«Leonardo da Vinci»: inizia una nuova era

Il progetto di ristrutturazione della SMSI ammonta a 24 milioni di kune, finanziate dal Ministero della Scienza e dell’Istruzione della Repubblica di Croazia al 45%, dall’Unione Italiana al 37% e dalla Regione Istriana al 18%

La demolizione della parte dell’edificio scolastico pericolante

Iniziati i lavori di ricostruzione e ampliamento della Scuola media superiore italiana “Leonardo da Vinci” di Buie. La sua costruzione risale al 1972 e da allora non è stata mai ristrutturata, nonostante la grande importanza che riveste per tutto il territorio e per la formazione dei giovani della Comunità Nazionale Italiana. La necessità di dare alla scuola ambienti nuovi e moderni era emersa già 20 anni fa, quando l’allora preside Claudio Stocovaz aveva iniziato a progettare la costruzione di una scuola nuova, al passo con le esigenze pedagogiche d’inizio millennio. In quegli anni il numero degli alunni arrivava fino a 300 e gli spazi erano assolutamente inadeguati e insufficienti ai fini dello svolgimento dell’attività didattica. Ora, in occasione dell’inizio dei lavori abbiamo incontrato la preside Irena Penko.

 

 

Lavoro di squadra
“È importante comprendere il significato del lavoro di squadra – dice la preside –, dell’interesse comune, dell’appoggio reciproco, del sacrificio in previsione del futuro della nostra scuola e delle generazioni che verranno, ma anche del collettivo scolastico, non dimenticando tutti coloro che prima di noi hanno contribuito e portare alto il nome della ‘Leonardo da Vinci’. Se per una scuola la sede è fondamentale, sono il collettivo, il personale docente e non docente, assieme alle generazioni degli allievi che si susseguono, che danno anima e vita all’edificio scolastico. Perciò è indispensabile investire nella formazione degli allievi e pensare ai futuri insegnanti delle nostre scuole. I nostri allievi, i docenti, la CNI e tutto il territorio dell’Istria nordoccidentale si meritano una scuola rinnovata, moderna e funzionale”, rileva Irena Penko, spiegando che tutte le attività e le questioni burocratiche che precedono l’apertura del cantiere, quindi progettazione, benestare ministeriale, permessi edilizi, formazione della particella catastale, sono stati svolti in collaborazione con l’assessorato all’Istruzione, sport e cultura tecnica della Regione istriana, con l’assessore Patricia Percan e la consulente superiore per le costruzioni capitali Vesna Sagaj, nonché con i rappresentanti della ditta progettista Singrad, che si occuperà anche della supervisione dei lavori.

Irena Penko

Come si è arrivati a questo momento tanto atteso?
“Con tanto impegno, difficilmente quantificabile in ore di lavoro. Le attività riguardanti la progettazione sono state pianificate nei Piani e programmi di lavoro annuali della scuola. Sono stata nominata preside nell’ottobre del 2013 e nel 2014 si è iniziato con le prime riunioni, accordi e attività preparatorie. Un grande lavoro di squadra tra la presidenza e il Comitato scolastico in collaborazione con l’Unione Italiana, l’assessorato, la ditta Singrad, le due medie superiori croate di Buie e la Città di Buie. Grazie a una forte volontà da parte di tutti gli interlocutori nei confronti di questa necessità didattica, nel 2018 è stato ottenuto il permesso di costruzione in seguito al quale sono stati portati a termine i progetti esecutivi, che oggi proseguono nel cantiere”.

Le ruspe in azione

Come funzioneranno le lezioni nel periodo dei lavori e quando la sede scolastica sarà accessibile per le prime lezioni?
“Le classi sono state dislocate negli ambienti dell’Università popolare aperta, della Comunità degli Italiani e dell’Istituto professionale di Buie. Tuttavia gli spazi non sono sufficienti per le nostre necessità (contiamo 16 classi, ossia 24 gruppi d’insegnamento), per cui, in base al benestare ministeriale, le lezioni si svolgeranno in modalità combinata e alterna: la metà delle classi seguiranno le lezioni in presenza e l’altra metà online e i due gruppi si alterneranno di settimana in settimana. I lavori edilizi dovrebbero terminare nel marzo 2022; poi è previsto il periodo per completare gli arredi e gli allestimenti degli interni, per cui si auspica che l’inizio dell’anno scolastico 2022/2023 ci vedrà sistemati nei nuovi spazi”.

Verranno esaudite le aspettative?
“Bisogna credere nei progetti, piccoli o grandi che siano. Questo progetto è il risultato di un lavoro di squadra, che si impegna a portarlo a termine con successo. Ma è anche un progetto che accomuna due Stati, che dimostra l’importanza dell’investimento nell’istruzione e nella formazione in lingua italiana su questo territorio. Certo che verranno esaudite, non lo metto in dubbio”.

Il retro dell’edificio scolastico

Molte volte ha sottolineato l’importanza del lavoro di squadra. Chi ne fa parte?
“Sono molte le parti coinvolte. Desidero ingraziare tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del progetto e hanno reso possibile il finanziamento: l’Unione Italiana, ossia il Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale della Repubblica Italiana, il governo croato e il Ministero della Scienza e dell’Istruzione, l’onorevole Furio Radin, parlamentare della minoranza italiana, la Regione Istriana e la Città di Buie. Doveroso ringraziare per aver messo a disposizione i propri spazi l’Università popolare aperta, la Comunità degli Italiani e l’Istituto professionale di Buie.

Voglio inoltre ringraziare la Scuola media superiore ‘Vladimir Gortan’ di Buie, che ha ceduto una parte di una particella catastale, rendendo possibile la formazione della nuova particella della SMSI. Voglio ringraziare e lodare tutti gli insegnanti e il personale tecnico-amministrativo della scuola che hanno preso parte alla riorganizzazione e all’allestimento delle aule nelle sedi dislocate, alla modifica degli orari e delle modalità didattiche, come pure i nostri allievi e le loro famiglie per la comprensione e la partecipazione. Altresì, ringrazio la SEI ‘Edmondo de Amicis’ di Buie, le CI di Castelvenere e di Momiano, nonché la municipalizzata Civitas Bullearum per aver messo a disposizione degli spazi per il deposito dell’inventario scolastico”.

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