Liste d’attesa: 447 giorni per la Dermatologia

All’Ospedale di Pola aspettano la prima visita specialistica 11.749 persone, quella di controllo altre 18.352, la terapia 1.137 e in coda per la diagnostica troviamo altri 10.602 pazienti

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Liste d’attesa: 447 giorni per la Dermatologia
L’Ospedale generale di Pola: nelle liste d’attesa quasi 42mila pazienti. Foto: DARIA DEGHENGHI

È come avere un lancinante mal di testa e provarle tutte, ortodosse o meno, sperando che qualcosa faccia effetto. Anche la sanità sta male. Probabilmente è più di un mal di testa (che non va sottovalutato perché può essere anche pericoloso) e il ministro ha messo mano al blocchetto delle ricette e delle impegnative e ci sembra che davvero le stia tentando tutte. La prima diagnosi potrebbe essere anemia pecuniaria. I debiti degli ospedali nei confronti dei grossisti dei medicinali sono da capogiro. Ogniqualvolta minacciano (i grossisti) di sospendere le forniture, il ministro delle Finanze, spalle al muro, deve grattare il fondo per racimolare qualcosa. Ma non è manovra ripetitiva sine die, perché gratta gratta, ‘sta pentola si buca. Va male anche per le liste d’attesa. Chilometriche. Che cosa sarà mai stata la pazienza di Penelope al confronto! Sarà che soffriamo tutti di qualcosa. Forse sottovalutiamo i sintomi e poi, una volta dal medico ci sentiamo dire “ma cos’ha aspettato?”, oppure la condizione peggiora finché arriviamo per fila. Valli a capire i meccanismi.

A ogni medico la sua norma
Il ministro della Sanità, Vili Beroš ne ha inventate due per correre ai ripari. Intanto vorrebbe istituire un check up obbligatorio per tutta la popolazione adulta. Una volta all’anno tutti dal medico, a fare il tagliando come si fa per la macchina. Chi snobbasse la visita, si vedrebbe aumentare la polizza dell’assicurazione sanitaria aggiuntiva. A patto di avercela. Questo check up aiuterebbe a individuare per tempo eventuali malattie e quindi si potrebbe agire quasi in anticipo, primo che la faccenda diventi troppo seria e costosa in termini di cure e assenze dal lavoro. Naturalmente, sarebbe la medicina generica a dover affrontare la prima ondata e, all’occorrenza indirizzare verso visite specialistiche. E qui tocchiamo il tasto dolente delle liste d’attesa, infiniti rotoli difficili da smaltire già così, figuriamoci con nuovi arrivi. La terapia c’è. Propone il ministro che i medici impiegati negli ospedali pubblici e che non assolvono la norma stabilita mentre nel loro reparto le liste d’attesa vanno oltre la media, non possano più lavorare anche privatamente. Quindi, con una maggiore presenza o con l’intenzione di snellire le attese, il numero di pazienti trattati scenderebbe e non ci sarebbe più quell’antipatico annodarsi di settori pubblico e privato. Funzionerà? O, meglio, potrebbe funzionare? Sembra che se ne occuperà un gruppo di lavoro che dovrà valutare tutti gli aspetti della manovra. Inclusa l’attesa media per ogni prestazione, visita o intervento che sia. Tradotto ai minimi termini, ogni medico avrebbe la sua norma. Insomma, sarebbe lavoro a cottimo.

Regione, numeri importanti
Qual è l’entità di queste famigerate liste d’attesa? Diciamo che a livello nazionale ben 865.080 persone sono in attesa di un qualcosa nel settore sanitario (prima visita specialistica, visita di controllo, intervento). Più del 22 p.c. della popolazione totale.
Come va in Regione? Anche in questo caso le cifre sono importanti. Le liste d’attesa contano, a vario titolo (prima visita, visita di controllo, terapia, diagnostica) ben 41.840 pazienti. Aspettano la prima visita specialistica 11.749 persone, quella di controllo altre 18.352, la terapia 1.137 persone e in coda per la diagnostica troviamo altri 10.602 pazienti. Quanto si aspetta? Per la prima visita in media 212 giorni, per quella di controllo 196, per la terapia 180 e per la diagnostica 207.

Oftalmologia, 1.821 in fila
Abbiamo spulciato tra i numeri relativi la prima visita medica specialistica. Si aspetta mediamente di più per la visita dermatologica: 477 giorni. Un anno e poco meno di 4 mesi. Quanta pazienza per i 1.128 in fila. L’esercito più numeroso è però quello alle porte dell’Oftalmologia: 1.821 persone. A seguire quelli che necessitano di una visita fisiatrica e che sono 1.568. Dall’oftalmologo si arriva per file entro una media di 297 giorni, dal fisiatra 214. Anche per i giovanissimi è dura: aspettano la prima visita oftalmologica 131 bambini, che dovranno lasciare passare in media 270 giorni prima di risolvere la questione. All’ambulatorio per il glaucoma sono in fila 131 persone e la media d’attesa è di 288 giorni. Tante anche le persone con problemi gastroenterologici, 567. Nel caso la media d’attesa è di 253 giorni. Guai ad avere problemi di ordine cardiologico: in 263 giorni, quanto si dove attendere, può succedere di tutto. Per questa specialità medica sono in attesa 486 persone. E si potrebbe proseguire di specialità in specialità, di numero in numero, ma probabilmente si creerebbe un ingorgo. La situazione è chiara già così: tante persone in lista d’attesa, infinite le liste. Va da sé che queste non sono le emergenze. Il problema è grande. Ha pesato su tutto anche la pandemia. Ma bisogna stare bene attenti a non farne un alibi per tutto. Le liste d’attesa erano considerevoli anche prima. Adesso è successo che per affrontare l’emergenza Covid parecchi reparti e ambulatori specialistici siano stati rivoluzionati e il personale convogliato nel Reparto Covid, appunto; questo ha rallentato se non fermato lo smaltimento delle liste, diciamo, ordinarie. E molto probabilmente, presi con il SARS-CoV-2 molte persone avranno trascurato altri aspetti della salute. Già da un po’ gli esperti dicono che dovremo fare i conti con la crescita esponenziale di altre diagnosi. Arginare la marea sarà difficile.

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