Palazzo dell’ex Zuccherificio. I lavori entrano nella fase finale (foto)

Mancano meno di sei mesi alla conclusione dell’opera di restauro dello splendido stabile barocco. L’inaugurazione è prevista nel mese di marzo del 2020

FIUME | L’intervento di restauro nel Palazzo della Direzione dell’ex Zuccherificio nel complesso Benčić, stabile nel quale l’anno prossimo si insedierà il Museo civico, entrano nella fase finale. Mancano, infatti, meno di sei mesi alla conclusione dei lavori, in quanto la nuova sede sarà inaugurata ufficialmente nel mese di marzo 2020, sempre che il Consiglio cittadino approvi l’accensione del mutuo con il quale concludere l’opera di restauro del complesso Benčić e della nave Galeb.
In un giro d’ispezione del maestoso palazzo assieme al direttore del Museo civico, Ervin Dubrović, abbiamo preso visione dell’andamento dei lavori all’interno, ma anche sulla facciata principale dell’edificio, nonché degli interventi di restauro sui dipinti murali, grazie ai quali verrà riportato all’antico splendore questo prezioso esempio di classicismo barocco, risalente al 1782.
“L’inaugurazione ufficiale della nuova sede è fissata per il 15 marzo del prossimo anno – esordisce Ervin Dubrović –. I lavori di restauro dovrebbero concludersi, invece, entro la fine dell’anno. Già ora è accordato che contemporaneamente con la parte finale dei lavori inizierà anche il trasferimento del fondo museale nella nuova sede. Successivamente, nell’arco di circa due mesi, il personale del Museo realizzerà l’allestimento permanente”, spiega Ervin Dubrović.

I mascheroni, testimoni del passato

Durante la visita abbiamo potuto ammirare a distanza ravvicinata i due grandi mascheroni di pietra che abbelliscono i portoni della facciata meridionale del Palazzo. Dubrović ci spiega che forse in origine erano tre, ma non ci sono prove che confermino questa supposizione. “I mascheroni – illustra il direttore del Museo – si trovano ai lati del portone centrale, quello sotto la balconata. Uno è baffuto, mentre l’altro ha una barbetta a pizzo. Entrambi portano una corona di rami nella quale sono incastonati i tipici pani di zucchero. Si tratta, molto probabilmente, di stampi utilizzati per ottenere la tradizionale forma a cono con la punta arrotondata, chiamati anche ‘campalun’ o ‘campanon’, siccome la loro forma ricorda la campana. I mascheroni ricordano in maniera sorprendente anche la testa della fontana del ‘Mustacion’ rimossa nel 1934 da Piazza della Repubblica e trasferita ai Giardini di Mlaka. Il mascherone che presumibilmente occupava la posizione centrale è andato perduto, oppure non è mai esistito. Al suo posto forse si trovava uno stemma, probabilmente quello della famiglia proprietaria dello Zuccherificio. Comunque, sono tutte supposizioni che non trovano conferme. In settimana intendiamo realizzare delle scansioni digitali dei mascheroni, in modo da ottenere delle repliche in scala ridotta dalle quali ricavare anche dei souvenir”, conclude Ervin Dubrović.
Lo scultore e restauratore accademico, Rajko Hercegovac, spiega, invece, che “i timpani e le loro cornici erano in condizioni disastrose, tanto che pezzi di 20-30 chilogrammi venivano giù con una facilità impressionante. Siamo riusciti a salvarli all’ultimo momento adoperando la resina epossidica e armature di acciaio inossidabile in modo da fissare le cornici e le lunette. Sempre con la resina abbiamo riempito anche le fessure sui mascheroni”, precisa Hercegovac.

Restauro dei dipinti murali

Toni Šaina dell’Istituto nazionale di restauro (HRZ), a capo dell’équipe di restauratori che si occupa dei dipinti murali, spiega che “il grosso dei lavori di restauro inizierà in autunno con l’intervento agli stucchi e ai dipinti in diverse stanze. Si tratta di medaglioni con scene mitologiche o di storia dell’Antichità, tra cui c’è anche l’allegoria delle Quattro stagioni in una stanza al primo piano, opera del famoso pittore fiumano Giovanni Fumi. I lavori procedono secondo le dinamiche previste e si dovrebbero concludere nel mese di marzo 2020”, ha rilevato Šaina. Ai lavori all’interno dello stabile partecipa anche un gruppo di sei studenti del Dipartimento per la conservazione e il restauro artistico dell’Accademia di Belle arti di Zagabria, che nel Palazzo amministrativo svolge il tirocinio in collaborazione con l’Istituto nazionale di restauro. “L’intervento di restauro sui dipinti murali procede lentamente perché si tratta di un lavoro molto delicato che richiede tanta pazienza e meticolosità – spiega Nela Pološki, mentore del gruppo di studenti –. Infatti, le pitture devono essere pulite da diversi strati di vernice o intonaco, il che non è facile, dal momento che bisogna farlo senza danneggiarle”, conclude Nela Pološki.

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