IL CALAMO Regali di Natale e giochi di reputazione

Foto: Damir Spehar/PIXSELL

Fa discutere la decisione presa di recente dall’UE di donare alla Mauritania 250 cammelli contro al terrorismo. La BBC riferisce che Bruxelles avrebbe giustificato il “dono” in 3 punti: contribuire alla difesa del territorio, al risanamento ambientale e alla promozione scolastica. Così il funzionario europeo Francois-Xavier Pons, responsabile per l’attuazione del piano di aiuti dell’UE al Sahel. Che dei soldati diano la caccia ai jihadisti, rincorrendoli coi cammelli, laddove i ribelli dispongono di fuoristrada e camionette, oltretutto quando le guerre si fanno a colpi di attrezzature high-tech, è sbalorditivo. Tanto più che al Marocco l’UE ha invece destinato dei radar, per contrastare terrorismo e immigrazione incontrollata.
C’è poi da chiedersi come 250 ruminanti possano contribuire all’ambiente: risparmiano acqua (immagazzinandola nelle gobbe) o favoriscono la concimazione del terreno con le feci? Cosa di peraltro scarso impatto ambientale, vista la natura del loro metabolismo e quella tutt’altro che florida dei deserti. La promozione scolastica, al limite, ci sta: i bambini amano gli animali, tanto più se poi se li ritrovano nel presepe.
Non è però chiaro quale tipo di presepe: la crèche vivante organizzata in piazza a Toulouse sabato scorso, per conto dell’associazione Vivre Noël e da alcuni cori che in programma avevano Bach, Vivaldi e Donizetti, è stata aggredita da una 50ina di manifestanti di sinistra al grido di “Stop agli sbirri e ai fascisti, noi siamo gli anticapitalisti”. Veramente, Gesù, era figlio di operai. Oltre alle forze dell’ordine, in difesa di bambini, figuranti e musicisti, sono intervenuti indignati sia il sindaco, Jean-Luc Moudenc, che da anni autorizza la crèche, sia l’Arcivescovo Robert Le Gall. Dare dei “fascisti” ai pastorelli, con Giuseppe, Gesù e la Madonna, ha dell’esilarante. Come proiettare su Netflix un film satirico (La prima tentazione di Cristo), in cui Gesù, di rientro dal deserto, si presenta a casa con un “fidanzato”.
Se qualcuno avesse osato proporre un’interpretazione analoga del profeta Maometto, in Europa avremmo avuto come minimo già 3 attentati. E intanto Gesù è diventato nero, privo di genitori, bue e asinello, sostituiti da un’ancora e da alcuni flutti in cartone. L’allestimento anomalo dell’asilo di Azzano Decimo (PD), è stato interpretato da molti come una provocazione, eccetto dal vescovo Giuseppe Pellegrini, che nel presepe non vede “alcun problema. Chissà com’era 2 mila anni fa il colore della pelle di chi nasceva in Palestina”.
Ci sta: ma Gesù è nato da una donna e vicino c’era un marito. Non è mai stato solo, né dato in affido. È cresciuto in una famiglia (Sacra) tradizionale. Ma perché dissentire e passare per bigotti, se durante la celebrazione della Madonna di Guadalupe è il Papa stesso a definire la Madonna “madre meticcia”?
Se la Chiesa tace dinnanzi agli slogan provocatori promossi dai collettivi bolognesi (La MALA educacion, Rethink – Collettivo di Economia, Link Bologna-Studenti Indipendenti) per la “Festa dell’Immacolata con(trac)cezione”, poi annullata dall’Ateneo di Bologna con un cavillo burocratico? Non c’è più ortogonalità. Nelle parole, nel pensiero, nella fede. Il vero e il falso sono diventati mutuabili. L’odio (espresso da molte Sardine in coro, al grido di “Odio la lega”) si è fatto giustizia (dunque è legittimo), mentre la verità (esposta da chi ha il coraggio di denunciarla) viene presa per odio (pare nei confronti di chi, invece, è per primo a manifestarlo nei confronti altrui).
Le Sardine continuano però a ribadire di riunirsi contro l’odio e contro gli slogan. “Non chiediamo niente, ma diamo il nostro contributo a questa democrazia e all’antifascismo”, così Gennaro Spinelli. Salvo poi “pretendere” 5 punti di cui uno solo concreto (abolire il Decreto Sicurezza), distruttivo e non propositivo, e alzare cartelli come “Lega Salvini e lascialo legato”, con tanto di patibolo e omino impiccato.
Ma nella logica deformante dell’imperante e autocratico potere mediatico, che dagli USA all’Europa, magnifica, omologa e stravolge l’identità di persone e concetti, questi non sono slogan. E mentre l’opinione pubblica si inabissa sempre più, agitandosi nelle maglie delle contraddizioni, la Grecia, in balia delle onde, manda allarmanti SOS. È al tracollo, con 90.000 profughi da gestire. La Germania, spocchiosa, si rifiuta ancora di prendere persino quegli 8, reduci della Rackete. La Turchia, non paga di aver tagliato la Grecia dalle rotte commerciali del Mediterraneo orientale, e incassati 3 miliardi di Euro per trattenere i rifugiati siriani, minaccia la riapertura della rotta balcanica.
Intanto il conflitto in Nigeria ha messo in movimento verso Nord oltre 218mila persone. Circa 300mila profughi puntano all’UE come ad una stella cometa. Arriveranno come Giuseppe a Nazaret, giusto in tempo per il censimento che sta preparando il Fisco, su modello USA.
Il sito di “Monitoraggio della reputazione MyLife”, fondato da Jeffrey Tinsley, sa già tutto: foto, gusti, acquisti, dove gli americani vivono, quanto guadagnano, quanto vale la loro casa, se hanno una macchina, pendenze giudiziarie, se sono razzisti e persino se c’è una pecora nera, da codice rosso, tra i loro vicini di quartiere. Dati accessibili a chiunque. Che sia per questo che il bue, l’asinello, Giuseppe e Maria siano spariti? L’unico vero innocente, in questo presepe, è rimasto il bambino. Nulla di nuovo, da 2000 anni a questa parte.

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