I «grandi» hanno dato l’addio al Rin Tin Tin

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I «grandi» hanno dato l’addio al Rin Tin Tin
I “grandi” del Rin Tin Tin sul palco

Sono cresciuti dentro quest’istituzione. Qui hanno appreso le prime abilità, nuove canzoncine e filastrocche. Qui sono diventati più autonomi e indipendenti. Hanno pianto e riso, condiviso insieme tante emozioni, tra coetanei e con le loro educatrici, ma adesso è giunta l’ora di salutare il mondo prescolare: dall’asilo italiano Rin Tin Tin si va a scuola, scegliendo come traguardo di preferenza la “Giuseppina Martinuzzi”. Ben 58 bimbi si sono accomiatati da quella che per loro è stata una seconda casa e lo hanno fatto in allegria, come consolidata tradizione alla Comunità degli Italiani di Pola l’altra sera al cospetto del numeroso pubblico di mamme, papà, nonni e amici. Sul palcoscenico sono sfilati con vivacità i prescolari del Pinguino con il moderno Taki Taki, coreografia inventata dagli stessi ragazzini, i piccoli del Calimero già esperti di geometria con la filastrocca delle forme, il Titti e Mondo bimbo assieme con il Rock della Kappa, giocato sull’alfabeto e sulle sue lettere più “anomale”, i Delfini per una scatenata Katchi challenge dance. Gran finale con l’Inno del Rin Tin Tin, scritto e parolato da Bruno Krajcar e Anna Čuić Tanković. Poi tutti a casa a mani piene: oltre al “Diploma d’asilo“, la valigetta dei ricordi e il primo vocabolario d’Italiano spesati dall’UI-UPT.

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