ORLANDERIE Andrijašević e Čolak… è calciomercato

Antonio Mirko Čolak

Inguardabile il Rijeka nel primo tempo della gara inaugurale di campionato con il neopromosso Šibenik: sotto di un gol, confusionario, privo di idee. Nella testa e nei piedi. Simon Rožman si salva poi nella ripresa con il cambio di interpreti in campo e il sistema di gioco. Capovolge tutto, passando dal 3-5-2 abituale al 4-4-2 a rombo. Con Yatéké seconda punta, a fare da spalla a Čolak, e con Murić dietro. Fuori i laterali Braut e Štefulj, fuori anche Capan, nell’occasione il terzo stopper. Rinnovata la fiducia a Raspopović e Tomečak, da tempo panchinari in quanto i giovani (Braut e Štefulj) giostravano alla perfezione.
Dopo i tre cambi all’intervallo, spazio anche per Ristovski, un’altra punta, nel finale di partita. Era piuttosto difficile seguire le idee di Rožman e tutti gli schemi tattici. Mai tanti cambiamenti durante una partita, con l’epilogo che il Rijeka rivolta il match come un calzino e si salva in sei minuti. Yatéké incorna bene un pallone di Raspopović, poi nell’ultimo minuto è la volta di Murić, genio e sregolatezza della squadra. Una punizione d’astuzia, con il portiere in… bambola.
La partita di Rujevica sembrava una lavagna tattica da scuola per allenatori. Per Rožman non è la prima volta che salva capra e cavoli cambiando tanti uomini e ruoli. Da quando sono permessi cinque sostituzioni, lo ha fatto spesso. Aveva vinto così anche la sfida con l’Osijek, nella semifinale di Coppa Croazia. Ritrovatosi sotto di due gol, lo sloveno operò cinque sostituzioni, cambiando le sorti dell’incontro. Una valanga nell’ultima mezz’ora, come accaduto pure contro lo Šibenik. Decisivi con gli slavoni i gol di Murić e Yatéké, che si sono ripetuti anche sabato scorso con i dalmati.
Rožman è in attesa del ritorno di Andrijašević, ma anche della partenza di Čolak. Per Franko l’accordo tra le tre parti in causa – Gent, Rijeka e giocatore – sembrava raggiunto già sabato, come annunciato dal presidente Damir Mišković. Mancava soltanto la firma… Nuove complicazioni sono però sorte nella giornata di ieri. I belgi vogliono tagliare lo stipendio di Andrijašević per il periodo del lockdown, che dovrebbe pagarlo il Rijeka. Mišković non vuole sentir ragione e non intende sborsare più di 100.000 euro. In altre parole, è il giocatore spalatino che deve risolvere i conti con il suo club d’appartenenza.
Andrijašević è dunque in attesa di una soluzione, mentre Čolak sul piede di partenza. Mišković sta trattando con la Dinamo di Kiev. Dice di non avere fretta e non lo lascerà partire a prezzi scontati: il Rijeka vuole infatti cinque milioni di euro. Rožman non ha vita facile…

Facebook Commenti