Leonora Surian Popov: «Ragazzi, seguite i vostri sogni»

Leonora Surian Popov con gli “intervistatori”

Gli alunni della Scuola Media Superiore Italiana di Fiume hanno avuto l’occasione di intervistare l’attrice, cantante e ballerina del Dramma Italiano, Leonora Surian Popov, in un simpatico evento organizzato in Aula Magna, dinanzi una live audience in prefetto stile late night show. L’attrice, che ricopre ruoli importanti nella compagine del Dramma Italiano, impegnata a volte pure nel Dramma Croato e nell’ambito dell’Opera del Teatro Nazionale Croato “Ivan de Zajc”, ha ripercorso la sua vita professionale addentrandosi pure nel personale, rispondendo alle domande dei giovani liceali Lucia Sorčić, Mia Kožul e Filip Hodžić, come anche a diversi interventi dal pubblico.
Agli studenti interessava scoprire innanzitutto come mai abbia deciso d’intraprendere questa carriera, se ha paura prima di uscire in scena e se esistono degli spettacoli che vorrebbe dimenticare.
Leonora ha raccontato come procede la preparazione di uno spettacolo, usando come esempio il nuovo musical, “Evita”, che sta attualmente allestendo con il Dramma Croato. “Partendo dalle prove con il pianoforte e il direttore d’Orchestra, si passa poi alle prove a tavolino con il regista. Le prove di coreografia vengono, invece, svolte separatamente con la coreografa. Infine, quando ormai sappiamo a memoria testi, canzoni e movimenti, passiamo alle prove in piedi. A dieci giorni dalla prima si uniscono tutti i ‘pezzi’ dello spettacolo: costumi, scena, orchestra e in quel momento bisogna inglobare tutto velocemente, prima delle tre prove generali”. Si è soffermata anche sull’interazione tra pubblico e attori: “Succede che gli spettacoli possano essere anche noiosi, lo so perché ne ho fatti alcuni anch’io, ma rispettateci, per favore, durante l’esibizione, perché c’è tanto lavoro dietro”.
Alla domanda se abbia mai dimenticato il testo in scena, l’attrice ha scoperto alcuni trucchi per non farsi notare dal pubblico quando ciò accade e che sono spesso i colleghi ad aiutarsi a vicenda portando alcune volte a dei recuperi improvvisati, a volte migliori rispetto all’originale.
“Gli spettacoli sono per me come dei figli – ha confessato Leonora –, mi affeziono a tutti, ma purtroppo non tutti questi ‘figli’ teatrali riescono sempre bene”. Tra quelli che vorrebbe dimenticare in primo luogo lo spettacolo “Pepeo i med” (Cenere e miele), un work in progress con un attore nudo, a terra, in cui nessuno sapeva esattamente che cosa si doveva fare per due ore e mezza!
“Quando s’inizia a fare uno spettacolo non possiamo mai sapere quale sarà il risultato finale; è il regista quello che ne ha la visione nel corso dei preparativi, delle prove. E, come recita il proverbio, non tutte le ciambelle vengono con il buco”.
L’artista ha sottolineato che comunque vada lo spettacolo l’attore deve dare sempre il 100%, tutto sé stesso, perché alla fin fine è lui a metterci la faccia. Ha concluso infine l’incontro incoraggiando i ragazzi a seguire i propri sogni, perché non c’è cosa peggiore che fare per quarant’anni (fino al pensionamento) un lavoro che non piace.

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