I resti di Gigante al Vittoriale

La solenne cerimonia di tumulazione dei resti si è svolta presso il Tempio Ossario a Udine // foto: Goran Žiković

Un’operazione di pietas, che oltre a onorare i caduti le cui spoglie non sono state finora mai restituite alle famiglie né hanno avuto degna sepoltura, contribuisce a fare luce su un periodo complesso, buio. Lunedì la conferma dell’identità dei resti recuperati nel luglio di un anno fa nel Castuano: appartengono, come si supponeva fin dall’inizio, al senatore fiumano Riccardo Gigante, e al vicebrigadiere dei Carabinieri, Alberto Diana. Furono arrestati e uccisi senza un regolare processo, quindi sommariamente sotterrati nel bosco della Loza, insieme con altri italiani, occultati come la storia che si voleva obliare. Hanno dovuto attendere più di settant’anni per riemergere da quella fossa, e che si mettesse in moto una commissione italo-croata, a dare attuazione all’accordo sulle sepolture di guerra, stipulato a Zagabria il 6 maggio 2000.
Sulla sua pagina Facebook, il ministro italiano della Difesa, Elisabetta Trenta ha ricordato il lavoro che, in silenzio, con tanta dedizione e passione, fanno da ben cento anni gli uomini e le donne del Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti. È stato il loro impegno che ha condotto al ritrovamento di resti di italiani a Castua, mentre gli accertamenti del Commissariato Generale e del RIS dei Carabinieri di Roma hanno permesso di accertare l’identità dei sette individui recuperati nel bosco della Loza. “Complimenti a tutti coloro che hanno reso possibile questo ritrovamento, svolgete un lavoro che riunisce e interpreta i più alti aspetti valoriali che sono a fondamento della nostra Nazione”, ha concluso il ministro.
Le prime ricognizioni sono state effettuate esattamente un anno fa, sulla base delle indicazioni avute dalla Società di studi fiumani a Roma, all’epoca presieduta da Amleto Ballarini, che era riuscita a ricostruire già nel 1996 la tragica vicenda. Gli scavi, condotti da una ditta specializzata e con il coordinamento del Consolato generale d’Italia a Fiume, erano iniziati il 5 luglio 2018 e due giorni dopo avevano portato al rinvenimento di ossa in evidente stato di decomposizione e di una serie di effetti personali.
Giovanni Stelli e Marino Micich, rispettivamente presidente e segretario generale della Società di studi fiumani, hanno fatto sapere che le spoglie di Gigante saranno tumulate, com’era suo desiderio, a Gardone Riviera. “L’Arca del Vittoriale degli Italiani che Gabriele d’Annunzio volle destinare al senatore Riccardo Gigante – annuncia Renzo Codarin, presidente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia – non rimarrà più vuota”. Codarin, nell’esprimere la sua commossa soddisfazione perché “i patrioti caduti a guerra finita” potranno finalmente “ricevere una sepoltura umana” e i loro discendenti “avranno il popolo della diaspora al loro fianco nel commemorare e onorare queste tombe”, ha ricordato l’intervento fatto presso il governo italiano da parte della Federazione delle Associazioni degli Esuli istriani, fiumani e dalmati, di cui l’ANVGD è membro.

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