Anche il gin diventa made in Istria: è aromatizzato al tartufo bianco

Foto: karlictartufi.hr

“Ci dicevano che eravamo matti”, ricorda la famiglia Karlić, di Paladini vicino Pinguente. Forse è la prima al mondo ad aver prodotto del gin aromatizzato al tartufo bianco. L’idea è di Ivan Karlić, fratello di Ivana e trae spunto tra due passioni: quella per i tartufi e l’altra per il liquore. Il terzo ingrediente è quella sana follia che ci vuole in questo tipo di idee rivoluzionarie. Il progetto gin al tartufo nasce in collaborazione con la distilleria Aura con la quale realizzano altri liquori al tartufo: teranin, grappa al miele e la popolare biska (grappa al vischio). La gente ama sempre di più il gin e ci siamo detto: perchè no? La prima è stata una serie limitata di 222 bottiglie, al prezzo di 100 euro cadauna. Sul mercato è stato un successone, ne sarà rimasta una ventina. La tradizione legata al gin racconta di un farmacista olandese, Sylvius Franciscus, medico e professore dell’Università di Leiden, che nel XVII secolo sperimentò un rimedio per i disturbi di stomaco e dei reni usando alcol di grano e bacche di ginepro.
La base del gin è un distillato di cereali, come granoturco e bacche di ginepro, semi di coriandolo ed altre erbe aromatiche, sostanzialmente un prodotto incolore con gradazione alcolica tra 43° e i 45°. I gin più comuni e diffusi sono quelli inglesi prodotti con un alambicco a colonna dal caratteristico gusto secco. I gin olandesi, prodotti con l’alambicco “pot”, sono più ricchi, aromatici e di maggior corpo di quelli inglesi. Contrariamente agli altri, i gin olandesi subiscono un invecchiamento da uno a tre anni in botti di rovere, che gli conferisce un leggero colore dorato.

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