Sanja Radolović: oggi Pola è una città abbandonata

La metà dei suoi abitanti sogna facciate rinnovate, una sistemazione nella Casa dell'anziano; gli imprenditori vorrebbero una zona imprenditoriale e costi diciamo comunali più bassi, i giovani sognano un posto di lavoro

Sanja Radolović spera di diventare sindaco di Pola.

Anche l’SDP ha ormai formalizzato la partecipazione alle Amministrative, sia con la lista che guarda ai mandati in Consiglio cittadino polese, sia con un candidato proprio all’incarico di sindaco di Pola. Il partito manda avanti, guardando all’ufficio al piano nobile di Palazzo municipale, Sanja Radolović, presenza nota e impegnata nella vita sociale e cittadina. Ecco che cosa ci ha detto.

 

Deputato al Sabor, professore universitario, presidente dell’organizzazione polese dell’SDP… Con tutti questi impegni, perché la candidatura a sindaco di Pola?
Me lo chiedono tutti. In quanto presidente dell’organizzazione polese dell’SDP, il più grande partito d’opposizione a Pola, ma anche in quanto presidente del più grande blocco d’opposizione in Consiglio cittadino polese nei quattro anni trascorsi, ho ritenuto essere mia responsabilità assumere l’onere della candidatura per l’incarico di sindaco. Devo dire, però, che questo non è stato certamente il motivo primario che mi ha portato a farlo. È esatto, sono parlamentare, sono impegnata anche all’Università polese ed è un lavoro che mi appaga e che mi vede quotidianamente occupata nell’implementazione di progetti finanziati dai fondi UE, mi occupo di ricerca scientifica e insegnamento… davvero, tutti quelli che mi conoscono mi hanno chiesto: “Stai bene così: a che cosa ti serve anche questa candidatura?”. A tutti ho risposto la stessa cosa: che non posso stare più a guardare come Pola regredisce di giorno in giorno. In termini estetici, visivi, la città dà l’impressione di essere appena uscita dalla guerra; in senso socio-economico un numero crescente di persone finisce all’Ufficio di collocamento, i giovani se ne vanno, ogni secondo vano d’affari è chiuso e vuoto, proprio come il centro cittadino, che alla fine dell’orario di lavoro, alle 16 diventa spettrale.

Assitenza ad anziani e ammalati
Che cosa rappresenta Pola per lei?
Oggi Pola è una città abbandonata, la metà dei suoi abitanti sogna facciate rinnovate, una sistemazione nella Casa dell’anziano; gli imprenditori vorrebbero una zona imprenditoriale e costi diciamo comunali più bassi, i giovani sognano un posto di lavoro e una casa. Al contempo, Pola è la città nella quale sono cresciuta e so che può dare di più e meglio, migliori condizioni di vita, lavoro, educazione e istruzione ai giovani, assistenza agli anziani e ammalati.

Nella sua ottica, quali sono i punti di forza della Città e in che cosa è fragile?
Pola è una città irrealizzata e al contempo è la città con il maggiore potenziale sull’Adriatico. Paradossalmente, è una delle rare città adriatiche a non avere una Riva bene organizzata e sistemata e che sia “sua” nell’accezione più stretta del termine. Un valore comparativo di Pola è certamente nel suo patrimonio storico-culturale, lascito del passato e del quale ci curiamo poco e male. Se oggi siamo al punto in cui ci troviamo è perché non abbiamo sfruttato questi vantaggi comparativi “naturali”. Il “dove siamo” attuale è quello di una città senza industria, perché è fallita, di una città che vive turisticamente di visite giornaliere di villeggianti che risiedono altrove in penisola e che puntano verso Pola per, appunto, la visita di un giorno alle bellezze culturali.

Offro progetti realizzabili
E lei che cosa offre alla città del domani più immediato?
Per quanto concerne la gestione di Pola offro progetti realizzabili, che indirizzeranno Pola sul percorso della crescita socio-economica e dell’impiego stabile, a differenza di quanto è stato finora – una città fatiscente e promesse megalomani irrealizzate. Le mie priorità sono l’edilizia abitativa agevolata per i giovani, una città che non ha senzatetto e che offre un’adeguata assistenza per gli anziani. Per quanto riguarda lo sviluppo dell’istruzione, ho in piano la costruzione della scuola in Grega, di un asilo in località S. Policarpo-Siplatz e l’ampliamento della scuola di Castagner, unitamente a maggiori sovvenzioni per gli asili. Sarà mia premura incentivare l’imprenditoria e il settore economico attraverso tagli alla sovraimposta, agli indennizzi comunali e costi affini, la diminuzione dei costi d’affitto, la concessione di sostegni a capitale perduto e la costruzione di una zona imprenditoriale. Questo in campo economico. Per quanto riguarda l’infrastruttura, ho in primo piano la messa a punto della stessa nei rioni periferici: Stignano, Bussoler, Valdibecco, Montegrande e Scattari, che devono essere parte della città anche in quanto a investimenti e non solamente in riferimento alla segnaletica che indica che si tratta di comprensorio cittadino. Quando diventerò sindaco, i polesani vedranno finalmente realizzata la messa a punto della Riva, il rifacimento delle facciate e dello storico stabilimento balneare di Stoia. E sarà ricostruzione anche di via della 43.esima Divisione istriana, che ogni giorno assorbe grandi flussi di traffico.

Un’inversione di tendenza
Sette candidati per una poltrona, di cui quattro donne. Come si spiega il grande interesse in generale e anche la considerevole presenza femminile in questa corsa?
Devo dire che mi fa piacere vedere che molte donne si siano decise a candidarsi al posto di sindaco. Credo sia la prova che forse le tendenze in politica si stiano un po’ invertendo, cambiando, considerato che di solito nel settore le donne siano relativamente scarsamente presenti. Devo fare un distinguo e sottolineare che il Partito socialdemocratico è stato il primo a prevedere nello Statuto la regola del 40 p.c. della presenza femminile sulle liste. Concretamente, nella lista dell’SDP che ho proposto per il Consiglio cittadino, su 21 candidati 10 sono donne. Io m’impegno per elevare il livello di parità di genere in tutti i segmenti del vivere civile, inclusi l’istruzione, l’impiego, un uguale trattamento finanzario per le medesime mansioni, nella vita privata e familiare. Livelli che purtroppo non sono ancora stati raggiunti. Bilanci sensibili alla parità di genere sono l’unica soluzione, in quanto l’orientamento per la democrazia paritetica, cui aspiriamo, è maggiormente visibile nella distribuzione dei soldi pubblici. Questo implica il finanziamento dei progetti della cosiddetta struttura sociale (asili, nido e sim.) che garantiscono a tutti, e specialmente alle donne, l’inclusione nella vita pubblica, sociale e politica. Il Bilancio cittadino, con me ai vertici municipali, terrà conto di questi aspetti, specialmente del fatto che la giornata lavorativa di un numero crescente di genitori non termina alle ore 16, per quanto vorrebbero che così fosse. Quindi, quando assumerò le redini di Pola, il Bilancio cittadino sarà comprensivo del finanziamento di programmi particolari indirizzati ai bambini nelle ore pomeridiane.

Si andrà al ballottaggio
Chi ritiene essere il suo avversario più diretto?
Le elezioni a Pola, a mio modo di vedere, saranno imprevedibili come mai finora. Quello che è certo è che si andrà al ballottaggio. Io però non mi sono concentrata sugli avversari o concorrenti politici, se vuole, bensì sul programma e i progetti che offro agli elettori. Molte persone mi si rivolgono ogni giorno dicendosi piacevolmente sorpresi per la propositività e positività della campagna elettorale basata su programmi concreti. Continuerò su questa strada.

Quali le prime mosse, nell’evenienza di salire a Palazzo municipale?
Una delle priorità è l’ampliamento della Casa dell’anziano, perché il problema della sistemazione in struttura ha ormai superato ogni possibile limite di una società civile e civilizzata. È improponibile e impensabile che servano oltre dieci anni di attesa per ottenere un posto. Eppoi certamente la costruzione di una zona industriale, che Pola aspetta da un decennio. Ecco, queste le prime mosse da sindaco.

Un momento di verifica
Quando si scende in campo lo si fa guardando al risultato. Che cosa si aspetta sul piano personale e della lista? Guarda a eventuali coalizioni e con chi?
Personalmente mi aspetto di vincere nella corsa per il posto di sindaco e per la lista mi aspetto un considerevole numero di mandati conquistati. In queste Amministrative, l’SDP a Pola corre da solo. La decisione è stata presa all’unanimità dal Comitato cittadino e dalla Presidenza e quindi per noi sarà anche un momento di verifica. Per quanto riguarda collaborazioni post voto, le dirò apertamente e molto concretamente: non è accettabile la collaborazione con l’attuale potere cittadino. Guardi, non è una questione personale; già da anni respingono qualsivoglia nostra proposta di finanziamento dal Bilancio, in campo infrastrutturale, prescolare, scolare e altro. Salvo ora promuovere le nostre idee in campagna elettorale, spacciandole per loro.

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