Un raduno nello spirito di una rinnovata amicizia

Nello spirito di una rinnovata amicizia, uniti in un amarcord collettivo, nel presente di una riacquistata serenità che tende sempre più a vincere un’eredità di conflitti che aveva separato la nostra gente, esule e rimasta, così, nella piena consapevolezza che l’italianità è inseparabile, si sta svolgendo il 63.esimo Incontro culturale degli esuli da Pola. L’altra sera ha conosciuto un momento significativo alla Comunità degli Italiani di Pola per la presentazione del libro improntato sulla celeberrima polesana “Alida Valli” dell’autore Alessandro Cuk (presente tra gli altri anche il presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana, Marin Corva) e che ancora la sera precedente si è proposto all’insegna di un emblematico incontro serale all’allbergo Brioni a Verudella, nobilitato dal cerimoniale di consegna della benemerenza in memoria di Leonardo Bellaspiga alla nota giornalista italiana dell’”Avvenire”, Lucia Bellaspiga, sua figlia. Provando forte il desiderio che spinge alla conservazione delle comuni radici culturali e civili, la voglia di compattamento e di aggregazione si è manifestata chiara con la partecipazione del console onorario nonché presidente del Consiglio cittadino,Tiziano Sošić al momento conviviale. Presenti in sala anche il vicepresidente del Sabor e deputato CNI, Furio Radin e il presidente dell’Unione Italiana Maurizio Tremul.

Rinsaldare la conoscenza

Prima di tutto i saluti del presidente dell’Associazione Italiani di Pola e Istria – Libero Comune di Pola in esilio, ing.Tito Sidari: ”Dall’anno scorso, abbiamo modificato il nome della nostra associazione per dimostrare, anche nella denominazione, che siamo sempre più disponibili nei confronti degli attuali abitanti della nostra amata città e delle nostre amate Terre d’Istria e anche di Fiume e della Dalmazia. Ma siamo esuli e si tratta di una caratteristica indelebile, anche se torniamo nella nostra piccola Patria liberamente e accolti spesso fraternamente. Ogni nostra attività è volta qui a Pola, a rinsaldare la conoscenza con chi ha la fortuna di viverci e a organizzare iniziative comuni in campo culturale, per valorizzare quanto della cultura italiana è tuttora vivo e necessita di essere diffuso e ben conosciuto”. Gli ha fatto eco l’on Radin: “Ho voluto fortemente essere presente questa sera perché sento con la mente e soprattutto con il cuore la particolarità di un momento quando dobbiamo stare tutti assieme”. Un tanto dicendo che “quest’anno abbiamo sperimentato situazioni per via delle quali siamo stati costretti a difenderci da accuse pienamente campate in aria”, quindi, ragionando di concetti di patrie regionali e nazionali, di sentite verità che riguardano la pagina più tormentata della storia di Pola: l’esodo e le sue famiglie frantumate, la storia di “coloro che sono andati via da Pola per non avere avuto la forza di rimanere” e l’altra storia di “coloro che sono rimasti a Pola per non avere avuto la forza di andare via”. Tutti, però – rimasti ed emigrati nel mondo – restano accomunati dal sentimento di avere l’Italia nel cuore. “Ditelo ai vostri amici della Farnesina che siamo tutti esuli perché ci hanno separato dalla nostra città e dalla nostra patria regionale”. Da Furio Radin persino l’invito a venirlo trovare al Parlamento croato.

Leonardo Bellaspiga, istriano d’azione

Sottoscrivendo ogni parola poi, Maurizio Tremul ha espresso il proprio compiacimento di trovarsi qui. Ha parlato dell’importanza di investire in queste relazioni e in comuni percorsi di avvicinamento e di sconfitta delle animosità. “State facendo un lavoro straordinario” ha detto, rivolto agli amici esuli. A seguire i saluti di Davide Giugno in rappresentanza della CI di Pola, della preside della SMSI “Dante Alighieri” di Pola, Debora Radolović (applaudita per il suo intervento dialettale), di Umberto Cecchinato, docente della Ca’ Foscari per annunciare il progetto di pubblicazione di un’edizione critica degli statuti medievali di Pola. E, infine, il momento clou dedicato a Lucia Bellaspiga, nello specifico al papà Leonardo, da lei definito “marchigiano, istriano d’azione, nato ad Osimo (!), assolutamente innamorato dell’Istria e della Dalmazia”. È anima veneta quella che traspira dalle sue opere, lo spirito di quella Serenissima che come detto dalla giornalista, ospite straordinaria, ha rappresentato un embrione degli stati uniti d’Europa, per il suo grande cosmopolitismo e rispetto delle diversità linguistico-culturali. Il riconoscimento Istria Terra amata è stato attribuito “per avere onorato l’Istria con la sua arte, illustrando territori e monumenti delle sponde orientali del Mare Adriatico tramite opere a china di sorprendente bellezza”. Momenti belli di serata anche quelli della proiezione del documentario sull’artista (a firma di Viviana Facchinetti), dell’intervento di Lino Vivoda con tanto di compiacimento per il Concorso mailing Histria che tramite la sua presidente Maria Rita Cosliani, tramanda l’uso della lingua italiana tra i giovani. Bello anche apprendere dietro alle quinte assieme a Bruna Rodriguez Canevari, l’emozione che ha contrassegnato la visita cimiteriale alle “tombe mute” dei defunti polesani, poi assieme a Livio Dorigo e altri della passeggiata per Città, ricordando nel corso le botteghette di Benussi (dirimpettaia di quella dell’ebreo), di maschere Mares, la gioielleria Giusti, la Pola che non c’è più… Ieri mattina la messa officiata da Don Desiderio Staver, al Duomo con la partecipazione della Lino Mariani.

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