Pola. Zoričić scioglie la coalizione

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Pola. Zoričić scioglie la coalizione
Il sindaco di Pola, Filip Zoričić

Così finisce una coalizione, non con un rombo, ma con un lamento. E finalmente il sindaco ha trovato le parole per dire pane al pane: la coalizione tra gli indipendenti di Filip Zoričić, i Socialdemocratici e i rosso-verdi “Možemo” è giunta al capolinea. Oggi, giovedì 24 marzo, il primo cittadino lo ha dichiarato urbi et orbi sul suo sito Facebook, senza rimpianti: “Gli amici mi hanno consigliano di fermarmi, di riflettere, di calmarmi, perché sono passati solo 10 mesi. No! Sono passati GIÀ dieci 10 mesi e io non credo proprio che si possa cambiare in meglio. Con questo tipo di comportamento non si fa altro che favorire il ritorno al potere della vecchia guardia. Nutro rispetto per tutte le forze politiche in campo e per i loro elettori, ma proprio per questo voglio difendere gli interessi dei cittadini col dialogo, a viso aperto, in sede consiliare. Una coalizione chiamata ‘freno a mano’ non ha semplicemente alcun senso. I cittadini hanno trovato nei nostri programmi politici qualcosa di valido, ci hanno votato perché hanno ritenuto che siamo capaci di fare la differenza. Noi non abbiamo bisogno di alcunché: non andiamo in cerca di prebende né di vendetta. Vogliamo un’amministrazione cittadina onesta, opere pubbliche e progetti. Ogni giorno che passa col freno a mano inserito è un tradimento degli elettori, ma è anche vento in poppa per le forze politiche che abbiamo spodestato. Questo scenario non mi aggrada. Dunque, da oggi non c’è più una coalizione di governo a Pola. Restiamo soli a servire i cittadini come abbiamo promesso di fare: agli altri non resta altro se non appoggiare o bocciare le nostre decisioni in seno al Consiglio municipale e gli elettori avranno l’opportunità di pronunciarsi in merito alle prossime elezioni, in qualunque momento siano indette”, ha scritto il sindaco, ma non è bastato per placare la curiosità dei media, e così Zoričić è sceso in piazza per rispondere a un’altra raffica di domande giornalistiche.

Prima fra tutte la più scontata: si escludono dal governo anche i Socialdemocratici o solo la piattaforma di Dušica Radojčić? La risposta di Zoričić, laconica: “La coalizione era trina e non ne rimarrà nulla perché non si funzionava: nessuna colpa in particolare, ma non c’era verso di coordinare tutte le decisioni in tre. Eravamo semplicemente inefficienti e io ritengono che siamo responsabili nei confronti dei cittadini di Pola. Dobbiamo fare di più e farlo più in fretta. Perdere tempo è irresponsabilità. Come andremo avanti senza maggioranza? Porteremo le nostre proposte in aula affinché le decisioni vengano prese appunto dai consiglieri, come deve essere in democrazia. L’aula diventi la scena politica per eccellenza. Quanto a me, mi basta che l’amministrazione comunale non sia più il monolite che era. Il vantaggio è già notevole”.

Possibilità di avvicinamento con la Dieta Democratica Istriana? Ci sarebbero state, a questo titolo, alcune avance del presidente della sezione del partito regionalista locale, Daniel Deković. Il sindaco ha smentito l’ipotesi senza troppe parole, con un “no” assoluto, come ha smentito la possibilità di proporre la destituzione di Dušica Radojčić dall’incarico di presidente del Consiglio municipale. “Aquila non captat muscas”, ha concluso Filip Zoričić dicendo a suocera affinché nuora intenda. Insomma, non avrebbe intenzione di perpetuare alcun confronto con gli ex compagni di coalizione o con qualunque altro avversario che non consideri essere di pari livello. È stato eletto sindaco e rimane tale fino a prova contraria. Ma se dovesse capitare che il Consiglio municipale non venga convocato e il suo governo di minoranza si trovi osteggiato dai consiglieri? Rilassato, Zoričić, anche con questa ipotesi: “Che io sappia la prossima sessione del Consiglio municipale è in programma il 14 aprile e abbiamo già diverse deliberazioni in cantiere. Sarà il banco di prova; cosa volete che vi dica. Certamente può succedere che il Consiglio municipale non si riunisca per tre mesi o più. Può succedere. In quel caso si torna alle urne. Dove sta il problema”?

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