Sentimenti romantici espressi in dialetto

Sentimenti romantici espressi in dialetto Nel quarto giorno del Festival dell’istrioto sono stati presentati i brani composti e interpretati da Riccardo Bosazzi, Alessio Giuricin, Irena Giorgi e Daniel Moscarda

Daniel Moscarda

Istrioto cantato all’omonimo Festival che esalta le parlate istriote del territorio. Come ben si sa, gli organizzatori hanno voluto anche una sezione che tratti di musica, canzoni negli antichi idiomi. Ecco titoli, autori e interpreti di quest’edizione:

“Meî e teî”, con testo, musica, arrangiamento e voce di Riccardo Bosazzi; “Malva∫ia”, testo di Valmer Cusma, musica di Gianni Signorelli, arrangiamento, incisione e voce di Daniel Moscarda; “El marangon da la cal d’i Fûlmeîni”, testo e musica di Alessio Giuricin, eseguita in bitinada dalle “Nuove quattro colonne”; “Istria”, con testo di Romina Floris, musica e arrangiamento di Mauro Giorgi, canta Irena Giorgi. Quattro nuove composizioni, quindi. Doveroso sentire alcuni protagonisti.

Irena Giorgi

Canzoni del copione teatrale
“Nella creazione delle mie canzoni – dice Alessio Giuricin – uso sempre il dialetto rovignese, perchè mi risulta essere più profondo e vicino ai miei pensieri. La canzone ‘El marangon da la Cal d’i Foûlmeîni’ è una di più canzoni inserite in un mio copione teatrale ancora inedito, questa è l’aria cantata dal falegname della Cal d’i Foûlmeîni (oggi via Sanvincenti). La canzone è stata registrata in bitinada, tipico accompagnamento rovignese di cui vado molto fiero. Mentre le mie canzoni nascono nella mia mansarda in solitudine, la registrazione è stata fatta in bella compagnia con i miei amici/compagni del gruppo le ‘Nuove quattro colonne’, ovvero io, Teodor Tiani, Antonio Curto e Luka Nreka, che voglio ringraziare per l’aiuto e il costante sostegno nella mia creatività”.
Daniel Moscarda ritiene che “i brani musicali scritti in istrioto rappresentino nella nostra realtà un importante tassello per l’avvicinamento di tale parlata a un ampio pubblico e in particolar modo alle giovani generazioni. Sono molto orgoglioso di poter contribuire all’arricchimento musicale del Festival dell’istrioto e ringrazio gli autori della canzone per aver scelto me sia per l’arrangiamento che per l’esecuzione stessa”.

Riccardo Bosazzi

Ricordo di momenti della gioventù
“Ho scritto questa canzone su proposta di Paolo Demarin – ha dichiarato Riccardo Bosazzi – in quanto sono legato moltissimo al mantenimento e alla trasmissione del dialetto rovignese. Devo ammettere che ho un mio archivio personale di testi da far diventare ancora brani musicali, ma per quest’occasione ho preso la mia chitarra e ‘Meî e teî’ è nata in un momento d’ispirazione, dapprima la melodia e poi le parole. Una canzone che rispecchia uno dei momenti della mia gioventù, il primo amore; e in quale modo esprimere al meglio i sentimenti se non attraverso il dialetto, che accompagnato da una bella melodia diventa ancora più romantico”.
Chiudiamo con Irena Giorgi: “Sono veramente molto orgogliosa di far parte di un progetto così importante per la tutela dell’istrioto e di dare un contributo attraverso la mia passione, ovvero la musica. La poesia ‘Istria’ di Romina Floris ha catturato sin da subito la mia attenzione come pure quella di mio marito, Mauro Giorgi, tanto che da poesia è diventata ben presto anche una canzone. Anche se il dialetto vallese non fa parte della mia quotidianità, spero di aver interpretato bene i versi dialettali e spero che la canzone raggiunga un pubblico quanto più vasto”.

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