Parenzo. Radost II: si profila il rinnovo energetico

Parenzo. Il progetto prevede una spesa di 2,9 milioni; la Città conta su un cofinanziamento del 40%

Il palazzo in una foto del 1924

Dopo un lungo periodo di preparazione, la municipalità di Parenzo ha candidato il progetto di rinnovo dell’asilo Radost II all’Invito pubblico per il cofinanziamento del rinnovo energetico degli edifici sotto tutela culturale. L’Invito è stato indetto dal Fondo nazionale per la tutela ambientale e l’efficienza energetica. Il progetto, per quanto riguarda la penisola, ha un carattere pionieristico ed era stato avviato nel 2018 con la preparazione della documentazione progettuale, a seguito dell’Invito per il finanziamento dell’elaborazione della documentazione progettuale per l’aumento dell’efficienza energetica degli edifici pubblici classificati quali beni culturali. L’Invito in questo caso era stato bandito dall’Agenzia energetica regionale IRENA.

 

Con tale progetto s’intende intervenire alla struttura del tetto, isolare termicamente il solaio, rinnovare l’impianto elettrico e sostituire gli infissi. Non essendo ritenuto ammissibile il costo di rifacimento della facciata (a causa dei vincoli di conservazione in materia di proprietà energetiche) questi potrebbero essere sostenuti dalla municipalità, parallelamente allo svolgimento dei lavori candidati all’Invito di cui sopra. Nel frattempo si cercheranno anche altre soluzioni di finanziamento. Parenzo spera in un cofinanziamento del 40%, mentre il valore totale del progetto è di 2,9 milioni di kune + IVA.

L’edificio venne adibito ad asilo negli anni 70 del secolo scorso

Come dichiarato da Gordana Lalić, direttrice della municipalizzata Parentium, si tratta d’un progetto costoso e complesso. Attualmente la struttura ospita 195 bambini suddivisi in 5 gruppi d’asilo e uno di nido, con 18 operatori. “Con ciò proseguiamo con la nostra politica d’investimento nei più giovani”, ha affermato il sindaco di Parenzo Loris Peršurić.

L’edificio venne inaugurato nel 2010, quale Casa di ricovero per gli anziani, all’epoca la prima in Istria, a spese dell’allora Comune e della famiglia dei nobili Polesini, su progetto degli architetti Sandri e Galli, che s’ispirarono all’architettura toscana. Stilisticamente, appartiene all’indirizzo artistico storicistico, con elementi della fase di Secessione. L’edificio sorge nel punto in cui si trovavano il cimitero medievale e la chiesa di Santo Stefano.

Dopo la Seconda guerra mondiale ospitò l’ostello studentesco e negli anni 70 venne adibito ad asilo.

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