UI: «Stella rossa, errore culturale politico»

I vertici dell’Unione Italiana prendono posizione sull’installazione artistica di Nemanja Cvijanović

La stella rossa posizionata sul tetto del Grattacielo fiumano

La stella rossa sul Grattecielo fiumano, ovvero l’installazione artistica di Nemanjua Cvijanović, inaugurata quasi di soppiatto domenica scorsa, continua a far discutere. A parte le scontate divisioni ideologiche nelle file della maggioranza, è anche la componente italiana dell’Adriatico orientale è rimasta interdetta. Non solamente tra gli esuli quel monumento realizzato con 2.800 frammenti di “vetro”, a ricordo, come ha rilevato l’autore, dei 2.800 combattenti dell’Esercito popolare di liberazione caduti nella Battaglia di Fiume, ha suscitato reazioni di palese insoddisfazione. Pure nell’ambito della Comunità Nazionale Italiana l’iniziativa, realizzata nell’ambito di Fiume, Capitale europea della Cultura 2020, ha lasciato a molti l’amaro in bocca. I vertici dell’Unione Italiana si sono fatti interpreti di questo stato d’animo prevalente.

Maurizio Tremul

Misconosciuti i drammi
“La stella rossa messa nel contesto in cui è stata posta rappresenta un grave errore culturale, politico e di scelta di comunicazione, proprio perché Fiume, Capitale europea della Cultura 2020, intesa quale Porto delle diversità, non ha saputo e voluto valorizzare in quest’ambito le sue diversità culturali, linguistiche e nazionali”, ci ha dichiarato il presidente dell’Unione Italiana, Maurizio Tremul. “Proprio per questo motivo – ha proseguito – si configura come un errore ancora più grave, perché misconosce una parte importante della storia del capoluogo quarnerino. Siamo in presenza di una scelta che non rispecchia e non rispetta l’identità di Fiume e dei fiumani a prescindere dall’appartenenza nazionale. Fiume è più ricca di storia di quanto quella stella voglia rappresentare. Quel simbolo misconosce i drammi che gli italiani hanno subito e offende la nostra storia”. Ovviamente, ha puntualizzato Maurizio Tremul, la stella rossa in sé può avere anche altri significati, come la lotta dei partigiani e la vittoria contro il nazifascismo nella Seconda guerra mondiale. Ma nel caso di Fiume, nel contesto attuale assume, come rilevato, un significato diverso.

Marin Corva

Un simbolo del totalitarismo
Chiara anche la posizione del presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana, Marin Corva, che ha definito la stella rossa piazzata sul Grattacielo “un simbolo del totalitarismo del passato, che a nostro modo di vedere, è completamente fuori luogo al giorno d’oggi”. Si tratta, ha evidenziato Marin Corva, di un simbolo “che è ormai acqua passata, per cui sarebbe stato il caso di puntare su qualcosa che fosse davvero d’attualità. Se proprio si voleva innalzare un monumento era molto meglio ricorrere ad altre simbologie, ad esempio a quella dell’Europa unita”, ha sottolineato il presidente della Giunta esecutiva dell’UI. “Quella stella non c’entra nulla con la mia visione del mondo e con la storia della mia città. Quel simbolo non rappresenta nessuno né tantomeno me”, ha puntualizzato ancora Marin Corva, che ha espresso l’opinione che tutti i simboli dei totalitarismi, che hanno caratterizzato la prima metà del ventesimo secolo, non abbiano più ragion d’essere al giorno d’oggi. Quindi, ha concluso il presidente della Giunta dell’Unione Italiana, anche quella stella rossa va tolta.

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