Pola. Le discariche bonificate l’anno scorso resistono

Dopo le opere di pulizia durante le quali erano stati rimossi 300 metri cubi di rifiuti, grazie alla videosorveglianza oggi non vi è traccia di nuove incursioni

Dopo la bonifica, transenne e telecamere trattengono i trasgressori

È una lotta senza quartiere quella che la società polese di nettezza urbana Herculanea conduce contro il dilagante fenomeno delle discariche abusive. Il problema non è nuovo, anzi, si può dire che vanti una lunga e poco edificante tradizione, ma dopo la chiusura della discarica pubblica di Castion e la sua bonifica (in corrispondenza con l’apertura del Centro di gestione dei rifiuti omonimo), la graduale proliferazione di piccole discariche abusive, con una distribuzione policentrica, tale da coprire la vastità del territorio suburbano, era diventata la regola piuttosto che l’eccezione.

 

Sorveglianza e pattugliamento
L’anno scorso le squadre addette alla rimozione, alla raccolta e al trasporto dei rifiuti urbani della società controllata dalla Città di Pola (con la partecipazione minoritaria degli altri enti locali dell’anello polese), si era distinta in un’operazione di bonifica a tappeto nel territorio che va da Monte Ghiro verso settentrione e precisamente: Vallelunga, ex Idroscalo, Stignano e zone intermedie. Sono stati rimossi in tutto 300 metri cubi di vario scarto, in buona parte rifiuti solidi ingombranti e materiale da risulta, ma anche scarti vegetali di scarso impatto sull’ecosistema. Ad ogni modo le attività di sorveglianza e pattugliamento sono state intensificate, e i siti potenzialmente adatti a trasformarsi in discariche abusive sono stati messi in sicurezza, protetti da transenne e altre barriere fisiche in grado di fermare il transito ai furgoni. Ma non basta. Ora è in funzione un sistema di telecamere che vigilano sulla circolazione di uomini e mezzi sospetti e sono in grado di documentare le trasgressioni e allertare le pattuglie equipaggiate per un intervento sul posto. Il risultato: le discariche bonificate sono ancora intatte e non vi è traccia di nuove incursioni. Sempre che i responsabili non abbiano nel frattempo scovato altre zone adatte al caso. Si spera di no.

Stignano, area costiera: vietato l’accesso ai furgoni che scaricano rifiuti

Le misure funzionano
​Ma ecco che cosa dichiara in merito Tiziano Sošić, presidente del Consiglio municipale: “È un grande il piacere tornare a constatare che i siti bonificati sono rimasti intatti a distanza di mesi. Questo significa che le misure per contenere l’abusivismo hanno sortito l’effetto desiderato. Voglio ringraziare i cittadini per il nostro sforzo comune a favore dell’ambiente: abbiamo gettato le fondamenta ed ora non rimane altro che impegnarsi a mantenere il livello di conservazione dell’ambiente allo stato attuale. È​ un dato di fatto accertato che la stragrande maggioranza dei nostri concittadini tratta la natura con rispetto e che gli eccessi vanno attribuiti ad una minoranza irresponsabile, uno sparuto numero di individui che vanno fermati con tutti i meccanismi legali che abbiamo a nostra disposizione, qui incluse le riprese captate dal sistema di videosorveglianza”.

Spese 150mila kune
Questo naturalmente perché prevenire è meglio che curare. “Per ripulire le pinete della periferia dai rifiuti, l’anno scorso erano state spese 150.000 kune, ed è chiaro che si tratta di soldi pubblici che sarebbero tornati utili per mille altre finalità piuttosto che per questa”, rileva il presidente Sošić. La più estesa delle discariche abusive bonificate era quella circoscritta al sito di Vallelunga, dove sono stati rimossi ben 100 metri cubi di rifiuti solidi, altri 100 metri cubi di materiale da risulta proveniente da demolizioni e ristrutturazioni edili e altri 20 metri cubi di comune spazzatura domestica. All’impegno dell’azienda municipale si sono uniti altri enti del territorio come la Pro loco, la Società di cultura tecnica e la Croce rossa, che insieme partecipano alla rimozione dei rifiuti dalla fascia costiera e dai fondali. Questa volta si è trattato dell’insenatura Zonchi, sempre nel braccio settentrionale del porto.

All’ex Idroscalo ora regna l’ordine

Una priorità della Città
In riferimento al nodo dei rifiuti si è fatta udire anche Elena Puh Belci, vicesindaco di Pola: “Era nostra intenzione ripulire, bonificare e mettere in sicurezza tutti i siti delle discariche abusive per proteggerle dall’escalation del fenomeno, cosa che siamo riusciti a fare. La lotta alla devastazione dell’ambiente rimane una priorità assoluta della Città di Pola anche nel prossimo futuro: sono convinta che con un’azione comune, cosciente e coordinata, dimostreremo di avere a cuore la pulizia dell’ambiente, cosa che è possibile realizzare solo in cooperazione e in sinergia con tutti i cittadini coinvolti nel processo”, ha concluso Elena Puh Belci.

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