L’INTERVENTO Nuova «connessione» Germania-Cina

0
L’INTERVENTO Nuova «connessione» Germania-Cina

La Germania cerca una nuova identità internazionale. Il Presidente federale Frank-Walter Steinmeier, in un discorso programmatico, ha detto tra l’altro: “Sta iniziando un’era di venti contrari per la Germania. La Germania attraversa la crisi più profonda dalla riunificazione”. Come riporta “L’inchiesta”, la mossa di Scholz verso la Cina è stata oggetto di forti attacchi in Germania. Alcuni partiti, anche della maggioranza, hanno visto il viaggio di Scholz a Pechino come una rottura dell’unità europea nella strategia di reazione al conflitto ucraino. Sembra che l’alleanza tra Parigi e Berlino sia davvero in crisi. Per la prima volta dal 1963, è saltato il bilaterale annuale tra i due governi. Scholz replica agli avversari: “La Cina rimane un importante partner commerciale per la Germania, anche in circostanze mutate” (“Frankfurter Allgemeine Zeitung”). In realtà, i tedeschi sanno benissimo che, dopo aver dovuto rinunciare al gas russo a basso costo, non possono fare a meno anche del lucrativo mercato cinese. Gli industriali tedeschi sanno benissimo che cosa significhi la politica del “divide et impera” imposta da Washington per raggiungere alla fine un mondo unipolare. Questo è possibile solo con un’Europa fratturata, non con un’Europa unita. L’asse Cina-Germania potrebbe irritare l’UE e gli USA. Il Presidente cinese ha esortato a una maggiore cooperazione tra le due nazioni in “tempi di cambiamenti e disordini”. Il cancelliere Scholz, primo leader del G7 a visitare la Cina dalla pandemia, ha stipulato un accordo commerciale con Pechino per l’equivalente di circa 17 miliardi di dollari. L’approccio pragmatico di Scholz porterà sicuramente alle imprese tedesche maggiori dividendi dallo sviluppo della Cina anche grazie ai costi energetici più sostenibili rispetto all’Europa, visto che la Russia ora e nei prossimi anni venderà il suo gas a Pechino. “Da sei anni la Cina è il primo partner commerciale della Germania: il primo fornitore e il secondo sbocco delle merci tedesche dopo gli USA. La Volkswagen vende il 40 p.c. di tutte le auto che produce in Cina. Un milione di posti di lavoro in Germania dipende dall’export verso Pechino, mentre il 46 p.c. delle imprese tedesche lavora con prodotti e materie importate dalla Cina”, riporta il mensile online “Tempi”.

Prima della visita di Scholz a Pechino, i tedeschi hanno rivelato i loro timori in un sondaggio dell’”Institute for New Social Answers”. La metà degli intervistati teme di non avere abbastanza soldi per sopravvivere finanziariamente al prossimo inverno (“Bild”). La maggior parte crede che le misure del governo per alleviare le ricadute della crisi energetica non siano sufficienti. Solo un terzo degli intervistati ritiene che le misure del governo bastino per tirare avanti. E crede anche che Scholz non sia all’altezza del compito che dovrà affrontare nei prossimi anni. Il livello di gradimento di Scholz è del 25 p.c. più basso di qualsiasi altro cancelliere negli ultimi 50 anni. Forse il viaggio in Cina migliorerà la sua popolarità?

S'informano i gentili lettori che tenuto conto delle disposizioni dell'articolo 94 della Legge sui media elettronici approvata dal Sabor croato (G.U./N.N. 111/21) viene temporaneamente sospesa la possibilità di commentare gli articoli pubblicati sul portale e sui profili sociali La Voce.hr.

No posts to display