Indennità ferie. Operai in attesa

Dusko Marusic/PIXSELL
Il cantiere navale "Uljanik"

I vertici delle tre sigle sindacali che rappresentano la quasi totalità dei lavoratori dell’Uljanik, lunedì, hanno incontrato il management del cantiere polese per avere un altro, l’ennesimo, chiarimento sul futuro dello stabilimento navalmeccanico.

In particolare per quanto riguarda il piano di ristrutturazione aziendale, che entro il termine di questa settimana dovrebbe essere inviato a Bruxelles e sottoposto all’attenzione della Commissione europea. O almeno questo è quanto la dirigenza dell’Uljanik avrebbe dichiarato dinanzi ai sindacalisti e ai rappresentanti dei lavoratori di tutte le controllate del Gruppo.
Nel corso dell’incontro, il managemant del cantiere ha informato i sindacati circa le priorità – stabilite di concerto con il governo – a breve termine dell’Uljanik, tra le cui intenzioni figurano l’ultimazione e l’immediata consegna della piattaforma “Apollo” al committente e il versamento degli stipendi così come previsto dal Contratto collettivo di lavoro. L’acquisto dei materiali senza i quali non sarebbe possibile ultimare la nave autosollevante Apollo e il versamento dei salari per il mese di giugno non permetteranno, però, all’Uljanik di versare, entro breve, ai propri dipendenti l’indennità ferie. A riferirlo sono i sindacalisti, ai quali la scorsa settimana la Direzione del cantiere avrebbe chiesto di posticipare il versamento a data da destinarsi. Una richiesta giustificata dal fatto che l’Uljanik – indebitato nei confronti di numerosi fornitori, alcuni dei quali in grosse difficoltà – non potrebbe permettersi ora un esborso di sette milioni di kune circa.

«Parlate con Bruxelles»

​La proposta dei vertici dello stabilimento navalmeccanico è stata commentata da Đino ​Šverko, del Sindacato dei metalmeccanici, il quale ha ricordato che le sigle sindacali rappresentano i lavoratori del cantiere e non i fornitori o le aziende dell’indotto, che dovrebbero essere un problema della Dirigenza. Detto questo, il sindacalista sostiene che l’Uljanik è messo decisamente male se sette milioni rappresentano un problema. “I dipendenti del cantiere contano molto sull’indennità ferie.
Per questo non siamo favorevoli a uno slittamento dei versamenti” continua ​Šverko, invitando i vertici del cantiere e il governo a consegnare quanto prima a Bruxelles il piano di ristrutturazione.
“Il tempo sta per scadere e lo stabilimento navalmeccanico rischia il fallimento” commenta il sindacalista, che tornato a parlare della richiesta della Direzione di posticipare il versamento degli indennizzi ferie dichiara che, se tutti saranno d’accordo, il Sindacato dei metalmeccanici non opporrà resistenza. L’argomento indennizzi è stato commentato anche da Boris Cerovac, dello “Jadranski sindikat” (Sindacato dell’Adriatico) e da Rajko Kutlača, del Sindacato dell’Istria, del Quarnero e della Dalmazia. Entrambi, seppure non entusiasti della proposta dei vertici del Gruppo Uljanik, condividono il pensiero di Šverko. “L’Uljanik sta attraversando un periodo difficile, che speriamo e ci auguriamo possa terminare presto e in modo positivo. Per quanto riguarda gli indennizzi, se dobbiamo aspettare siamo pronti a farlo” concludono i rappresentanti delle due sigle sindacali.

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