Albona, 28 febbraio. In attesa di giorni migliori

La CI di Albona dirama un comunicato stampa in occasione dell’81.esimo della tragedia del 1940

La piazza principale di Arsia

“Si sta avvicinando il 28 febbraio e, purtroppo, nemmeno quest’anno riusciremo a onorare degnamente le 185 vittime della tragedia mineraria di Arsia. La causa è sempre la stessa – il malefico Covid – che ci ha impedito nel 2020 di celebrare solennemente l’80.esimo anniversario del triste evento”. Inizia così un comunicato del professor Tullio Vorano, presidente della Giunta esecutiva della Comunità degli Italiani “Giuseppina Martinuzzi” di Albona, dedicato ai minatori che persero la vita nella sciagura il cui 81.esimo anniversario ricorre alla fine di questa settimana.

La fusione della campana per Arsia

Le celebrazioni del 28 febbraio e dell’anniversario della tragedia in parola sono state avviate nel 2007 dalla CI di Albona e dal Circolo di cultura istro-veneta “Istria” di Trieste, mentre negli ultimi anni a occuparsi dell’organizzazione della tradizionale commemorazione sono il sodalizio albonese, con a capo la presidente Daniela Mohorović e il prof. Vorano, e il Comune di Arsia. Nel soffermarsi sull’edizione 2020, che doveva, quindi, essere cancellata a causa del coronavirus, Vorano ricorda nel comunicato che “tutti i preparativi erano stati minuziosamente approntati ed era stata assicurata la presenza di numerose personalità di rilievo”. “L’unico risultato positivo è stata la fusione, ad Agnone, nella Fonderia pontificia, della splendida campana ALMA MATER DOLOROSA, voluta e donata al Comune di Arsia dal benemerito prof. Michele Maddalena di Formia. Dopo la benedizione in Vaticano la campana ha fatto un particolare, significativo percorso fino ad arrivare a Trieste, dove si trova tuttora presso l’omonimo Comune. Approfittando di tale situazione, gli amici del locale Circolo di cultura istro-veneta “Istria” organizzeranno il 28 febbraio una sentita commemorazione”, informa la CI di Albona. Nel comunicato si può leggere pure che Glorija Paliska, sindaco di Arsia, “ha promesso – condizioni sanitarie permettendo – di organizzare nella piazza principale di Arsia, nel mese di aprile o maggio, una significativa e solenne cerimonia di accoglimento della campana”.

La piazza principale di Arsia con la chiesa di S. Barbara

Il racconto di Isabella Flego
Il comunicato si conclude con “un breve stralcio dello splendido racconto ‘Tristi ricordi 2021’ della professoressa Isabella Flego”, alla quale la CI si dice molto grata per la gentile concessione. “Sul filo misterioso della memoria, avvolta in una luce di incertezza, ricordo la foga con cui mia sorella, due anni più di me, mi vestì, mamma e papà erano già usciti, per andare là dove tutta Arsia si era riversata: sul piazzale antistante la Direzione della miniera, i bagni per noi arsiani. Lungo il viale dei platani, che si snoda al fianco del canale e conduce verso il centro, lei mi tirava e strattonava rabbiosamente e mi incitava a sveltire il passo, mentre la sirena continuava a gemere querula ed io a singhiozzare sonoramente e piena di paura a invocare la mamma. Giunte all’altezza della piazza, ci sentimmo investire da urla e pianti e non si capiva bene da dove provenissero. Arrivate sul ponte che sovrasta il canale, posto tra la piazza, l’ospedale e la Direzione della miniera, sempre tirata per mano, una folla di donne, di minatori, di bambini, di fanciulle arruffate e spose irrigidite dal dolore che cercavano di dare conforto alle madri, senza colore in faccia e gli occhi e la fronte tristi, ci investì in pieno impedendo l’avanzare di un solo passo. Tutti che piangevano e si disperavano gridando e spingendo e la sirena che continuava a urlare senza pietà”.

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