Stazioni radio base: una minaccia continua

L’iniziativa civica «Società abitato sano» insorge all’ennesimo tentativo degli operatori telefonici

La stazione radio base installata in via Stanković

È guerra dichiarata contro la (pre)potenza dei grandi operatori della telefonia mobile. Non basta tenersi ben assestata l’irremovibile stazione radio base (SRB) della VIPnet-A1; ora il rione di Castagner è costretto a impugnare armi di difesa contro l’attacco della Tele 2. E chi la dura la vince o quasi. Gli inquilini dell’edificio di via Risano, prescelto per la collocazione di una nuova alta struttura rooftop, prevedibilmente mascherata da camino, sono riusciti a impedire la sottoscrizione del contratto che darebbe autorizzazione a procedere. Avendo sentore dell’invasione in agguato da parte delle telecomunicazioni, alcuni cittadini non rassegnati all’imposizione e ai soprusi da parte di un settore che abusa della sua posizione di superiorità, sono riusciti a documentarsi in materia di norme e regole che definiscono le modalità di installazione degli impianti di telefonia e a fermarne l’impiego arbitrario. La prima battaglia è vinta. Passato pericolo?

 

 

I cittadini fanno quadrato
Per niente. L’impegno, messo in campo a scopo di lucro (obiettivo perenne), vede la Tele2 concentrata sulla ricerca della prossima “vittima”. Se in detto caso è andata buca, ecco che si passano al setaccio tutti i paraggi, perché l’intenzione è proprio quella di piantare antenna in questo quartiere, contando sulla buona disponibilità di qualche condominio meno battagliero e pignolo di quello precedente. A questo punto, contro l’imminente pericolo reagisce l’iniziativa civica “Società abitato sano”, un gruppo di cittadini che sta facendo quadrato in difesa dei diritti alla salute e alla tutela ambientale dall’inquinamento elettromagnetico. I medesimi hanno diffuso una campagna d’informazione per segnalare l’illegalità delle manovre dei teleoperatori e invitare i condomini a non sacrificare il proprio tetto per la collocazione di strutture dannose. L’ubicazione di una stazione radio base in zona non può essere a norma di legge, non solo perché densamente abitata, ma perché area d’insediamento di numerose istituzioni scolari e prescolari: le vicine scuole italiane, l’elementare Giuseppina Martinuzzi, con l’asilo Delfini, la Media-Superiore Dante Alighieri, l’ente prescolare Dječji vrtići, la Scuola di medicina e l’Università aperta. Convinti dell’inerzia di chi di dovere e troppe volte provati dalla politica del lasciar fare, il gruppo civico mette in guardia i cittadini invitandoli a impugnare argomenti di legge prima di sottoscrivere il consenso ad una concessione illecita, in quanto le anzidette istituzioni si trovano a meno di 400 metri di distanza in linea d’aria.

Che cosa dicono le norme?
Ecco quello che dicono le norme nero su bianco: l’articolo 119 del Piano d’assetto ambientale della Regione istriana, nonché l’articolo 117 del Piano regolatore della Città di Pola specificano che l’impianto di telefonia non va sistemato a meno di 400 metri di distanza di sicurezza da scuole, asili e ospedali. A tanto si aggiungono pure i dettami per la progettazione e la costruzione di strutture edilizie aggiuntive su edifici già esistenti, che non permettono interventi di questo tipo se il Piano d’assetto ambientale del territorio non lo consente. Un altro aspetto viene poi fatto presente, per voce di Feodora Gubaš Štifanić di “Abitato sano“. “Nessuno fermerà l’agire abusivo dei teleoperatori, perché all’amministrazione cittadina non verrà richiesto alcun permesso di usufrutto, che è obbligatorio. Gli addetti alle telecomunicazioni sanno bene che verrebbe respinto in partenza, proprio perché in collisione con le norme dei Piani ambientali. La prassi ha dimostrato, che la telefonia mobile può muoversi indisturbata, ottenendo la disponibilità dei tetti e la delibera del Ministero della Salute attestante che l’emissione delle onde elettromagnetiche rientra nei parametri concessi. Va a finire così, anche se l’emissione reale supera di gran lunga l’influsso elettromagnetico consentito nei Paesi europei”.

La storia insegna
La minaccia, dunque, va stroncata sul nascere perché l’antenna della telefonia mobile, una volta eretta non la toglie più nessuno. Non giovano nemmeno i ricorsi dei comproprietari di un edificio, inoltrati per tempo, prima del rinnovo del contratto d’affitto. Nel 2017, via Stanković aveva già guadagnato la stazione radio Vipnet oggi A1, a 75 metri dall’elementare Castagner, a 250 metri dall’elementare Tone Peruško, e a 180 metri dall’asilo Rožica. A nulla erano valse le proteste e l’ordine di rimozione dato dall’ispezione edile. Il Tribunale amministrativo di Fiume ha fermato la procedura per vizi di forma. Stando alla motivazione data, il permesso edile non risulta indispensabile per la collocazione dell’impianto e l’ispezione settoriale avrebbe dovuto formulare diversamente la propria delibera di rimozione.

Facebook Commenti