Pola. Nuovo ricovero al Centro per le tartarughe

All’Acquario è giunta Free Wings, una Caretta carretta con la pinna destra seriamente ferita. Ora è in ripresa. Nella struttura di Verudella sono ancora in cura Marvin e Ryan

L’Acquario polese continua a mettere in campo progetti di salvaguardia della biodiversità nel mare Adriatico. Più che il surriscaldamento globale, con il conseguente aumento delle temperature dei mari, è l’inquinamento marino, soprattutto causato dalla plastica, a mettere in pericolo le specie più a rischio, in particolare le tartarughe marine presenti nel nostro mare.
I biologi-veterinari di Verudella si sono specializzati proprio nella salvaguardia delle Caretta caretta, investendo sempre meglio nelle attività di monitoraggio, recupero, ricerca, studio, cura e marcatura delle stesse. Da qualche giorno, il nostro “ospedale per le testuggini” di tutto l’Adriatico croato, ha provveduto a ricoverare una nuova paziente, piccola e malconcia: si chiama Free Wings, nome e cognome dell’imbarcazione che l’ha trovata esausta, impigliata in una rete, trainandosi addosso tutti i prodotti dell’incoscienza umana: cordami, immondizie, plastica di vario genere, rami… Si apprende dalla responsabile dell’Acquario, Aleksandra Bel Dajković, che a causa di tutto questo inventario che si era trascinata addosso per chissà quanto tempo, la pinna destra era ormai in stato di necrosi. Una buona infusione ha fatto sì di renderla subito rediviva, mentre i veterinari assistenti confidano sul fatto che al Centro guarirà molto presto. Contribuirà alla ripresa il buon appetito. La tartaruga si è già dimostrata ghiotta di sardelle e di calamari. La ferita alla pinna viene disinfettata quotidianamente mediante antisettico e miele di manuka con speciali proprietà terapeutiche.
Una lunga lista di pazienti
Nel medesimo ospedale vi sono anche altri pazienti ancora in cura: Marvin e Ryan, mentre poco tempo fa ne sono stati dimessi e liberati in mare ben quattro. Che cos’era capitato a Marvin? Era rimasto impigliato in una rete da recinzione, con una grande ferita aperta all’altezza del collo. Vittima della scelleratezza umana pure Ryan, finito prigioniero dentro un ammasso di rifiuti nelle acque di Marlera. Il poveretto è reduce da un’amputazione della pinna, effettuata a Zagabria, e si sta pian piano riprendendo. Dal 2006 a questa parte, il Centro di recupero di Verudella ha curato oltre 160 testuggini, di cui la maggioranza è stata restituita al mare. Segnalano dall’Acquario che la situazione nell’ambiente marino, nel corso di questi ultimi anni è purtroppo cambiata. Prima a finire in cura erano grossi esemplari di Carretta carretta, adesso ci sono individui sempre più giovani. Anni or sono la diagnosi dei pazienti era quella del raffreddamento nel mare Adriatico settentrionale, ora invece aumentano gli infortuni dovuti all’inquinamento. Le tartarughe riportano lesioni causate dall’interazione con le attività umane. Collisioni con le imbarcazioni, plastica, ami e lenze da pesca, queste ultime mortali. A poco valgono le leggi nazionali e internazionali sulla tutela delle specie protette. In Croazia le tartarughe marine sono tutelate dal 1995, ma il loro numero è in diminuzione ovunque e da qui la necessità di istituire Centri di recupero in tutto il mondo. Il centro di soccorso polese è costituito da ambulatorio, terapia intensiva dentro vasche (con acqua riscaldata a 25 gradi) per monitorare le funzioni vitali delle tartarughe marine ospitate ed un’esposizione con un percorso di informazione e sensibilizzazione rivolto ai tanti visitatori di tutte le età, che ogni anno raggiungono la fortezza. Pulizia delle piscine, cura e alimentazione (prevalentemente a base di sardelle), dei pazienti sono attività quotidiane. I trattamenti vengono prescritti da veterinari e dopo marcatura, ecco il tradizionale cerimoniale della liberazione in mare in presenza di un pubblico sempre più numeroso, turisti in primis.

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