Il ruzzolone della «Puljanka» ora si svende

La FINA mette all’asta due immobili di proprietà dell’ex colosso commerciale. Difficile valutare l’interesse

C’erano un volta... l’Istra e la Puljanka

Erano l’orgoglio del commercio socialista degli anni Settanta e Ottanta, prima che la crisi economica e l’inflazione galoppante si portassero via ogni certezza e ogni fiducia in un sistema economico costruito a tavolino dopo la Seconda guerra mondiale. Sono sopravvissuti alla riconversione, alla privatizzazione, agli attacchi del neoliberismo, ma non sono sopravvissuti alla concorrenza delle catene commerciali tedesche e quelle nazionali di nuovo conio. Da una crisi all’altra, il crollo definitivo. Che ne sarà degli immobili un tempo ghiotti locali commerciali ed oggi avanzi degli avanzi di una società morta e sepolta da un pezzo? Ebbene tutto è in (s)vendita. I procedimenti fallimentari sono giunti al capolinea della liquidazione totale dei beni, la quale sta per compiersi con un’asta in rete per arrivare al migliore offerente. O anche all’unico, visto che si può benissimo concepire una situazione di disinteresse e non di ressa, per cui le offerte potrebbero rivelarsi poche e discrete.

L’Istria Real Estate compra ma non mette a frutto

Nel patrimonio della fallita “Puljanka” in liquidazione c’è anche il complesso industriale del macello in via Albona (oggi la zona commerciale di Siana), utilizzato da altre imprese ugualmente fallite e oggi di fatto occupato da un grossista di bevande. L’agenzia finanziaria FINA, che gestisce il procedimento di liquidazione, ha messo in vendita parte degli immobili (parte, perché il complesso ha altri comproprietari). Poi ci sarebbe da vendere anche l’edificio direzionale in via Antico. Tra i due, il complesso industriale e l’edificio in centro città, è difficile dire quale abbia più (o meno) speranze di trovare un compratore. Il primo andrà all’asta il 19 settembre (fino alla fine del mese) e l’altro il 30 settembre (fino al 13 ottobre). Il prezzo iniziale stabilito per la vendita all’incanto è pari al 75 per cento del valore commerciale delle quote proprietarie della Puljanka (di fatto, 2,4 milioni su 3,3 per gli immobili di via Antico e 6 milioni su 8 per i fabbricati di via Albona). Le offerte degli acquirenti saliranno a rilanci di 10.000 kune per il primo e 20.000 per il secondo dei due immobili. Sempre che si trovi chi abbia soldi e la volontà per contenderseli.

In vendita pure una parte dell’immobile di via Albona

Ma la lista dei beni da mettere a frutto è lunga, anzi, lunghissima. C’è il pianterreno dell’emporio in via Capodistria, poi l’ex discount nella fortezza di Monteparadiso (angolo via Voltić e via Rizzi), quindi le varie rivendite della periferia suburbana (Vincural, Pomer, Promontore, Montegrande) e chi più ne ha più ne metta. In tutto 12 immobili del valore stimato a 40 e passa milioni di kune, stando al Tribunale commerciale di Pisino e una sentenza del giudice Damir Rabar, che ha stilato la lista dei beni destinati alla liquidazione in presenza dei creditori. Tra questi ultimi spiccano la Repubblica di Croazia, alcuni istituti di credito (PBZ, Erste), e un fondo d’investimenti immobiliari (Istria Real Estate) con sede in Lussemburgo. Questo stesso fondo sta guadagnando terreno sul mercato immobiliare locale con acquisti a catena che ancora non hanno sortito alcun effetto tangibile, nel senso che gli immobili rilevati non sono mai stati messi a frutto (anzi, sono la causa di un degrado urbano che comincia a pesare sul serio). L’Istria Real Estate si è già messo in tasca parte dell’emporio di Veruda (che ora funge da casinò) e una parte dell’emporio Pula, in piazza della Repubblica.

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