Un mare di opportunità (e investimenti)

A Draga di Moschiena sono stati sottoscritti gli accordi per la ricostruzione e il risanamento dei porti della Regione litoraneo-montana e di quella Istriana del valore di 38,7 milioni di kune

I lavori di ampliamento del porto

Rinascimento costiero. Un termine usato e abusato dal ministro del Mare, del Traffico e delle Infrastrutture, Oleg Butković, ma che meglio di tutti descrive la portata di investimenti effettuati nel settore portuale. Negli ultimi tre anni e mezzo sono stati investiti qualcosa come 800 milioni di kune. Un processo che prosegue imperterrito anche in questo 2020, nel quale è prevista un’ulteriore spesa di 90,5 milioni, di cui circa un terzo ricade sulla Regione litoraneo-montana e su quella Istriana. A Draga di Moschiena sono stati sottoscritti contratti per un valore complessivo di 38,7 milioni di kune tra il Ministero, i due succitati organi regionali, cinque Città e Comuni (Fiume, Kraljevica, Novi Vinodolski, Dobrinj e Lussinpiccolo), nonché sei Autorità portuali (Abbazia-Laurana-Draga di Moschiena, Buccari-Kraljevica-Kostrena, Novi Vinodolski, Arbe, Rovigno e Umago-Cittanova). Gli accordi prevedono la realizzazione, la ricostruzione e il risanamento di questi porti regionali. Ancora una volta il Ministero si propone come soggetto chiave per la costituzione di infrastrutture di vitale importanza per le comunità costiere e insulari, richiamando il grande potenziale della cosiddetta economia del mare, capace di generare occupazione e quindi indotto, oltre a promuovere un turismo e una mobilità sostenibili.
Voltato pagina
“Negli ultimi 20-30 anni non è stato investito praticamente nulla nelle infrastrutture portuali, ora però abbiamo voltato pagina e stiamo finalmente impiegando mezzi molto importanti nei porti regionali perché dobbiamo tenere presente che siamo un Paese marittimo – ha sottolineato il ministro Butković a margine delle firme –. Per quest’anno abbiamo già siglato 15 accordi e a breve sarà la volta di altri 13, per un totale di 28 progetti, in larga misura finanziati attraverso i fondi europei del programma operativo Concorrenza e coesione 2014-2020. Non vogliamo fermarci qui e tal proposito siamo già al lavoro per il nuovo quadro finanziario (2021-2027, nda). Se finora il focus è stato sul miglioramento e potenziamento dei collegamenti tra la terraferma e le isole, per il prossimo ciclo di investimenti punteremo su altri aspetti, come ad esempio i progetti di tutela dell’ambiente marino”.
Preoccupazione per la Brexit
Per capire se il piano 2021-2027 avrà gli stessi numeri di quello precedente, è necessario rivolgere lo sguardo verso ciò che sta succedendo a Bruxelles, dove sono in corso i negoziati tra i 27 Paesi membri della famiglia europea sul nuovo Bilancio, i quali sono tuttavia giunti in una fase di stallo. Anche il ministro Butković segue con attenzione le trattative nella capitale d’Europa e non nasconde un po’ di preoccupazione in merito alla Brexit, che inevitabilmente rischia di rimescolare le carte in tavola.
“In questo momento non sappiamo quale sarà il budget previsto per i progetti legati alle infrastrutture portuali – puntualizza –. Ora la priorità è riuscire a mantenere invariato il rapporto di cofinanziamento, ossia 85-15. Noi faremo il possibile affinché i mezzi finanziari restino gli stessi, quindi sui 110 milioni di euro, ma è chiaro che bisognerà capire prima quali ripercussioni avrà l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea”.
Dei 38,7 milioni concordati, 8,8 sono destinati al Comune di Draga di Moschiena, che ha già messo le mani avanti dato che nel porto operai e mezzi pesanti sono già al lavoro, ben prima della sottoscrizione dell’intesa.

Al Comune di Draga di Moschiena andranno 8,8 milioni di kune

Un marina nel futuro
“Il Ministero destinerà una prima tranche di 4 milioni di kune, successivamente una seconda di 2, la Regione contribuirà con un milione, mentre il resto verrà coperto dal nostro bilancio – ha spiegato il sindaco connazionale, Riccardo Staraj, nel corso del sopralluogo nel porto, seguito alla cerimonia delle firme –. Attualmente stiamo ampliando il molo, un intervento la cui conclusione è prevista entro il 15 giugno perché vogliamo aprire la nuova stagione turistica con una banchina rinnovata. E poi c’è un secondo progetto in rampa di lancio. Si tratta di un piccolo marina destinato al turismo nautico. A breve verrà rilasciato il permesso di costruire, dopodiché nel 2021, quando si aprirà il nuovo ciclo finanziario, applicheremo ai fondi europei. Il valore complessivo della struttura si aggira attorno ai 40 milioni di kune e naturalmente anche in questo caso confidiamo nel sostegno del Ministero e della Regione. Puntiamo con decisione al turismo da diporto, un comparto in grande crescita e che porta una clientela con un alto potere d’acquisto. Al momento Draga non ha uno scalo che possa accogliere yacht più grandi ed è per questo che il marina si rende necessario, anche alla luce di questa direzione che abbiamo intrapreso. Il turismo di massa ormai non è più sostenibile”.
Per un Paese marittimo come la Croazia, il mare può diventare davvero il volano dello sviluppo economico, ovviamente se supportato da un’adeguata infrastruttura, grazie in particolare alle varie attività che derivano dalla sua filiera come turismo, pesca e trasporti. A patto però di avere la lungimiranza di sfruttare in maniera responsabile e sostenibile le sue risorse. Ma se il buongiorno si vede dal mattino, il Rinascimento non è che all’inizio.
«La più grande mole di investimenti dai tempi dell’Impero austroungarico»
Uno dei maggiori sostenitori dell’apertura verso il mare è il presidente della Regione litoraneo-montana, Zlatko Komadina, anch’egli presente alla cerimonia tenutasi a Draga di Moschiena.
“Questo processo avrebbe dovuto prendere il via molto tempo fa visto che ben 22 tra Comuni e Città della nostra Regione si affacciano sul mare. Ora siamo finalmente testimoni della più grande mole di investimenti dai tempi dell’Impero austroungarico, destinata a cambiare la fisionomia della fascia costiera, ma rigorosamente a beneficio delle comunità locali. Costruire approdi più sicuri, aumentare il numero di posti barca e migliorare i collegamenti con le isole non può che portare benefici. Ancora una volta la nostra Regione ha dimostrato di essere molto preparata quando c’è da presentare domanda per i grandi progetti”.

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