Cani e gatti: chi in strada, chi in cortile

Un semi-randagio accovacciato sul cofano ancora caldo per scardarsi le ossa...

Storie di cani, gatti e… ceti sociali. Entrambe le specie, quella canina e quella felina, non possono più fare a meno dell’uomo. Va bene, il gatto in strada se la cava un po’ meglio del cane, ma è difficile che campi soltanto di caccia ed è piuttosto ricorrente che s’affidi all’umano compagno per ricavarci perlomeno un pasto quotidiano e un po’ di calduccio nei giorni più freddi dell’anno. Tuttavia le posizioni patrimoniali degli animali da compagnia riflettono perfettamente quelle umane e allora troviamo nello stesso quartiere urbano immagini così diverse come queste di giornata che proponiamo all’attenzione del lettore interessato alla tutela degli animali.

… e due rampolli di buona famiglia col cappottino alla moda

​Nella prima un micio che per scaldarsi le zampe intirizzite deve ripiegare sui cofani ancora caldi delle automobili appena parcheggiate davanti alle rispettive abitazioni. E nell’altra una coppia di cagnolini di razza vestiti e incappucciati all’ultima moda canina secondo l’usanza del momento. Fanno anche finta di fare la guardia questi due nanerottoli con pedigree che con il loro abbaiare non convincono nessuno. Ma chi credono di mettere in guardia? La casa è ben protetta da un recinto in muratura e un cancello di buona lega che serve a tenere al sicuro padroni e cani insieme. E così se la passano gli animali amici dell’uomo nel rione di Monvidal: chi male, chi bene e chi meglio. Una volta stabilite e protette dalle convenzioni, le differenze sociali sono dure ad estinguersi.

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