Insieme alla scoperta di Umago

Com’era Umago nel XIX secolo

UMAGO | Si è tenuta nella sede della CI “Fulvio Tomizza” di Umago, l’ultima conferenza del ciclo “La nostra storia”, finanziata dalla Città di Umago e intitolata “La popolazione di Umago nel XIX secolo”, tenuta dal prof. Dean Brhan. Come ha anticipato la presidente del sodalizio, Floriana Bassanese Radin, si tratta dell’ultimo appuntamento del ciclo del 2017/18, ma già a partire dalla fine di gennaio 2019 ripartirà un nuovo ciclo di queste conferenze che hanno riscosso un notevole successo di pubblico e soprattutto hanno attirato in Comunità una platea molto eterogenea, sia dal punto di vista generazionale che da quello culturale.

Infatti, erano presenti in sala giovani studenti delle superiori accanto ai loro professori, storici del nostro territorio, dirigenti del museo civico di Umago e tantissimi umaghesi interessati a conoscere più approfonditamente la storia della propria cittadina. Il prof. Brhan ha illustrato, tramite fotografie storiche e cartoline, quale sia stata la composizione della popolazione umaghese nel XIX secolo, quando il nucleo vero e proprio della cittadina era ristretto alle mura e comprendeva una piccolissima parte dell’odierno territorio.
Il prof. Brhan ha ricordato i cinque secoli di dominazione veneziana e il fatto che già da allora la popolazione umaghese doveva essere per forza estremamente multietnica e variegata, per quanto il numero degli abitanti fosse comunque molto esiguo. Successivamente ha menzionato la dominazione austriaca (1797-1805) e quella francese (1805-1813), per arrivare al 1820, anno in cui si contano a Umago 1.314 abitanti, dei quali 800 vivono nel nucleo urbano, la grande maggioranza si occupa di agricoltura, ma ci sono anche marinai, pescatori, artigiani, possidenti e membri del clero. Interessante notare che alla fine del 1700 l’insieme degli abitanti delle dieci città costiere dell’Istria arrivava a 29.000, quando la sola città di Vicenza ne contava 27.000, e Rovigno risultava essere la cittadina più abitata della penisola.
Tra il 1800 e il 1850 inizia un periodo di transizione verso la modernità e a Umago spiccano le famiglie notabili dei De Franceschi, Zattera, Federici, Balanza e Manzutto, alcune originarie del Friuli e della Carnia e altre provenienti dall’interno dell’Istria. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la pesca non era l’attività principale a Umago, dal momento che era sottoposta a notevoli vincoli, non si poteva pescare liberamente e pochi erano i proprietari di imbarcazioni. La vera ricchezza veniva in realtà dall’agricoltura: piccoli proprietari, mezzadri, coloni e braccianti arrivavano dall’interno dell’Istria e venivano a lavorare le terre attorno a Umago, dove si crearono le stanzie.
Per quanto riguarda il nucleo principale di Umago, il suo cuore pulsante era la piazza principale, sulla quale si affacciavano il Duomo, il palazzo del comune e quello del pretore, la cisterna, una casa adibita a scuola e tutti gli edifici più importanti. Nel corso del 1800 la città esce dalle mura e inizia il mutamento della topografia sociale umaghese. Il prof Brhan ha spiegato al pubblico attento che non è stato facile reperire e ricostruire questi aspetti storici di Umago perché le fonti sono piuttosto scarse, tenendo anche conto del fatto che gran parte dell’archivio cittadino è andata persa in un incendio. In ogni caso Brhan si è avvalso delle informazioni trovate nello Status animorum, che viene conservato nell’archivio di Pisino e contiene i nomi delle famiglie residenti tra il 1800 ed il 1870, e del Catasto franceschino, conservato all’archivio di Trieste.

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