Vergarolla, nel dovuto ricordo delle vittime

Tamara Brussich, Aleksandar Matić e Daniele Kumar

Mai dimenticare. Anzi, impossibile dimenticare una tragedia che non trova eguali. La data del 18 agosto torna a riconfermarsi una ricorrenza luttuosa, indelebile nella memoria collettiva cittadina e nei ricordi che moltissimi italiani conservano in merito a un accaduto che ha fatto eco ben oltre i confini di Pola. La strage degli innocenti successa durante quella tranquilla, soleggiata giornata d’agosto nel lontano 1946, torna a essere commemorata nel rispetto delle centinaia di vittime civili e dei mutilati, provocati dallo scoppio delle mine adagiate sulla spiaggia affollata.
Mai, ufficialmente, la storia aveva dato risposta alle cause dell’immane tragedia, mai l’amministrazione angloamericana aveva fornito un rapporto chiarificatore, ma le più recenti indagini storiografiche e l’apertura di una parte di archivi, avevano eccome messo in luce la presunta dolosità per un fatto che ha accelerato l’esodo immediato della popolazione italiana da Pola. Nel 74.esimo, sempre triste anniversario, dello scoppio di Vergarolla, si ripresenta anche la doverosa occasione per poter ricordare, come atto di pietà e di civiltà, necessario a lanciare un monito alle generazioni future, affinché le brutture della storia non abbiano mai a ripetersi.
​Fiori e memoria
Mesto il cerimoniale promosso ieri mattina nel parco del Duomo polese, davanti al cippo che ricorda Vergarolla e il dottor Geppino Micheletti e i sacrifici da lui compiuti per salvare tante vite umane.
Vi ha preso parte la rappresentanza delle autorità municipali, il presidente del Consiglio cittadino, Tiziano Sošić, in primis, che, anche da viceconsole onorario della Repubblica Italiana in Croazia, ha proposto per l’occasione un discorso molto toccante con parole ed espressioni commoventi dedicati alle famiglie morte in quella orribile circostanza. Come dato ad intendere dal medesimo e anche da Tamara Brussich, presidentessa della Comunità degli Italiani di Pola, Vergarolla, nome leggiadro che nella memoria dei nostri predecessori si ricollega a belle antiche esperienze di spiaggia, rimarrà un sinonimo per una delle più grandi tragedie che hanno mai investito la città dell’Arena.
In prima fila, ieri, oltre ai rappresentanti della Comunità degli Italiani di Pola, tra i quali il presidente dell’Assemblea della CI, Daniele Kumar, anche la gradita coprotagonista del cerimoniale per la posa delle corone di fiori, Renata Grossi. In qualità di rappresentante del Consolato generale d’Italia nella Repubblica di Croazia, ha deposto l’omaggio floreale anche a nome dell’Ambasciata italiana di Zagabria.
Hanno voluto fare atto di presenza pure il presidente dell’Unione Italiana, Maurizio Tremul, il presidente dell’Assemblea dell’UI, Paolo Demarin. Partecipi poi, tra le autorità locali il vicesindaco, Elena Puh Belci, nonché il responsabile dell’Ufficio cittadino, Aleksandar Matić e rappresentanti dell’Associazione dei combattenti antifascisti di Pola.

Le delegazioni dopo la posa delle corone di fiori

È l’appuntamento con la memoria, fatta di orgoglio e di dolore, quello di Vergarolla, naturalmente, di Pola con la data del 18 agosto. Il calendario aggiunge anni alla memoria, ma non toglie bruciore alla ferita e, per ora, non ha fornito risposte certe, univoche. Non è il momento delle discussioni, della polemica, delle ipotesi. Il 18 agosto è il giorno in cui la città e i polesani si fermano per un attimo e ripensano a quello che è stato. Emerge, soprattutto, la pietà per le vittime e, sì, la voglia di verità. Per la giustizia è tardi, ma già la verità sarebbe giustizia. Darebbe pace ai morti e serenità a chi la strage l’ha vissuta. Per le generazioni venute dopo, Vergarolla è memoria dei più vecchi, ma pur sempre un filato che tesse la vita di Pola e oltre.
Vergarolla, naturalmente, con il suo boato di distruzione, morte, sangue sgomento e i suoi perché. Davanti al cippo di fianco al Duomo, guardando gli occhi sereni e sinceri di Geppino Micheletti, si spera in una risposta, ma quello che soprattutto emerge è il profondo sentito per un fatto inimmaginabile, per quanto patito da una Pola già sofferente.
Messa e considerazioni
Ieri mattina, nel Duomo è stata officiata la Messa solenne in memoria dei troppi morti e di quanti hanno avuto di che soffrire in seguito all’evento. Non la grande partecipazione degli anni scorsi, perché questi tempi pandemici e distopici hanno negato una presenza più massiccia. Presenza fisica, perché anima e cuore di molti, ne siamo certi, erano lì. Ha celebrato la funzione il parroco Mauro Boccadoro, con hommage musicale di Tatiana Šverko.

Giuseppe Piro e Maurizio Tremul

Un lutto cittadino, ha detto Giuseppe Piro, in nome dell’AIPI-LCPEL – che ha segnato per sempre Pola, che ha coinvolto la popolazione in un lutto che si è unito ad altri lutti sofferti.
Per Maurizio Tremul, presidente di Unione italiana (era presente pure il presidente dell’Assemblea, Paolo Demarin), l’evento ha colpito Pola e l’Istria, e oltre l’Italia e la Croazia, in quanto ha investito tutta una realtà. Dopo anni, bisognerebbe fare luce. Ed ha ricordato, Tremul, momenti significativi geograficamente appena un po’ distanti da Pola, che hanno visto partecipi in un comune inchinarsi alle vittime esponenti politici di Italia e Croazia. Non da ultimo quanto accaduto il 13 luglio a Basovizza, con i presidenti di Slovenia e Italia, Pahor e Mattarella, inchinatisi alle vittime dei totalitarismi in queste terre. Perché allora non arrivare a una cerimonia congiunta per Vergarolla, nel 75.esimo magari, nel ricordo di una tragedia che ha colpito tutti. Insieme.
​Per la cronaca, alla cerimonia ha preso parte pure Renata Grossi, dipendente del Consolato generale, in rappresentanza del Consolato e dell’Ambasciata d’Italia a Zagabria.

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