ROBE DE MATTEONI Cambio di rotta

Danijel Jumić, allenatore dell’Istra 1961

Il calcio è bellissimo per il semplice fatto che nulla è mai scontato. Lo sa bene l’Istra 1961 che in questo 2021 ne sta vivendo di tutti i colori. Parto dal 10 febbraio scorso. A Sebenico i gialloverdi giocano una gara importantissima in chiave salvezza e allo stesso tempo per le sorti del tecnico Fausto Budicin. Tre giorni prima al Drosina la squadra ha perso contro i campioni in carica della Dinamo (0-1) e l’ultimo posto stava diventando ormai una certezza. Per come la vedo io, quella polese non è la peggior formazione della Prima Lega. Anzi, alla ripresa del campionato sotto la guida di Budicin, Gržan e soci giocavano un calcio piacevole. Però mancavano i gol, i punti e di conseguenza la tensione all’interno dello spogliatoio diventava sempre più difficile da gestire per il tecnico. Il destino ha voluto che a Sebenico la squadra giocasse una delle migliori partite da moltissimo tempo a questa parte. Come spesso accade, una giocata individuale di Jurić ha portato gli arancioni in vantaggio e quindi al successo. Al triplice fischio sapevo già che Budicin non aveva più un futuro sulla panchina…
Due settimane più tardi, stesso stadio e stessi avversari, ma stavolta in Coppa. Lo Šibenik gioca con tutti i titolari, manca soltanto il “killer” Jurić. Danijel Jumić si gioca la panchina dopo aver perso l’importantissimo scontro col Varaždin. Anche se al suo debutto a Rujevica l’Istra 1961 aveva giocato una buonissima partita, sfiorando addirittura il successo, alla dirigenza non è andato giù il KO di misura nell’ultimo turno. Parliamo di una partita fotocopia di quella di Budicin a Sebenico. Supremazia degli istriani con sette clamorose occasioni, tre pali colpiti e un rigore sprecato! La palla non voleva entrare dentro. Inoltre, per 38’ gli ospiti hanno giocato in inferiorità numerica in seguito all’espulsione di Stolnik. Ma nemmeno questo è bastato. A condannarli è stato Senić con un’incornata, esattamente come accaduto alla quarta giornata quando fece gol sempre di testa per l’1-0 al Drosina. Da non credere. Ce ne ha messo del suo in questa sconfitta anche Jumić, con una tattica certamente discutibile quando ti ritrovi con un uomo in più in campo. Perché lasciare in panchina i rinforzi arrivati a gennaio (a parte Bande che ha giocato soltanto mezz’ora)? Perché togliere Vuk, uno dei più propositivi? Dopo la partita si è iniziato subito a cercare le alternative. Per la proprietà, già abbastanza in confusione nella gestione sportiva, l’allenatore ha palesato lacune che non si possono trascurare. Così si è parlato nuovamente con Goran Tomić, il quale ha ribadito di non essere interessato. È stato contattato anche l’ex Igor Pamić, è circolato pure il nome di Samir Toplak…
Allo Šubićevac Jumić ha giocato le sue carte. Ha mandato in campo un mix di titolari e seconde linee, dando ampio spazio ai neoarrivati Bande e Hara. La squadra ha giocato piuttosto male nel primo tempo, meglio nella ripresa, ma comunque nulla a che vedere rispetto alla prova di due settimane prima, però stavolta il destino ha voluto fare pace con l’Istra 1961. Hara ha dimostrato talento e grande visione di gioco. Ha segnato un gol e fornito l’assist per il raddoppio di Gržan. In mezzo ci sono stati i miracoli del portiere Lučić, passato per le giovanili del Bayern Monaco, il quale ha dimostrato di non essere capitato per caso in Baviera. Jumić ha raddrizzato la sua posizione grazie a una prestazione tutt’altro che eccelsa, però cinica e concreta. Esattamente il contrario di Budicin due settimane prima…
Presto vedremo quale rotta ha preso il bastimento gialloverde. Non è giusto valutare Jumić dopo una vittoria, come non sarebbe giusto farlo nel caso di un’eventuale battuta d’arresto domenica a Velika Gorica. Mancano ancora 15 partite alla fine e se Hara, Bande e gli altri ultimi arrivati faranno progressi, allora l’Istra 1961 tornerà in corsa per la salvezza. Hara? I dati GPS dicono che ha corso più di tutti, ha vinto duelli (pure quelli aerei) più di tanti altri, ha sprintato più di ogni altro giocatore in campo, compresi gli avversari. Infine, ha fatto un gol e fornito l’assist per il secondo. Se il buongiorno si vede dal mattino…
Il bello del calcio sta tutto qui: non dare mai nulla per scontato!

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