Studiosi italiani e croati sull’Impresa di Fiume

A Gorizia convegno in occasione del centenario della vicenda di cui fu protagonista il poeta soldato Gabriele d’Annunzio

Gabriele D'Annunzio a Fiume

L’Associazione Coordinamento Adriatico APS organizza il convegno di studi “Il Lungo Novecento: La questione adriatica e Fiume tra le due Conferenze di pace di Parigi 1919-1947”, che si svolge a Gorizia nelle giornate di oggi e domani (28 giugno), con il patrocinio del Comune di Gorizia e con il contributo della L. 72/2001 e successive modifiche. Prosegue, infatti, il lavoro di ricerca scientifica da parte di CA sui rapporti tra Italia e Adriatico orientale nel XX secolo, che negli anni scorsi si era concentrato sul Trattato di Osimo del 1975 con due convegni (svoltisi l’uno a gennaio 2016 presso la Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale a Roma e l’altro lo scorso aprile, proprio nella località marchigiana) e il volume a cura di Davide Rossi e Davide Lo Presti “Quarant’anni da Osimo, Cedam – Wolters Kluwer, Padova – Milano 2018”.
In concomitanza con il centenario della spedizione a Fiume di Gabriele d’Annunzio, Coordinamento Adriatico ha invitato accademici e studiosi italiani e croati per confrontarsi su una pagina fondamentale della storia dell’Adriatico orientale.
La figura di d’Annunzio e il contesto europeo dell’epoca, il carattere innovativo in ambito politico, sociale e costituzionale della Carta del Carnaro, svariati aspetti culturali e diplomatici della Reggenza Italiana del Carnaro, verranno passati in rassegna al fine di fornire nuovi contributi alla ricerca storiografica, che sta dedicando sempre maggiori attenzioni alla questione fiumana, alle sue sfaccettature e conseguenze. La rivendicazione di italianità fiumana e le vicende che portarono al Natale di Sangue del 1920 rappresentano un passaggio fondamentale nel rapporto plurisecolare dell’Italia nei confronti della sponda adriatica della penisola balcanica e della comunità italiana autoctona. I lavori si apriranno oggi alle 17, nella sala conferenze del Grand Hotel Entourage (in piazza Sant’Antonio 2) con il saluto delle autorità, per proseguire immediatamente con la prima sessione, introdotta e coordinata dal professor Giuseppe de Vergottini, presidente di Coordinamento Adriatico, con la seguente scaletta di interventi: Giovanni Stelli, “La lunga storia dell’autonomia fiumana”; Andrea Ungari, “Militari e nazionalisti nella preparazione dell’impresa di Fiume”; Fulvio Salimbeni, “I due caotici dopoguerra fiumani”.
Molto fitta la programmazione degli interventi prevista per domani, alla Sala comunale “Dora Bassi” (in via Giuseppe Garibaldi 7). Dalle 10 in poi sarà il professor Francesco Margiotta Broglio a presiedere la sessione dedicata a “La Reggenza Italiana del Carnaro” così articolata: Emanuele Bugli, “Riti e simboli nella Fiume di d’Annunzio”; Lorenzo Salimbeni, “La Lega dei popoli oppressi”; Mauro Runco, “I legionari fiumani e la riforma militare di Piffer”; Simonetta Bartolini, “‘Yoga’. Sovversivi e rivoluzionari con d’Annunzio a Fiume”; Donatella Schürzel, “Fermento culturale, artisti e rivoluzionari a Fiume tra le due guerre”.
Nel pomeriggio, alle 14.30, si proseguirà con “La Carta del Carnaro”, tornata presieduta dal prof. Alberto Sciumè e caratterizzata dai seguenti interventi: Giuseppe de Vergottini, “La Carta del Carnaro e il costituzionalismo del primo dopoguerra”; Davide Rossi, “La rappresentanza politica nella Carta del Carnaro”; Giovanni Zucchini – Davide Lo Presti, “La pubblica amministrazione nella Carta del Carnaro”; Elisabeth Foroni, “Articolo LXIII Dell’edilità. Un’anteprima della futura pianificazione urbanistica”; Budislav Vukas, “La carta del Carnaro nell’opera di Ferdo Čulinović”
Alle 17, chiusura dei lavori con la sessione intitolata “Dopo Fiume”, presieduta ancora dal prof. Sciumè, il quale traccerà le conclusioni dopo i contributi di: Giuseppe Parlato, “Fiumanesimo e fascismo”; Alessandro Agrì, “Oltre Fiume. La reviviscenza della Carta del Carnaro dopo il Natale di sangue”; Ivan Russo, “L’integrazione tra territori nell’Alto Adriatico tra logistica, sviluppo turistico e reti d’imprese”.

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