La baia di Valsaline è pronta per l’estate

Ultimati i lavori di ricostruzione del sistema di scolo della stazione di pompaggio

L’ultimo sopralluogo a coronamento dei lavori foto :Dusko Marusic- Cici

Fine dei lavori nell’insenatura di Valsaline. In abbondante anticipo rispetto all’arrivo della stagione balneare l’azienda comunale Pragrande è riuscita a portare a compimento l’opera di ricostruzione del sistema di scolo della stazione di pompaggio finanziata dall’ente nazionale Hrvatske vode e da contributi europei. La manovra conclusiva ha riguardato la collocazione e l’affondamento delle tubature che in questi giorni verranno coperte da imbottiture in cemento, dopo di che verrà fissata la segnaletica di divieto d’ancoraggio nell’insenatura. La lotta contro l’inquinamento fecale ora dovrebbe averla vinta e la tranquillità in questa rientranza della costa di mare, dovrebbe essere finalmente ripristinata.

 

 

Un sistema vecchio 33 anni
Non per nulla, è già da una decina d’anni a questa parte che la Pragrande era stata sempre alle prese con l’inondazione provocata dalle acque meteoriche e da canalizzazione. Tale era il rischio di riversamento delle impurità in mare che a settembre del 2020 era stata issata l’ennesima bandierina rossa per vietare la balneazione come atto di prevenzione di possibili ulteriori guai provocati dalle piogge. Quella di Valsaline, è la principale stazione di pompaggio del sistema di canalizzazione della riviera meridionale di Pola, sistema che porta tutte le acque reflue e loro detriti in direzione del depuratore di Valcane. L’area di scolo comprende le zone di Sisplatz, Monteparadiso, Valsaline, Monvidal, Saccorgiana, della Capanna dei pescatori, Verudella, Marina Veruda e Dolinka ubicate sul territorio di Pola, inclusa Valsabbion che fa parte del Comune di Medolino. È da tener presente che la Pragrande è stata chiamata a porre rimedio e a rafforzare il precedente sistema di scolo, vecchio 33 anni e lungo soltanto 20 metri, per niente in grado di far fronte a condizioni meteorologiche più estreme. I lavori, iniziati nell’autunno del 2020 erano proceduti a più fasi: quella preliminare per la collocazione delle tubature nei primi 50 metri del tracciato marino, quindi il secondo intervento per altri 100 metri e, infine, l’estensione del sistema di pompaggio mediante collocazione di 350 metri di tubature aggiuntive, portando a 500 metri complessivi la lunghezza dell’intero sistema di scolo terminante a 27 metri di profondità.

Monitoraggio a distanza
Ciascuna manovra infrastrutturale è stata controllata con sistemi di monitoraggio a distanza, per impedire fuoriuscite e inquinamenti in condizioni meteorologiche critiche, cosa che avrebbe fatto rischiare la chiusura delle spiagge vicine. Ora, a opera compiuta, viene garantita la sicurezza perché il sistema di smaltimento predisposto entrerà in azione esclusivamente in caso di e situazioni d’emergenza – guasti alla stazione di pompaggio, blackout elettrici o altro – e sarà in grado di deviare e incanalare le acque fognarie a maggiore profondità, salvando la fascia costiera e le spiagge balneari dall’inquinamento e dai cattivi odori. Messo il punto su quest’intervento infrastrutturale, non tutto è esattamente finito. Alla Pragrande spetta ora l’incombenza della ricostruzione della già esistente stazione di pompaggio dotando la medesima di nuovi sistemi di filtraggio chimico e di strumenti di controllo dell’espansione degli odori, anche questaonell’ambito del progetto dell’Unione europea “Agglomerato Pola Centro”. Detta impresa, nonché quella per la costruzione del sistema di scolo, necessitano di un investimento complessivo di 3,2 milioni di kune, di cui l’80 per cento viene assicurato dall’ente nazionale per le acque.

Facebook Commenti