Affresco intrigante della cultura borghese

Corinna Gerbaz-Giuliano davanti al pubblico. Foto: Ivor Hreljanović

“Tracce della tradizione borghese: la cultura borghese di Fiume nel XIX secolo” è il tema del convegno tenutosi ieri nell’Aula consiliare del Municipio, organizzato dal Dipartimento di Croatistica della Facoltà di Filosofia con il patrocinio della Città di Fiume, concepito in modo da offrire un affresco intrigante ed esauriente della vita nell’epoca d’oro del capoluogo quarnerino. Il convegno si inserisce nei progetti “L’ambiente culturale croato di Fiume nel XIX secolo”, guidato dal prof. Irvin Lukežić, e “Liber Fluminensis – contributi per lo studio della lingua croata nelle opere delle stamperie di Fiume fino al XX secolo”, gestito dalla prof.ssa Sanja Zubčić.
Intreccio di Mediterraneo e Mitteleuropa
A inaugurare il convegno è stato il prof. Irvin Lukežić, ideatore dell’evento, che ha cercato di dare una risposta al titolo della sua relazione “Che cos’è la cultura borghese di Fiume?”. Stando a Lukežić, Fiume è stata in passato un emporio portuale e industriale e si sviluppò come punto d’incontro di diverse lingue, tradizioni e culture. Con l’intreccio della cultura mediterranea e mitteleuropea, a Fiume si è verificata un’interessante interazione tra i circoli culturali croato, italiano, tedesco e ungherese, mentre la tradizione multilingue si riflette non soltanto nell’uso di queste lingue nella vita quotidiana, bensì anche nei documenti e negli scritti, ovvero in riviste, traduzioni e nella narrativa in generale. È necessario avviare uno studio sistematico di questo particolare lascito intellettuale di Fiume, il che dovrebbe portare allo sviluppo della sensibilità per i valori, l’incremento del sapere e della cultura generale, della consapevolezza dell’identità culturale e della sua importanza per la promozione di valori nazionali ed europei.
Sono stati numerosi i temi trattati al convegno, dalla storia giuridica di Fiume nel XIX secolo, all’attività della stamperia della famiglia Karletzky, dai ritratti di personaggi importanti come Andrea Lodovico de Adamich e Juraj Matija Šporer al rivoluzionario 1848 a Fiume, dalla città nella narrativa croata ai filologi nel XIX secolo. Si è parlato anche della Sala di lettura (Narodna čitaonica) di Fiume, della storia del Ginnasio croato, degli scritti in ciacavo nati nel capoluogo quarnerino e del linguaggio croato di Fiume negli scritti di Rudolf Strohal, come pure del circolo culturale ungherese e di quello tedesco, nonché della Comunità slovena e di quella ebraica. Non è stata tralasciata nemmeno la scienza nella relazione sul Club delle scienze naturali, il paesaggio musicale di Fiume nel XIX secolo e la medicina.

La giornalista della “Voce” Kristina Blecich ha parlato del dialetto fiumano, Foto: Ivor Hreljanović

Il patrimonio culturale italiano
Al convegno è stato dato spazio anche al patrimonio culturale italiano, che è stato trattato dalla nostra giornalista Kristina Blecich, che ha parlato del dialetto fiumano, e dalla prof.ssa Corinna Gerbaz-Giuliano del Dipartimento di Italianistica, che ha trattato il tema “Fiume nella letteratura italiana della fine del XIX secolo”. Nella sua relazione, Kristina Blecich ha osservato che non esistono molti studi sul dialetto fiumano, ma che quelli che sono stati svolti hanno un valore particolare. “Il dialetto fiumano ha coesistito per secoli con il ciacavo e, per quanto riguarda il suo status attuale, anche se viene parlato da un numero sempre minore di persone a Fiume, nel suo insieme non è un dialetto a rischio di estinzione, anche perché viene tramandato da generazione in generazione e viene parlato anche in altri Paesi del mondo dai discendenti degli esuli”, ha precisato Kristina Blecich.
L’amore per la città
La prof.ssa Corinna Gerbaz-Giuliano del Dipartimento di Italianistica della Facoltà di Fiume, ha parlato della nostra città nella letteratura italiana della fine del XIX secolo. Si è soffermata sugli scritti di quattro autori, Mario Schittar (Zuane de la Marsecia), Arturo Caffieri (Rocambole), Gino Antony (Cavaliere di Garbo), originario di Trieste, e Oscarre Russi (Russeto), dalle cui opere emerge Fiume come una città industriale e frettolosa. “Il fil rouge delle opere di questi quattro autori è pure l’amore verso la loro città, che viene rappresentata con particolare precisione”, ha concluso la prof. Gerbaz-Giuliano. La prof.ssa Rina Brumini ha illustrato la storia della Comunità ebraica a Fiume.
Le altre relazioni sono state presentate da Željko Bartulović, Ervin Dubrović, Sanja Holjevac, Srećko Jelušić, Ivona Smolčić, Tea Perinčić, Milorad Stojević, Diana Stolac, Tea Dimnjašević, Boris Petković, Maja Polić, Iva Lukežić, Silvana Vranić, Nina Spicijarić-Paškvan, Petra Žagar-Šoštarić, Barbara Riman, Ana Alebić-Juretić, Diana Grgurić e Amir Muzur.

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