Parola chiave: trasformazione

L’SMSI Dante Alighieri ha celebrato la Giornata internazionale dell’alfabetizzazione trattando il tema dell’insegnamento durante e dopo la pandemia da coronavirus e gli effetti collaterali. Secondo alcune stime 24 milioni di giovani non potrebbero tornare all’istruzione formale

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Parola chiave: trasformazione
L’intervento di Elda Pliško Horvat durante la Giornata dell’alfabetizzazione. Foto: ARLETTA FONIO GRUBIŠA

Ogni anno, puntualmente, in concomitanza con l’8 settembre, Giornata internazionale dell’alfabetizzazione, la Scuola Media Superiore Italiana “Dante Alighieri”, rispetta l’anniversario e celebra l’importanza della scrittura e della lettura. Stavolta, però, la riflessione collettiva con la scolaresca ha assunto un’accezione diversa incentrata anche sulla realtà culturale e dell’istruzione Covid e post Covid. Dedicato alla promozione dell’alfabetizzazione, quale uno dei diritti fondamentali di ogni individuo e alla lettura quale competenza basilare per qualsivoglia processo d’apprendimento, il programma dallo spiccato pregio didattico-professionale, ha visto la prof.ssa Elda Pliško Horvat, ossia la bibliotecaria scolastica quale organizzatrice e relatrice protagonista assieme ai ragazzi.

“Oggi vogliamo ragionare assieme – così la prof. – sul significato della Giornata e sullo slogan di quest’anno “Transforming literacy learning spaces”, la cui parola chiave ‘trasformazione’ ci introduce nel contesto globale determinato da pandemia, guerre, migrazioni, cambiamenti climatici, incendi, inondazioni, siccità… mentre i progressi globali sul piano letterario sembrano meno visibili”.

Arricchire gli spazi d’apprendimento
Che cosa potrebbe avere imposto il Covid al mondo all’indomani della pandemia? Da quanto sentito in merito alle prime stime, quasi 24 milioni di giovani del mondo potrebbero non tornare mai più all’istruzione formale, di cui 11 milioni potrebbero essere ragazze e giovani donne. Per garantire che nessuno resti indietro, si rende necessario arricchire e trasformare gli spazi d’apprendimento esistenti attraverso un approccio integrato e consentire l’alfabetizzazione nella prospettiva di un apprendimento permanente.
E come ha inciso il Covid sulla passione per la lettura alla Dante? La statistica è presto fornita. Nel 2021/2022, la biblioteca scolastica ha dato in prestito 589 volumi. Nel precedente anno Covid 699, ma prima dell’epidemia i prestiti erano 809, a comprova che la voglia di leggere è diventata più contenuta e che si rende necessaria una ripresa, una rinascita del desiderio di conoscenza e di emozioni che la lettura regala. Comunque, la Dante non ha mancato di premiare con un’opera letteraria in omaggio, gli allievi lettori per eccellenza che l’anno passato hanno prestato il maggior numero di volumi. Primo posto conquistato da Sara Grubissa (ora allieva della IIa) con 21 libri letti; secondo da Nina Sirotić (IIa), con 20 e Debora Aničić (Iva) con 19. “La solitudine dei numeri primi”, romanzo di formazione di Paolo Giordano, è stato il testo più gettonato dalla scolaresca. La bibliotecaria Elda Pliško ha poi fornito agli allievi una lista quanto mai utile sulle letture consigliate di noti autori italiani e anche stranieri di cui la biblioteca scolastica è ben fornita.

Finale con un quiz
Assolta una presentazione di slide dedicate alla cultura del leggere (alla vecchia maniera con un buon libro in mano,) contrapposta alla cultura dell’immagine, invadente e momentanea, ecco, invece un finale con un divertente quiz digitale improntato sulle meraviglie della lettura. I cellulari usati a mo’ di pulsanti sono serviti per dare prova di sapere rispondendo a domande esigenti che sarebbeo state da sfida anche per gli stessi docenti.

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