Quest’anno l’uva è ottima: sarà un vino eccellente

Finalmente buone notizie dopo i problemi provocati al settore agricolo dall’epidemia da Covid-19

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Quest’anno l’uva è ottima: sarà un vino eccellente

“La qualità dell’uva è eccezionale, la quantità un po’ meno rispetto al passato perché facciamo una selezione dei grappoli più belli. Proprio adesso stiamo vendemmiando e siamo molto contenti”, questo il primo commento di Moreno Degrassi, uno dei viticoltori dell’Umaghese, che a Salvore ha una splendida cantina.

Moreno Degrassi

È molto bene anche nella parte alta del Buiese, dove abbiamo parlato con Ezio Cinic di Punta di Crassiza: “Sta andando a meraviglia, siamo soddisfatti della quantità e della qualità. Il vino sarà ottimo, idem per la grappa. C’è stata all’inizio un po’ di peronospora, ma l’abbiamo subito messo sotto controllo. Dunque parliamo di un’annata davvero eccezionale”.

Ezio Cinic

Finalmente una buona notizia, dopo quasi due anni di Covid-19, che ha creato una serie di problemi a tutti, compresi gli agricoltori e i vitivinicoltori, che hanno dovuto faticare per rilanciare il mercato del vino, dopo il blocco di ristoranti e vendite. Ora dunque va tutto a gonfie vele e il vino sarà ottimo. Per quanto riguarda la grappa, Cinic ha ricordato, innanzitutto, che chi produce grappa in quantità limitate e per uso personale deve registrare l’alambicco: “Per mettere ordine sul mercato degli alcolici, soprattutto della grappa, la Croazia ha adottato tutta una serie di provvedimenti legislativi, che vanno capiti e applicati per evitare multe estremamente salate, ma anche il sequestro della distilleria. Si può produrre fino a 20 litri di alcol che equivalgono a 40 litri di grappa di 50 gradi. Si parla di liberalizzare la produzione per quantità più piccole o comunque per uso personale, ma di questo non c’è ancora nulla di concreto”. Con il volano turistico che ha iniziato finalmente a girare per il verso giusto, con la ripresa dell’industria alberghiera e dei ristoranti, che nella zona sono un centinaio, anche il vino si vende bene, meglio che durante la pandemia. Piano piano si ritorna, in questo settore, alla normalità, e questo è un bene, prima o poi la crisi causata dal Covid-19 finirà, ma l’importante è continuare a produrre sia vino che grappa e olio d’oliva. L’Istria contadina è stata baciata dalla fortuna, ha tutto, e di grande qualità, pure grappe e distillati, suddivisi in più categorie, dall’acquavite classica ai prodotti istriani più noti come la “biska”, ovvero la grappa al vischio bianco, e la “medizza”, grappa al miele, oltre alle grappe alle erbe, cui si sono aggiunti distillati alla frutta e gin.

L’offerta enogastronomica istriana è dunque in netto rilancio. Ora si guarda al vino, quello vero, da tavola, che sta impegnando decine di produttori nella vendemmia. La speranza per tutti è che si ritorni ai livelli del 2019, cioè alla vita libera, quella che permette di uscire di casa senza paure e senza mascherine. Un vita che per l’agro istriano è sempre fonte di grandi soddisfazioni. E soprattutto ci si augura che in futuro si ritorni alle grande feste popolari, quelle che portavano nelle piazze istriane migliaia e migliaia di visitatori, feste che almeno qui a Umago anche quest’anno, per il secondo anno consecutivo, sono state cancellate per motivi legati alla pandemia.

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