Fiume. Attesa per il festival teatrale «TranziT»

l programma dell’evento, previsto per il fine settimana, è stato ridotto e comprenderà uno spettacolo e un laboratorio con presentazione in pubblico

Il laboratorio di urli si terrà nel finesettimana

La prima edizione del “TranziT- festival europeo delle pratiche teatrali contemporanee” si terrà il 21 e 22 agosto e inizierà con un laboratorio da… urlo. La presentazione ufficiale “Glasan šapat” (Sussurro a voce alta) verrà accompagnata, appunto, da un laboratorio di urli a squarciagola degli artisti austriaci Christine e Johannes Lederhaas.
Il Festival TranziT promuove gli artisti europei indipendenti e rientra a far parte del programma di Fiume CEC 2020. L’evento mira anche a sostenere i piccoli teatri non istituzionali.
Per quanto riguarda il piano programmatico il festival propone una serie di lavori in sincronia con il pubblico contemporaneo e il contesto tecnologico e sociale di oggi. Proprio per questa importante nota di autonomia è stato inserito nell’indirizzo programmatico “La cucina delle diversità”, gestita dal Laboratorio di teatro creativo contemporaneo KRILA.
L’urlo come atto liberatorio
Il laboratorio “Glasan šapat” si terrà nel palazzo della Filodrammatica e comprenderà pure una presentazione in pubblico in piazza Adria sabato, 22 agosto. La parte ufficiale vedrà la presentazione dei risultati della singolare ricerca vocale. I partecipanti riprodurranno i versi atipici imparati durante gli incontri, da quelli estremamente fiochi a quelli più forti o gridati.
Gli organizzatori ricordano che il grido può essere un atto liberatorio oppure un modo di modellare l’intensità della voce in uno spazio molto ampio, ma anche un atto di emancipazione e di uscita dagli spazi angusti del pregiudizio o di un taboo. Gridando si ritrova il piacere di esistere nel nostro corpo e nella nostra città.
Dopo aver analizzato i suoni provenienti dal proprio corpo e i modi come usarli per trarre coraggio o rilassarsi, i partecipanti scenderanno in “campo”, ovvero usciranno per cercare arrangiamenti negli spazi urbani e captare i suoni della città.
L’artista Christine Lederhaas ha dichiarato che per lei gridare comporta un estremo sforzo.
“Sono molto interessata a capire come imparare ad ascoltare meglio, come comunicare tra di noi per comprenderci appieno per poter alzare la voce con più facilità. Vorrei anche comprendere cosa vuol dire gridare in questa città e come trasformare con le nostre corde vocali, la sinfonia urbana fiumana”, ha detto l’artista.
Programma ridotto
TranziT doveva essere un festival della durata di diversi mesi e con un programma incentrato sulla produzione europea alternativa.
I programmi pilota dovevano essere tre pezzi teatrali e un laboratorio, ma a causa della pandemia il programma è stato ridotto a uno spettacolo e a un laboratorio con presentazione pubblica.
Lo spettacolo “Dragocjeni biser” (Perla preziosa) di Ivana Peranić, mirerà a promuovere la complessità dei ricordi e della memoria del corpo in quanto base per il gioco di coreografie usate in teatro. Il festival TranziT è sostenuto dall’organizzazione Rijeka 2020, dall’Associazione Kultura nova e dal Forum culturale austriaco di Zagabria.

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