Un’«Odissea» originale ed emozionante

Al Teatro Nazionale Croato «Ivan de Zajc» ha avuto luogo la première dello spettacolo del Balletto fiumano, firmato da Walter Matteini e Ina Broeckx

Maria de Matarranz de las Heras nei panni di Penelope

Un altro spettacolo di successo per il Balletto del Teatro Nazionale Croato “Ivan de Zajc” con “Odissea”, un viaggio nelle vicende omeriche, la cui première ha avuto luogo giovedì scorso. La nuova produzione del Corpo di ballo del Teatro fiumano raggiunge gli standard ai quali ci aveva abituati la scorsa stagione con lo splendido “Merletto“ (Čipka) e l’energico “Acqua di fuoco” (Plamteća voda), ma trattandosi di una trasposizione in danza contemporanea di un’opera letteraria, ambisce ad aggiungere anche una dimensione psicologica all’insieme.

Michele Pastorini e l’ensémble

La pièce di Walter Matteini e Ina Broeckx, che ne hanno curato la coreografia, la musica e i costumi, s’ispira all’antico classico letterario ma, nell’intento di creare una rivisitazione in chiave più attuale delle avventure di Ulisse, aggiunge alla trama anche uno strato simbolico in cui l’Odissea, come spiega lo stesso Matteini, è quella di una giovane bimba in cerca d’attenzione del padre. Da un lato le avventure di Ulisse raccontate da Omero, con Telemaco, Penelope, Atena e le vicende a loro collegate, dall’altro l’introduzione di un Ulisse antieroe “mosso da ambizioni che lo portano a sacrificare gli affetti per rincorrerle. Un eroe e un anti-eroe, due facce della stessa medaglia”, rileva Matteini.

Nicola Prato e l’ensémble

Le scene più famose
Ovviamente, in un’ora di durata dello spettacolo non è stato possibile raccontare tutta la complessa storia di Ulisse, ma comunque vi rimangono le scene più famose, ovvero quelle che raccontano lo scontro con il Ciclope e l’incontro con le pericolose Sirene. Lo spettacolo introduce, oltre all’Ulisse anti-eroe che si contrappone all’Ulisse di Omero, anche la figlia di Ulisse anti-eroe, la bambina Innocenza, della quale in scena si trova anche la “versione” adulta – l’Innocenza perduta. Le due storie scorrono parallele, mentre nella seconda parte dello spettacolo s’intrecciano.

Il pubblico in platea

Spiegano Matteini e Ina Broeckx che nel balletto vengono presentate le difficoltà che i giovani di oggi incontrano cercando di conquistare l’attenzione degli adulti, intrappolati nel ritmo frenetico della vita in cui non hanno tempo o non vogliono, come nella storia dello spettacolo, sacrificare le loro ambizioni per dedicarsi a costruire rapporti con altre persone, tra cui anche quelli con i loro figli. L’Ulisse dell’“Odissea“ di Walter Matteini e Ina Broeckx presenta, quindi, un intreccio di storie che creano un tessuto complesso abbastanza impegnativo da seguire.
Coreografia dinamica e ricca d’inventiva
Nonostante ciò, la storia trasformata in coreografia si presenta talmente accattivante, dinamica e ricca di inventiva, con un’atmosfera malinconica e sognante potenziata dalla musica, che il filo della narrazione cade in secondo piano. Lo spettatore viene sedotto dall’energia e dall’emozione con cui ciascun ballerino si esibisce in scena. Anche se il personaggio principale della storia è Ulisse, interpretato da Michele Pastorini, lo spettacolo è sorretto da tutti i ballerini che compongono il Corpo di danza. Ciascuno di loro ha l’occasione di mettere in mostra le proprie capacità, ragione per cui lo spettacolo si presenta come uno showcase del Balletto del Teatro. Hanno impressionato sia gli assoli che i duetti del succitato Michele Pastorini, Maria de Matarranz de las Heras (Penelope), Nicola Prato (Telemaco), Tilman Patzak (Atene uomo), Tea Rušin (Atene donna), Svebor Zgurić (il Ciclope Polifemo), Andrei Köteles (Ulisse anti-eroe), Tesa Köteles (Innocenza), Ksenija Krutova (Innocenza perduta). Nel ruolo delle Sirene, che “volano” sopra il palcoscenico appese a delle corde per il bungee jumping, Laura Orlić, Maria del Mar Hernandez e Soyoka Iwata. I Pretendenti che corteggiano Penelope, oltre a Svebor Zgurić, Laura Orlić, Soyoka Iwata e Maria del Mar Hernandez, sono Carlos Huerta Pardo, Ali Tabbouch e Francesco Pio De Benedictis.

Andrei e Tesa Köteles

Scenografia monumentale
Molto belle le musiche, selezionate da Walter Matteini e Ina Broeckx, che si fondono l’una nell’altra. Si susseguono brani di Giuseppe Verdi, Philip Glass, Beethoven, Arvo Pärt e altri, che creano uno sfondo emozionante per le complesse e originali coreografie.

La scenografia, di Aleksandra Ana Buković, è monumentale e piuttosto funzionale, suggestive le luci di Nuno Salsinha, soprattutto nelle sequenze in cui i ballerini vengono illuminati da un unico fascio di luce, anche se in alcuni momenti la scena ci è sembrata eccessivamente buia. Semplici e in linea con il concetto privo di fronzoli dello spettacolo, i costumi monocromatici di Ina Broeckx.
Il pubblico ha premiato con prolungati applausi i ballerini e gli autori dello spettacolo.

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