ORLANDERIE Umago, il cantiere di Simon Rožman

Il Rijeka ha affrontato in amichevole la formazione ceca dello Slovačko. Foto: Goran Žiković

I numeri non mentono mai. Nel calcio svelano persino molte verità. Nelle dieci partite della prima parte del campionato, il Rijeka ha incasellato meno punti (16) di quanti ne abbia conquistato, con una partita in meno, in trasferta (18). Igor Bišćan, prima di Simon Rožman, ha buttato al vento sei punti (tre pareggi) in cinque incontri a Rujevica. Rožman in altri cinque ben otto (due sconfitte e un pareggio).
Due allenatori con filosofie diverse. Difesa e contropiede, o transizione che dir si voglia per Bišćan (ne sanno qualcosa Bjelica e la Dinamo, vedi la finale di Coppa Croazia al Drosina), possesso palla, controllo del gioco, dunque attacco e spettacolo per Rožman. A entrambi gli allenatori, però, mancano i punti delle partite casalinghe.
Rožman, sei vittorie, un pareggio e quattro sconfitte (19 punti in undici partite contro i 15 di Bišćan in otto incontri), si è scontrato con la cruda realtà nella partita di Rujevica contro la Dinamo. Quello 0-5, con quattro gol subiti in dodici minuti (?!?) che fanno male ancora oggi. Dopo quella lezione, il nuovo allenatore dei fiumani ha deciso di cambiare musica. In pratica, ha… copiato Bišćan, andando a vincere a Zaprešić (4-1), ma soprattutto a Spalato (4-0), contro quell’Hajduk che fino all’arrivo del Rijeka era a punteggio pieno nelle partite casalinghe, con otto vittorie su otto incontri.
Simon Rožman ha saputo adattarsi. Potremmo chiamarlo… periodo di transizione. Subentrato a Bišćan, aveva creduto di poter dare subito un volto nuovo a questo Rijeka. L’ha capito in tempo. Il Rijeka di Rožman lo attendiamo nella seconda parte del campionato, dopo che sarà riuscito a oliare tutti i meccanismi. A Umago ha aperto il cantiere con la prima amichevole, quella di ieri. Altre due sono in programma a Umago, mentre la prova generale sarà a Rujevica il 25 gennaio. Un Rijeka che saprà aggredire l’avversario, fare pressing alto, difendersi con intelligenza. Rožman è un seguace di Klopp. La sua filosofia calcistica, dunque, è tutta da godere.
Intanto, il tecnico sloveno deve costruire la difesa, perché la casa si costruisce dal tetto. Cacciato Punčec, partito per Portland Župarić, la squadra è rimasta senza i due centrali. Escoval e Velkovski hanno ricevuto la concorrenza nel nuovo acquisto Galović. Ma anche il giovane Čeliković, per anni in prestito all’Inter e allo Zrinjski. Tomečak e Raspopović a destra, Hrvoje Smolčić e Štefulj a sinistra. Tutti gli uomini in lizza per quattro posti nell’ultima linea.
Come giocherà il Rijeka nella seconda parte del torneo, dipenderà molto dalla composizione del centrocampo, o meglio dei due “mediani” davanti alla difesa. Capan e Pavičić hanno chiuso la stagione, ma Halilović prima di Pavičić aveva brillato. Altri due nomi, Lepinjica e Lončar. Pedine importanti. Il problema principale di Rožman. Capan e l’uomo dell’equilibrio tattico, copre i vuoti davanti alla difesa, chiude bene Lepinjica, Lončar dà più velocità al gioco e geometrie più precise, con Pavičić al potere tanta fantasia… Sarà interessante scoprire questo nuovo Rijeka.

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