Bar e ristoranti, segnali di ripresa

Misure antiepidemiche allentate e arrivo dei primi ospiti. Abbiamo parlato con i gestori dei locali di ristoro i quali finalmente possono tirare un sospiro di sollievo. Inoltre, tutti si sono detti fiduciosi per l’alta stagione

Finalmente ci si può sedere al ristorante e mangiare, magari in compagnia. Come ai vecchi tempi

Se il buongiorno si vede dal mattino, allora la prossima stagione turistica a Pola dovrebbe essere di gran lunga migliore di quella passata, caratterizzata da un limitato numero di ospiti a causa dell’emergenza coronavirus. Almeno questa è l’impressione dei gestori e dei camerieri in diversi locali di ristoro e bar cittadini, che al momento, seppur mettendo le mani avanti in quanto non si sa che cosa porterà il futuro, si sono detti fiduciosi. È vero che siamo ancora lontani dall’anno record 2019, però a quanto sembra in questo momento la situazione è confortante. Andiamo a sentire i pareri dei diretti interessati nel settore della ristorazione, colpito come un macigno dalla pandemia.

Caffè al bancone? Non ancora

La voglia di sedersi e mangiare

Ervin Marčeta, gestore del ristorante self-service “Markat”: “Dopo l’allentamento delle misure, entrate in vigore il 28 maggio, abbiamo finalmente tirato un sospiro di sollievo. Il nostro servizio ai tavoli è ripreso dopo sei mesi, in quanto i locali di ristoro erano stati chiusi il 30 novembre dell’anno scorso. Va comunque detto che durante questi sei mesi effettuavamo le consegne a domicilio oppure la gente veniva a ritirare i pasti da noi, senza consumarli in loco. Il tutto applicando tutte le misure antiepidimche. Da lunedì scorso, ossia da quando abbiamo aperto il ristorante, si nota un discreto interesse dei commensali, di gente che ha ritrovato la voglia di sedersi in pace e mangiare, magari chiacchierando un po’ con qualcuno. Però per far tornare la situazione a quella di una volta, ci vorrà del tempo. Logico, in quanto siamo rimasti chiusi per troppo tempo. Il Covid-19 manco a dirlo ci ha colpiti molto, però siamo riusciti a mantenere in rapporto di lavoro tutti i dipendenti. Credo che che questa stagione estiva potrebbe essere soddisfacente. Si vede sin d’ora che a farla da padrone in città saranno i turisti tedeschi, però a fine estate ovviamente tutti aspettiamo gli ospiti italiani”.

Ervin Marčeta

Ana Barač-Dobran, gestisce il bar “Scandal Express”: “Non posso dire di essere soddisfatta di come vadano gli affari, ma almeno non sono stata costretta a chiudere bottega, come successo a numerosi altri locali. Ho preso in mano quest’esercizio l’1 gennaio del 2020, e dopo soli tre mesi a causa delle misure epidemiologiche sono stata costretta a chiuderlo. Poi lo abbiamo riaperto in maggio e richiuso a novembre sino allo scorso aprile. Come ogni bar al momento possiamo disporre solamente del terrazzo. Il che non è abbastanza per sopravvivere. Lo conferma il fatto che i nostri introiti sono diminuiti del 60 per cento. In questa strana primavera nemmeno il tempo ci ha aiutati con tanta pioggia, vento e temperature basse… Aspettative per il futuro? Non ne ho, però spero in un miglioramento della situazione. In particolar modo conto sugli eventi che si svolgeranno in città, con l’arrivo degli artisti che preferiscono accomodarsi nel nostro bar”

Ana Barač Dobran

Abituati alle misure

Leana Alić, cameriera del street seafood “Hook&Cook”: “La pandemia da Covid-19 non ha influito molto sul nostro lavoro semplicemente per il fatto che siamo aperti soltanto nei mesi estivi. Anzi, quest’anno abbiamo aperto le porte anche prima, il 25 maggio. Per quanto mi riguarda sono convinta che questa stagione sarà molto buona. Lo si vede dall’atteggiamento delle persone, nel caso nostro dai villeggianti, vogliosi di trascorrere le vacanze rilassati e mangiando bene. Tra l’altro, noi offriamo dei piatti di pesce all’aperto, e quindi non abbiamo dei problemi con gli ospiti nel vano chiuso, che è un bar-cucina ed è uno spazio molto ristretto. Tutti i clienti si attengono alle misure epidemiologiche, evidentemente sono ormai abituati a farlo”.

Leana Lalić

Ron Biteri, gestore dell’”Old City Bar” e del ristorante “Città Vecchia”: “Abbiamo aperto il terrazzo del bar all’inizio di marzo. Nel frattempo il ristorante ha continuato a lavorare, offrendo la consegna del cibo a domicilio. La pandemia ci ha colpiti molto, comunque ora ci sono dei segnali di ripresa. Dalla settimana scorsa si è notato un maggiore numero di villeggianti, per la maggior parte tedeschi. Confidiamo nel ritorno dei turisti italiani, che l’anno scorso, vista le situaziona in cui si trovavano, dovuta al Covid-19, sono stati pochissimi. La speranza è di non dover chiudere in anticipo come accaduto lo scorso agosto. Sono e voglio essere ottimista”.

Ron Biteri

Una decisione senza senso

Denis Bimbašić, gestore del bar “Uliks”: “Come al solito i proprietari dei bar sono gli ultimi in lista quando si parla di allentamento delle misure. Solamente nei bar è vietato consumare bibite all’interno dei locali, mentre coloro che vanno in ristorante possono farlo. È un’assurdità, una decisione senza senso e senza logica. A partire dalla settimana scorsa è aumentato anche il numero dei turisti in città e lo si vede dal fatto che i tavolini all’aperto sono sempre più occupati. I clienti di casa nostra? Considerata la lunga chiusura dei bar devono pian piano riprendere queste abitudini”.

Denis Bimbašić

Sandra Kovač, una delle proprietarie e cuoca del bistrot “Dva Ferala”: “Come quasi tutti, abbiamo aperto il locale il primo marzo, mentre con il servizio al tavolo abbiamo ripreso una settimana fa. Al momento le cose non vanno così male come si prevedeva. Di turisti ora in città ce ne sono e speriamo che ce ne siano ancora nel periodo a venire. In gran parte sono tedeschi, ma non mancano nemmeno gli sloveni e quelli nostrani, dell’entroterra, che approfittano dei fine settimana per fare una capatina a Pola. Più avanti speriamo nell’arrivo di turisti europei da diversi Paesi grazie anche ai voli di linea verso lo scalo di Altura che saranno sempre più frequenti. Il periodo di chiusura forzata? Abbiamo sfruttato l’occasione per rinnovare in parte gli spazi”.

Sandra Kovač

Lontani dagli anni migliori

Patrik Salaj, gestore del ristorante-pizzeria “Orfej”: “In questo momento un po’ di lavoro c’è, però è imparagonabile agli anni pre-Covid 19. È interessante il fatto che da quando abbiamo ottenuto il permesso di effettuare il servizio al tavolo anche nei vani interni, pochi clienti ne hanno usufruito. Preferiscono il terrazzo. Come vanno gli affari? Variano di giorno in giorno e a seconda delle condizioni meteo. Il ristorante è frequentato maggiormente nel weekend, e sinceramente non possiamo lamentarci di come siano andate le cose per le festività pasquali e per il 1.mo maggio. Permettetemi di dire, infine, che il divieto di servire i clienti all’interno dei bar è irragionevole. Se possono farlo i ristoranti, devono poterlo fare pure i bar”.

Patrik Salaj

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