero dei villeggianti stranieri non sarebbe diminuito in maniera marcata: gli alloggi vuoti sarebbero da attribuire in primo luogo all’aumento vertiginoso dell’offerta. Fatto questo che sta già portando a un calo dei prezzi, a tutto vantaggio dei turisti, ma con gran disperazione di chi magari ha contratto mutui per avere la sua villetta o il suo appartamentino da mettere sul mercato. Il sogno dello Zimmer frei e poi… a pancia all’aria a prendere il sole, per molti potrebbe trasformarsi in un incubo. La monocultura del turismo chiaramente non può crescere a dismisura, specie alla luce del fatto che altre destinazioni, come Grecia e Turchia, stanno ritornando alla grande sul mercato con un’offerta eccome competitiva. E per giunta quel paesaggio una volta incontaminato, ora deturpato da colate di cemento, sta diventando sempre meno attraente. Zimmer frei, un sogno socialista e postsocialista, rischia di rimanere tale… per troppi.

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