L’INTERVENTO Europa. Polacchi sempre più divisi

Dalla fine del 2015, le relazioni tra l’UE e il governo polacco sono state piene di tensioni riguardanti l’atteggiamento di Varsavia sullo Stato di diritto e sui valori europei fondamentali. Una delle recenti controversie riguarda il fatto che i magistrati possono essere sanzionati – con multe o, nei casi ritenuti più gravi, con il licenziamento – se criticano le nomine o le riforme fatte dal governo. Alcuni cambiamenti nella riforma dell’ordinamento giudiziario sono stati infatti contestati dalla Commissione europea, dalla Commissione di Venezia del Consiglio d’Europa e dalle associazioni internazionali dei magistrati. “Il conflitto sui giudici in Polonia si è approfondito, mentre una sentenza della Corte suprema e un voto del Parlamento hanno aumentato le tensioni su una questione che ha portato il Paese in rotta di collisione con l’Unione europea“ (Reuters). Attualmente si assiste a una sempre più profonda polarizzazione politica in Polonia, anche perché i polacchi sono sempre più divisi sulle questioni europee. Questo può apparire sorprendente, perché non dobbiamo dimenticare che il sostegno polacco all’adesione all’UE (2004) era molto accentuato, superiore al 70 p.c. Le questioni europee dividono i partiti più di qualsiasi altro argomento, compresa l’economia. L’Unione europea è stata un attore chiave e un argomento di conflitto politico nel Paese dopo il 2015. Come indicato tempo fa dai sondaggi di Eurobarometro, l’UE è sembrata essere in Polonia a lungo popolare almeno quanto il cattolicesimo. Ma lo studio del Consiglio europeo per le relazioni estere (ECFR), dimostra che i polacchi ora non soltanto sono fortemente divisi sulle questioni europee, ma non sono nemmeno così entusiasti dell’UE. L’ECFR ha effettuato un sondaggio nell’aprile del 2020 per capire come i polacchi vedano l’Europa, con l’occhio rivolto alle elezioni presidenziali e alla pandemia. La metà dei sostenitori del Presidente Andrzej Duda, si sente sottovalutata, crede che gli altri europei dovrebbero dimostrare più gratitudine verso la Polonia. Tra i sostenitori dei candidati dell’opposizione quest’opinione è molto meno presente. Sono molto nette anche le differenze tra i sostenitori del partito al potere e di quelli dell’opposizione sui modi con cui concepire la sovranità. Due terzi degli elettori che sostengono A. Duda, credono che la legge polacca dovrebbe sempre avere la precedenza sulla legge europea. Soltanto il 7 p.c. dei sostenitori di Kidawa-Blonska (Piattaforma civile – opposizione) condivide quest’opinione. Questi non sono i principi per i quali la Polonia ha aderito nell’UE nel 2004. Nel contempo, la metà dei sostenitori di Duda (e il 37 % di tutti i polacchi) ritiene che i valori polacchi siano minacciati nell’UE. È interessante notare che i sostenitori di S. Holownia (candidato indipendente alle Presidenziali) esprimono opinioni completamente diverse. Infine, è difficile evitare la questione se la Polonia debba aderire alla zona euro. Secondo l’indagine dell’ECFR, soltanto un elettore polacco su quattro è favorevole all’adesione all’eurozona. La polemica nel contesto delle elezioni presidenziali annullate alcune settimane fa rivela la presenza di massicce violazioni dei fondamenti dell’ordine democratico, avvertono alcuni esperti. Perché le Presidenziali non sono state rinviate, sono state semplicemente annullate. In poche parole, in un Paese democratico, il governo ha deciso – consapevolmente – di non organizzare le elezioni per il Capo dello Stato. Il 59 p.c. dei sostenitori di Duda – il Presidente in carica – crede che la Polonia debba fare affidamento principalmente su sé stessa, piuttosto che sull’UE, sugli Stati Uniti o su altri alleati. Nel frattempo i due terzi dei sostenitori di Kidawa-Blonska (Piattaforma civica) e Kosiniak-Kamysz (Partito popolare) vogliono che la Polonia faccia affidamento sull’UE. Complessivamente un terzo dei polacchi esprime simpatia verso l’UE, mentre quasi il 50 p.c. preferisce l’autosufficienza nazionale. Sembra che proprio le elezioni presidenziali in questo Paese possano ancora di più peggiorare le relazioni tra la Polonia e il resto dell’UE. Chiunque sarà il prossimo Presidente, sicuramente dovrà prendere decisioni molto difficili sul futuro di questo Paese nell’ambito dell’UE.

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