Odonimi storici a Fiume. Ci siamo!

Lunedì, alle ore 13, in piazza Kobler verranno svelate le prime quattro insegne. Abbiamo visitato l’officina della società «Pruša», in Scoglietto, dove sono state realizzate le tabelle

Foto Ivor Hreljanović

Ci siamo! La lunga attesa sta per finire. L’attesissimo progetto del ripristino degli odonimi storici in Cittavecchia sta finalmente per vedere la luce del sole. La Città di Fiume ha infatti annunciato che lunedì, alle 13 in punto, in piazza Kobler verranno svelate le prime quattro insegne. Prima però di vederle installate lungo le vie del centro, noi eravamo curiosi di ammirarle in anteprima. E così ne abbiamo approfittato per fare una visita nell’officina dove stanno prendendo corpo. Il compito di realizzarle è stato affidato alla società “Pruša”, il cui stabilimento si trova in Scoglietto, di fianco al parco macchine dell’Autotrolej. A farci da Cicerone in quest’affascinante viaggio è stato il capodipartimento per l’urbanistica, Srđan Škunca.

“Il design originale prevedeva la realizzazione delle insegne in pietra – ci racconta il capodipartimento, mentre ci accompagna allo stabilimento –. Dal momento che le insegne ufficiali sono già fatte di questo materiale, abbiamo preferito differenziarle. In secondo luogo, lavorare la pietra è un processo alquanto complesso, pertanto si è deciso di valutare altre soluzioni. La scelta è allora ricaduta su Pruša, che offre soluzioni alternative oltre a disporre di tecnologie innovative e quindi idonee per questo tipo d’operazione. Ciò ha inevitabilmente allungato i tempi, ma credo che alla fine ne sia valsa la pena e tra poco ve ne convincerete voi stessi”.

L’aspetto culturale

Tempo due minuti ed eccoci in officina. Ad accoglierci è il titolare Tihomir Pruša, con la prima delle quattro insegne in bella mostra. Ci sorride: “Abbiamo fatto un buon lavoro. Non credete?”
Davanti ai nostri occhi, appoggiata su un immenso tavolo di lavoro, quella che troverà collocazione in Užarska. Pardon! Calle dei Canapini. Lo sfondo è argenteo, le scritte di colore nero. Un design semplice, non sofisticato, ma bello. L’insegna è anche leggera. Sì, ci piace.
“Di fianco campeggiano il logo e la dicitura Fiume Capitale europea della Cultura 2020, per sottolineare che le nuove insegne saranno sì permanenti, ma non andranno a sostituire quelle ufficiali – precisa Škunca –. Questo perché vogliamo rimarcare l’aspetto culturale del progetto del ripristino degli odonimi storici. Inizialmente abbiamo anche pensato di riunire in un’unica insegna sia la denominazione ufficiale che quelle bilingui. Poi però è stato accertato che la legge non consente ulteriori denominazioni presenti sulla stessa insegna ufficiale”.

Viaggio nel tempo

Come già rimarcato in apertura dell’articolo, lunedì sarà il grande giorno.
“Le insegne verranno posizionate nelle attuali piazza Kobler, via Užarska, Andrija Medulić e Pod Voltun. Da qui proseguiremo verso Grivica, Pul Vele Crikve, per poi concludere questo percorso in Gomila. In totale, le insegne saranno una trentina e contiamo di portare a termine il progetto entro pochi mesi”.
Sulle insegne sono riportati tutti i nomi storici documentati delle varie vie e piazze, dal più datato a quello più recente, con accanto il secolo e l’anno d’istituzione.
“Una sorta di viaggio nel tempo per conoscere come sono cambiati i nomi delle vie nel corso dei secoli. È stato un lavoro di ricerca molto minuzioso dove a darci una mano determinante è stata l’opera ‘Stradario di Fiume’, firmata da Massimo Superina (figlio di esuli fiumani, nda). La parte più complessa e delicata è stata invece quella relativa all’immediato secondo dopoguerra perché ci sono documenti con date discordanti sulla nomenclatura di alcune vie e forse involontariamente potremmo anche essere incappati in qualche piccolo errore”.

Alluminio elossato

Quanto invece al processo vero e proprio, a illustrarcelo è il padrone di casa, Tihomir Pruša. “Le insegne sono in allumino elossato la cui superficie è stata prima sottoposta a un trattamento laser che ha corroso lo strato elossato, dopodiché è stata aggiunta una sostanza acida che di fatto annerisce l’alluminio. Le scritte di colore non sono dunque state disegnate, ma sono il risultato dell’azione corrosiva di questa sostanza chimica. Ogni insegna richiede l’utilizzo di quattro macchine e tre tipi diversi di laser, ma il processo è più semplice di quanto non sembri in quanto abbiamo a disposizione tutta l’attrezzatura necessaria. Per realizzarne una, ci vogliono un paio d’ore”.
La nostra visita è giunta al capolinea. Salutiamo e ringraziamo Tihomir Pruša e il capodipartimento Škunca. Alla fine ne è valsa la pena aspettare per vedere prendere finalmente vita questo progetto così tanto sentito da tantissimi nostri connazionali. Lunedì alle 13 appuntamento dunque in piazza Kobler. Un piccolo passo per la Città, un grande passo per la nostra Comunità.

Le tabelle trilingui diventano bilingui

Inizialmente il progetto prevedeva anche insegne trilingui, con l’ungherese accanto all’italiano e al croato in determinati casi.
“Si era ipotizzata, laddove fosse stato possibile, la realizzazione di tabelle trilingui che comprendessero anche i nomi in ungherese. Tuttavia, le vie e le piazze in Cittavecchia non portavano nomi in questa lingua e difatti non ne abbiamo trovati nel corso delle nostre ricerche. Durante il periodo sotto la corona ungherese, Cittavecchia non era stata soggetta alla magiarizzazione, pertanto questo tipo di toponimi si riscontrava al di fuori da essa, come ad esempio nel tratto che conduceva dal Corso verso il mare, nella parte occidentale della città e in quella orientale fino alla Fiumara. Di norma, anche i moli del porto portavano nomi ungheresi”, ha puntualizzato Škunca.

Nel 1954 le vie cambiarono denominazione ben cinque volte

Nel secondo dopoguerra la dicitura bilingue rimase in vigore fino al 1954, quando le autorità jugoslave rimossero la versione in italiano, lasciando solamente quella in croato. “Un documento ufficiale del Comitato nazionale jugoslavo, risalente al 1955, indica tutte le modifiche effettuate l’anno prima, mostrando effettivamente il passaggio dalla denominazione bilingue a quella monolingue. Scavando nell’Archivio di Stato, mi sono imbattuto in un verbale dal quale emerge un dato molto curioso, e cioè che solamente nel corso del 1954 le vie di Fiume avevano cambiato denominazione addirittura cinque volte”, ha svelato Škunca.

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